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Il Ministero della Transizione ecologica ha firmato il progetto per la rinaturazione dell’area del Po e che coinvolge tutti gli enti interessati di Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.
Il progetto, del valore complessivo di circa 360 milioni di euro, è uno degli impegni previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Si tratta di un investimento che interesserà l’intero bacino del fiume Po in cui ricadono, fra l’altro, 37 Siti Natura 2000 e la Riserva MAB Po Grande. E’ un intervento diretto al miglioramento dell’ecosistema fluviale, alla navigazione, alla sicurezza e alla qualità della vita per chi vive in quelle zone.
Il Po, infatti, è una delle sei aree prioritarie per la connettività ecologica e l’adattamento ai cambiamenti climatici, dove avviare una diffusa azione di ripristino ambientale, rappresentando un primo passo per la più grande e importante azione di recupero ecologico e di adattamento nel nostro Paese.
Il progetto vede il coinvolgimento dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po e dell’Agenzia Interregionale per il fiume Po e prevede la rinaturazione di 37 aree lungo il suo corso più altre 7 nel Delta del Po, con 5 tipologie di interventi: riqualificazione, riattivazione e riapertura di lanche e rami abbandonati; riduzione dell’artificialità dell’alveo e in particolare l’adeguamento dei “pennelli”; riforestazione diffusa naturalistica; contenimento di specie vegetali alloctone invasive.

L’Agenzia dell’ambiente europea (EEA) ha pubblicato un rapporto in cui vengono presentati i progressi dagli Stati membri verso la riduzione delle emissioni dei principali inquinanti atmosferici disciplinati dalla direttiva NEC (ossido d’azoto, composti organici volatili non metanici, ammoniaca e diossido di zolfo), nonché gli sforzi ancora necessari per raggiungere gli impegni di riduzione delle emissioni per il 2030. Complessivamente, gli sforzi collettivi degli Stati membri hanno mostrato significativi segni di miglioramento, tanto che nel 2020 quasi tutti i Paesi hanno raggiunto i rispettivi obiettivi. Per quanto riguarda l’Italia, sono stati raggiunti gli obiettivi fissati per il 2020 per tutti gli inquinanti, mentre per il raggiungimento di quelli più stringenti, previsti per il 2030, occorrerà implementare ulteriori sforzi. In particolare, l’EEA ha sottolineato come nel 2019 l’Italia, pur rimanendo al di sotto dei propri limiti nazionali, sia stata la maggiore emettitrice di PM2,5 seguita da Francia e Polonia, e la seconda (dopo la Francia) per quanto riguarda i composti organici volatili non metanici (COVNM). In tale contesto, il Ministero della transizione ecologica dovrebbe adottare entro breve il Piano nazionale di riduzione delle emissioni inquinanti, che contribuirà al raggiungimento dei nuovi obiettivi e conterrà anche misure di interesse per l’agricoltura, volte al contenimento delle emissioni di ammoniaca.

La Direzione Generale Economia del Ministero della Transizione Ecologica il 14 maggio ha diramato una nota di chiarimenti in ordine alle problematiche segnalate sull’applicazione del Decreto Legislativo 116/2020, incluse quelle formulate da Confagricoltura.
Gli argomenti interessati dal chiarimento riguardano i criteri di priorità nella gestione dei rifiuti; la preparazione per il riutilizzo, riciclaggio e recupero dei rifiuti; le definizioni; le esclusioni dall’ambito di applicazione; il deposito temporaneo prima della raccolta; il registro cronologico di carico e scarico; il trasporto dei rifiuti; i rifiuti derivanti da attività di manutenzione delle infrastrutture; la violazione degli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari. Di seguito il link alla circolare del Mi.TE.

circolare-MITE_dlgs.-116-2020

La transizione ecologica, da tempo presente nelle politiche comunitarie, è al centro della Agenda 2030 delle Nazioni Unite e sta diventando sempre più un tema emergente nelle scelte politiche del nostro Paese. Si tratta di un’importante sfida per garantire uno sviluppo sostenibile, anche in vista del prossimo avvio dei progetti del Next Generation UE. A tal proposito le Camere di Commercio piemontesi organizzano per venerdì 14 maggio 2021 dalle ore 10,30 alle ore 12,30 un webinar dal titolo: “Le comunità energetiche: un’opportunità per lo sviluppo sostenibile”, per approfondire il tema delle Comunità energetiche rinnovabili (CER) e dei nuovi modelli di autoconsumo collettivo attraverso cui imprese, comunità locali e cittadini condividono energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili. Il seminario vedrà la partecipazione di relatori di prestigio e permetterà di fare un’accurata analisi degli aspetti realizzativi e gestionali e di verificare le opportunità economiche, ambientali e sociali delle CER.
In allegato è possibile visualizzare il programma dettagliato dell’incontro. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione da effettuarsi compilando l’apposito form on-line.

Locandina

Confagricoltura ha inviato una lettera al MiTE (Ministero della Transizione Ecologica) e al Mipaaf in relazione ai problemi applicativi relativi alla marcatura ed etichettatura ambientale degli imballaggi, anche a uso alimentare, emersi a seguito dell’entrata in vigore del D.lgs. 116/2020 che ha modificato il comma 5 dell’articolo 219 del D.lgs. 152/2006 senza introdurre un adeguato periodo transitorio.
Ciò in relazione al fatto, che a far data dall’entrata in vigore del d.lgs. 116/2020 le imprese agricole, in qualità di imprese utilizzatrici di imballaggi, nel confezionare i loro prodotti dovrebbero utilizzare solo imballaggi aventi una codifica relativa alla natura del materiale utilizzato in base a quanto indicato nella decisione 97/129/CE (art. 219 comma 5 secondo periodo D.lgs. 152/2006). La situazione evidenzia una serie di criticità.
Per questo motivo Confagricoltura ha chiesto un adeguato periodo transitorio per gestire le scorte degli imballaggi non rispondenti alle nuove esigenze di marcatura e l’esigenza di un chiarimento urgente su ruoli e responsabilità del soggetto che deve adempiere all’obbligo.