Si profilano nuovi rischi per il “Made in Italy” agroalimentare sul mercato degli Stati Uniti. I dazi Usa potrebbero essere applicati a breve scadenza anche su vini e olio d’oliva. Inoltre, i dazi già in vigore sulle nostre esportazioni di formaggi, salumi ed agrumi nel contesto del contenzioso sugli aiuti pubblici al consorzio Airbus potrebbero raddoppiare: dal 25 al 50%, con la conseguenza di spingere in nostri prodotti fuori mercato. “La prospettiva è particolarmente preoccupante per tutto il sistema agroalimentare italiano – sottolinea il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansantie non c’è molto tempo per reagire. Le consultazioni con gli operatori economici, promosse dall’amministrazione USA, si concluderanno il 13 gennaio prossimo. A seguire, i nuovi dazi potrebbero scattare al massimo nel giro di un mese. Siamo grati al governo per le iniziative già in corso a tutela delle nostre esportazioni. Analoghe iniziative sono state avviate anche da altri Stati membri. Continua, invece, a mancare una risposta dell’Unione europea”.

In allegato due articoli su Il Sole 24 Ore e su La Stampa di ieri, 8 gennaio 2020, dove è riportata un’intervista a Michele Chiarlo, socio di Confagricoltura Asti, e a Filippo Mobrici presidente del Consorzio della Barbera

Il Sole 24 Ore_08-01-2020

La Stampa_Asti_08-01-2020