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Il Settore Fitosanitario della Regione Piemonte ha inviato una nota riguardo all’impiego della Terbutilazina sul mais e sorgo per l’annata agraria 2022.

Per approfondimenti è possibile cliccare sui seguenti link:

5360 Terbutilazina

Simulazione terbutilazina Piemonte 2022

Fra gennaio e novembre 2021 – rileva il Clal, Centro studi sul latte – la Cina ha importato oltre 27 milioni di tonnellate di mais (+198,95% sullo stesso periodo del 2020). Ora, però, vi sono segnali che fanno pensare a una diminuzione dell’import, a causa innanzitutto di prezzi del mais molto elevati (intorno ai 309 $/t lo scorso novembre, in base alle elaborazioni di Teseo- Clal).
Secondo le ultime proiezioni del Dipartimento Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) le importazioni cinesi di mais dovrebbero diminuire nell’annata 2021-2022 dell’11,9%, compensate in parte da una maggiore produzione interna (+4,6%). Anche a livello mondiale USDA prevede produzioni in crescita (+7,5%), con un ritmo dunque superiore ai consumi (+3,1%), rafforzando così gli stock a livello globale (+3,7%): sono tutte variabili che potrebbero portare a una stabilizzazione del prezzo del mais su valori inferiori a quelli attuali, alleggerendo così le pressioni sugli allevatori non autosufficienti per il mais.

Con le Istruzioni Operative n. 112 dello scorso 30 novembre l’Organismo Pagatore AGEA ha emanato le disposizioni applicative per la gestione degli stanziamenti – previsti nell’ambito del Fondo per la competitività delle filiere agricole – destinati Fondo filiera Mais e Proteine vegetali che ammontano a 20 milioni di euro per il mais (8 milioni per il 2020 e 6 milioni per il 2021) e 10,5 milioni di euro per legumi e soia (6 milioni per il 2020 e 4,5 milioni di euro annui per l’ annualità 2021).
Per la campagna 2021 l’entità dell’aiuto concesso è fissato in 100 euro per ogni ettaro coltivato a mais o proteine vegetali (legumi e soia) oggetto di un contratto. Qualora, in ragione delle superfici ammissibili si verifichi il superamento del plafond disponibile, l’AGEA procederà ad applicare la riduzione dell’aiuto applicando un taglio lineare.
L’aiuto spettante è calcolato sulla base della superficie coltivata a mais, legumi (pisello da granella, fagiolo, lenticchia, cece, fava da granella e favino da granella) e soia nel limite di 50 ettari; in generale non sono ammesse le colture destinate a insilato, produzione di seme, foraggio e produzione energetica.
Le domande potranno essere presentate a partire dal 15 dicembre 2021 e fino al 17 gennaio 2022.
Per ulteriori informazioni e approfondimenti è possibile rivolgersi all’Ufficio Tecnico di Asti Agricoltura.

I rincari delle fonti energetiche spingono al rialzo il prezzo del mais. Negli Stati Uniti l’aumento della domanda di bioetanolo – come rileva il sito www.clal.it – assorbe parte del mais comunemente destinato all’alimentazione zootecnica: nelle ultime due annate agrarie per questo utilizzo è stato impiegato mediamente il 36% del mais prodotto nel Paese.
L’impennata dei costi dei carburanti negli ultimi mesi ha innescato una maggior domanda di energia da fonti alternative, tra cui il bioetanolo. Il prezzo è, di conseguenza, salito ed i maggiori ricavi hanno portato a livelli record la produzione.
Gli ultimi aggiornamenti di USDA – precisa Clal – indicano un aumento delle produzioni di mais negli Stati Uniti per la campagna in corso. Tuttavia, se i prezzi dei carburanti rimarranno elevati e, con essi, la domanda di mais per bioetanolo, la maggior produzione di questo cereale potrebbe non essere sufficiente ad invertire la tendenza dei prezzi negli Stati Uniti, principali fornitori a livello mondiale

 

La scorsa settimana – attraverso una lettera a firma del Coordinamento Agrinsieme – è stato richiesto al Ministro Patuanelli un rifinanziamento del Fondo per la competitività delle filiere che prevede l’erogazione di contributi per i produttori di mais che hanno stipulato contratti di filiera triennali. Nella richiesta formale si esplicita la richiesta di rifinanziamento del fondo filiere mais (Decreto ministeriale n. 3432 del 3 aprile 2020, modificato dal Decreto ministeriale n. 9344656 del 27 novembre 2020).
Ad oggi, infatti, le risorse del Fondo per la competitività delle filiere ammontano per l’anno 2021 a 6 milioni di euro e si punta ad aumentare la dotazione almeno fino ad 8 milioni di euro (come già previsto nel 2020). Nella lettera si richiede anche la previsione di estensione del contributo dal 2022 in poi.

 

Il mais rappresenta la prima coltura nazionale sia in termini di produzioni che di rese. Per tali caratteristiche il mais ha assunto una funzione strategica nelle principali filiere nazionali dei prodotti zootecnici e bioindustriali. Pertanto allo stato attuale e nel prossimo futuro essa non trova alcuna significativa alternativa.
Per una serie di criticità convergenti tale coltura ha sofferto di una perdita di competitività che ne ha ridotto la superficie coltivata e di conseguenza la produzione disponibile per le filiere nazionali, comprese quelle di eccellenza (DOP e IGP).
Pertanto per rispondere alle esigenze delle filiere, è stato fatto riscorso a crescenti importazioni, passate in un decennio dal 15% al 50% circa.
Per tale motivo nel 2020, dieci enti e organizzazioni industriali, economiche, sindacali, di tutela, promozione e servizio in rappresentanza dei diversi anelli della filiera maidicola, dagli Agricoltori fino ai consorzi di tutela delle principali DOP italiane, hanno siglato l’accordo quadro triennale per il mais da granella di filiera italiana certificata. Il tutto per favorire la stipula di contratti di filiera per il mais nazionale destinato all’alimentazione animale attraverso un riconoscimento economico e in tal modo cercare di colmare il GAP tra domanda e offerta che si è venuta a creare negli ultimi anni. Lo sforzo della filiera si affianca al sostegno previsto dal Fondo per la competitività delle filiere lanciato con Decreto Ministeriale n. 3432 del 3 aprile 2020, modificato dal Decreto Ministeriale n. 9344656 del 27 novembre 2020, con l’incentivo a contratti triennali finalizzati a migliorare l’integrazione tra produttori e imprese di trasformazione. La filiera ha accolto con favore il regime di sostegno e ciò è avvalorato dall’ampio ricorso allo strumento dei contratti di filiera per regolarizzare il mercato e migliorare la qualità. Così, nel corso del 2020, la superficie contrattualizzata in impegni triennali è stata stata pari a 107.943 ettari, circa il 18% della superficie mediamente investita a questa coltura a livello nazionale. In base ai dati provvisori ad oggi elaborati per il 2020, la dotazione disponibile pari a 8 milioni di euro è stata completamente utilizzata, nonostante il supplemento di risorse messe a disposizione. Ad oggi, le risorse del Fondo per la competitività delle filiere ammontano per l’anno 2021 a 6 milioni di euro. A tal proposito, riteniamo che, nell’ottica di consolidare l’intervento e favorire ulteriormente il ricorso ai contratti di filiera, sia necessario aumentare la dotazione finanziaria relativa al 2021 e prevederne l’estensione anche per i prossimi anni“.