Confagricoltura ha partecipato con una delegazione di Agrinsieme all’audizione relativa all’approvazione del disegno di legge per il comparto florovivaistico. L’audizione si è tenuta il 3 marzo scorso.
La posizione di Agrinsieme ricalca quasi completamente quella di Confagricoltura e prevede in estrema sintesi: una certa distinzione, ove opportuna, delle misure e degli interventi tra comparto floricolo e comparto vivaistico; uno stretto riferimento all’articolo 2135 del Codice civile quando si va a definire l’attività florovivaistica e i cosiddetti “centri di giardinaggio” laddove le attività diverse da quella agricola devono essere solo connesse ad essa; una selezione dei distretti produttivi che vanno individuati con criteri obiettivi per delimitare aree effettivamente vocate e dove è rilevante la dimensione economica; la previsione di marchi identificativi della produzione evitando una proliferazione dei marchi stessi e pregiudizi a quelli preesistenti.
Infine, Confagricoltura ha chiesto di eliminare dallo schema di legge l’articolo che prevede di inserire nei Piani di Sviluppo Rurale priorità specifiche per il comparto e per talune figure giuridiche come le Organizzazioni dei Produttori; la misura appare inopportuna anche perché inefficace, visto che non è possibile influire sulle scelte delle istituzioni responsabili della programmazione.