Il MASAF ha emanato le disposizioni nazionali attuative per gli interventi settoriali inerenti la “ristrutturazione e riconversione dei vigneti “e gli “investimenti” riportate rispettivamente nei DM Prot. n 0635206 del 02/12/2024 (allegato 1) e DM Prot. n. 0635212 del 02/12/2024 (allegato 2).
I testi abrogano e sostituiscono i precedenti decreti ministeriali DM 16 dicembre 2022, n. 646643 inerente all’intervento “ristrutturazione e riconversione vigneti” (RRV) e DM 14 dicembre 2022, n. 640042 inerente all’intervento “investimenti”. Il MASAF, infatti, ha dovuto procedere ad un adeguamento dei riferimenti normativi imposti dall’entrata in vigore del regolamento (UE) 2021/2115 e con l’occasione ha apportato alcune modifiche al testo dei decreti suggerite dalla esperienza maturata nel corso dei precedenti anni di implementazione degli stessi.

DM Ristrutturazione e riconversione vigneti

Rispetto al decreto precedente la norma attuale prevede le principali novità di seguito riportate:

• è inserito il riferimento alle tabelle standard dei costi unitari (TSCU), elaborate da Rete Rurale Nazionale e ISMEA e certificate dal CREA (allegato 3) ed è inserita la definizione inerente la viticoltura eroica (art. 1);

• la domanda di aiuto potrà essere presentata sia alla Regione che all’OP, in base alla scelta regionale (art. 4);

• le attività e azioni non ammesse sono richiamate in modo specifico al nuovo comma 6 dell’art. 5. Nei propri bandi le Regioni potranno non ammettere ulteriori spese o attività/azioni riportate nelle TSCU;

• è stato sottolineato (art.8) che la dotazione nazionale per il finanziamento dell’intervento RRV è garantita fino all’esercizio finanziario 2026/2027, cioè il 15 ottobre 2027, in quanto, attualmente, è questo il termine della programmazione europea (PAC 2023-2027);

• i vigneti eroici sono equiparati alla “viticoltura eroica” riportata nelle TSCU in modo da chiarire il riferimento ai fini della definizione della spesa e del contributo ammissibile (art. 9);

• si introducono nuove disposizioni relative alle varianti e modifiche minori dell’operazione approvata. Con circolare Agea saranno dettagliate le modalità di attuazione delle varianti e delle modifiche minori, nonché le tempistiche per la presentazione delle varianti (art.11);

• sono inserite nuove disposizioni in modo da non prevedere penali o sanzioni nei casi di forza maggiore o in circostanze eccezionali, nazionali o comunitarie (art.13). Tale specifica è stata sostenuta da Confagricoltura e si è resa necessaria, a quanto appreso dal MASAF, a seguito delle vicende accadute negli ultimi anni che hanno portato alla previsione di disposizioni meno rigide qualora ricorrano circostanze imprevedibili e indipendenti dalla volontà del soggetto;

• è introdotta nel testo (art.14) una nuova disposizione che stabilisce che gli investimenti finanziati con l’intervento di ristrutturazione e riconversione debbono restare “di proprietà e in possesso del beneficiario per un periodo di almeno cinque anni decorrenti dalla data di presentazione della domanda di pagamento a saldo finale”, pena la restituzione del contributo percepito in proporzione alla durata residua dell’inosservanza. Tuttavia, saranno previste successivamente circostanze debitamente giustificate, comunicate, valutate e riconosciute dalle Regioni ai sensi delle quali gli OP non recupereranno l’aiuto finanziario dell’Unione.

Si evidenzia che il termine per la presentazione della domanda è il 28 febbraio di ogni anno e, per la sola campagna 2025/2026 il 31 marzo 2025.

DM Investimenti

Rispetto al decreto precedente la norma attuale prevede le novità principali di seguito riportate:

• è stata data la possibilità di presentare la domanda di aiuto sia alla Regione che all’OP, in base alla scelta regionale (art. 4). Allo stesso articolo è stata prevista la possibilità da parte del beneficiario di presentare varianti o modifiche minori dell’operazione inizialmente approvata;

• è stata inserito l’ampliamento della deroga, prevista per gli investimenti annuali, anche per la seconda annualità del progetto degli investimenti biennali (art. 5). Parimenti a quanto deciso per RRV è posto in evidenza che la dotazione nazionale per il finanziamento dell’intervento “Investimenti” è garantita fino all’esercizio finanziario 2026/2027, cioè il 15 ottobre 2027, in quanto, attualmente, è questo il termine della programmazione europea (PAC 2023-2027);

• le sanzioni (art. 6) sono rimandate al decreto legislativo 17 marzo 2023, n. 42;

• è stabilito (art.7), parimenti a RRV; che investimenti finanziati debbono restare di proprietà e in possesso del beneficiario per un periodo di almeno cinque anni decorrenti dalla data di presentazione della domanda di pagamento a saldo finale, pena la restituzione del contributo percepito in proporzione alla durata residua dell’inosservanza. Tuttavia, successivamente, saranno previste circostanze debitamente giustificate, comunicate, valutate e riconosciute dalle Regioni ai sensi delle quali gli OP non recupereranno l’aiuto finanziario dell’Unione;

• nel testo (art. 8) sono introdotte nuove disposizioni in modo da non prevedere penali o sanzioni nei casi di forza maggiore o in circostanze eccezionali. Tale specifica è stata sostenuta da Confagricoltura e si è resa necessaria, a quanto appreso dal MASAF, a seguito delle vicende accadute negli ultimi anni che hanno portato alla previsione di disposizioni meno rigide qualora ricorrano circostanze imprevedibili e indipendenti dalla volontà del soggetto.
Si evidenzia che la domanda di aiuto è presentata entro il 30 marzo di ogni anno, per l’annualità 2025/2026 la domanda di aiuto è presentata entro il 30 aprile 2025.

Confagricoltura apprende con disappunto la notizia dell’accordo UE-Mercosur al quale si è sempre opposta fermamente per i rischi che comporta per il settore primario.
L’intesa non garantisce equità e reciprocità nei rapporti, né protezione per il nostro modello agricolo“, dichiara Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura. “Comprendiamo la necessità di approfondire le relazioni commerciali internazionali, ma questo non deve avvenire a discapito degli agricoltori europei e delle nostre produzioni”.
Le preoccupazioni principali riguardano l’impatto derivante da una maggiore apertura alle importazioni di prodotti agroalimentari dal Mercosur, in particolare carni bovine, pollame, riso, mais e zucchero. Pur presentando potenziali vantaggi per alcuni settori, l’intesa è altamente penalizzante per le produzioni europee e italiane in termini di concorrenza e sicurezza alimentare.
Confagricoltura, in linea con il COPA, aspetta di valutare con attenzione i termini dell’accordo per capire se sarà stato inserito il tema della reciprocità che deve essere la base di un’intesa capace di garantire stessi standard di sicurezza alimentare, di tecniche di produzione, di regole del lavoro e di competitività.

La Regione Piemonte comunica che è stato riapprovato il bando 6.1.1 “insediamento giovani”, relativo alla programmazione del PSR 2014/2022, con le relative istruzioni.
Il bando, in seguito all’intervento di Confagricoltura, è stato snellito nei documenti da presentare con la domanda di contributo. L’Organizzazione agricola aveva infatti richiesto, in un’ottica di doverosa semplificazione, il differimento della presentazione della relazione tecnica e del business plan successivamente alla pubblicazione della graduatoria. La Regione Piemonte ha però solamente concesso la deroga per la presentazione del business plan.

La scadenza del bando è fissata per il 20 gennaio 2025

In allegato il testo del bando riapprovato

Giovani agricoltori DD n. 933 del 28.11.2024 Riapprovazione bando 2024

Sulla base delle richieste pervenute da parte di alcuni Organismi pagatori, il Masaf ha inviato una nota relativa alla gestione della mancata presentazione dei Programmi Annuali di Produzione (PAP) che sancisce la proroga al 15 gennaio 2025 per la rettifica della notifica biologica, originariamente fissata al 15 novembre 2024.

In allegato il decreto del Masaf e la circolare di Agea

PAP circolare Agea

PAP decreto Masaf

 

Grazie anche all’azione di Confagricoltura Piemonte, che fin dal 2023 ha mantenuto un dialogo costruttivo con la parte politica e gli uffici tecnici della nostra Regione per rendere il Piano regionale per la qualità dell’aria applicabile concretamente da parte del settore agricolo, si stanno concretizzando alcune iniziative che interesseranno sia la Giunta, sia il Consiglio regionali.
La Giunta regionale ha appena approvato una delibera a firma degli assessori Marnati e Bongioanni – afferma Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonteche modifica le disposizioni attuative del PRQA – stralcio agricoltura, introducendo la possibilità di utilizzare anche tecniche che derivano dall’applicazione di innovazioni tecnologiche e/o gestionali per la riduzione delle emissioni dagli allevamenti, diverse da quelle elencate nel provvedimento. Si tratta di un’opportunità sicuramente interessante per le aziende agricole; tuttavia, come Confagricoltura avevamo chiesto che i risultati delle ricerche venissero introdotti in modo stabile nelle norme di piano e non affidati a una relazione tecnica a carico delle singole aziende, onerosa e per di più soggetta a un processo istruttorio dagli esiti incerti, come prevede ancora la proposta di delibera. In questo senso occorre anche imprimere un forte impulso alla ricerca applicata in materia di emissioni per fare sì che i risultati possano quanto prima entrare a far parte delle soluzioni codificate. Sempre come Confagricoltura avevamo inoltre sottolineato la necessità di modificare le BAT (migliori tecniche disponibili) relative ai processi produttivi, e le tabelle contenute nel Piano stralcio agricoltura, per definire, in generale, riduzioni emissive attese più basse e rivedere al rialzo i risultati ottenibili con l’applicazione delle Pratiche e delle Tecniche ammesse, cosa di cui però non troviamo traccia nella delibera”.
Una ulteriore iniziativa in materia di qualità dell’aria è invece la proposta di ordine del giorno per il Consiglio regionale presentata dal consigliere Claudio Sacchetto, che riguarda la gestione delle coperture delle platee dei materiali palabili (letami) e quella delle varie comunicazioni da effettuare da parte delle aziende agricole per i diversi interventi previsti dal piano, primo tra tutti l’applicazione al terreno dei reflui zootecnici.
La questione delle comunicazioni è un altro punto critico dell’intero impianto normativo; secondo quanto previsto dal Piano, gli agricoltori devono rendere noto con un certo preavviso, attraverso un sistema informatico di gestione, lo svolgimento delle distribuzioni in campo dei reflui zootecnici.
Questo adempimento – prosegue Allasia – spesso non effettuato direttamente dall’azienda, ma dalla sua organizzazione professionale di riferimento, rischia di generare in alcuni periodi dell’anno un carico di lavoro insostenibile per qualsiasi struttura, con le conseguenti elevatissime probabilità di errori e conseguenti sanzioni. Per questa ragione, in linea con la proposta fatta al Consiglio regionale, riteniamo che modalità e tempistiche debbano essere profondamente modificate in modo da coniugare le necessità di controllo del sistema con quelle di operatività delle aziende”.
Riteniamo positivo – conclude Allasia – che stia crescendo l’attenzione della nostra amministrazione regionale per le esigenze dell’agricoltura, ma rimane ancora molta strada da fare affinché l’applicazione delle norme tuteli in maniera efficace l’ambiente senza mettere a rischio l’attività degli agricoltori. Noi, come Confagricoltura, continueremo a fare la nostra parte”.