Confagricoltura Piemonte è intervenuta oggi alle OGR di Torino all’appuntamento “Obiettivo Export: Imprese e territori del Nord Italia verso la Conferenza Nazionale dell’Export 2026”, promosso dal Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, con il supporto della Regione Piemonte guidata dal presidente Alberto Cirio.
All’iniziativa, dedicata al confronto con il sistema produttivo del Nord Italia sulle strategie di internazionalizzazione, hanno partecipato il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia e il presidente di Confagricoltura Torino Gianluigi Orsolani, portando il contributo del settore agricolo e agroalimentare.
Nel suo intervento, Allasia ha richiamato il ruolo centrale dell’export per il sistema agroalimentare. “Il Piemonte ha costruito nel tempo una forte vocazione internazionale, con un export agroalimentare che supera i 6 miliardi di euro e rappresenta uno dei principali punti di forza della nostra economia. Vino, trasformati alimentari e produzioni di qualità – ha dichiarato Allasia – sono ambasciatori del territorio nei mercati globali. Rafforzare gli strumenti a sostegno dell’internazionalizzazione significa consolidare redditività, competitività e capacità di investimento delle imprese agricole. Guardiamo con fiducia al futuro, ma le imprese chiedono una strategia chiara sui mercati: serve consolidare quelli già aperti e svilupparne di nuovi, anche attraverso accordi commerciali rilevanti come il Mercosur e l’India. È su questi scenari che possiamo valorizzare pienamente le nostre produzioni e le denominazioni riconosciute a livello internazionale”.
L’incontro di Torino rappresenta la prima tappa di un percorso nazionale che porterà alla Conferenza dell’Export 2026, con l’obiettivo di definire una strategia condivisa tra istituzioni e imprese per rafforzare la presenza del Made in Italy sui mercati internazionali.

(foto tratte dal sito di Confagricoltura Piemonte:  http://www.confagricolturapiemonte.com)

L’agricoltura italiana ed europea non può più essere pensata senza il pieno protagonismo delle donne. È questo il messaggio emerso dal convegno “L’Agricoltura è Donna. Leadership femminile per coltivare il futuro”, promosso da Confagricoltura Donna, oggi a Palazzo della Valle, a Roma.
L’agricoltura femminile, infatti, cresce e innova. In Italia, le aziende agricole condotte da donne sono un terzo del totale, in linea con la media europea. Si tratta di aziende tendenzialmente più piccole di quelle guidate da uomini, di un’estensione fino ai cinque ettari, sia in Italia sia in Europa, ma con una SAU (Superficie Agricola Utilizzata) in crescita molto più rispetto a quella dei colleghi (in Italia, + 12,5% per le donne; +2,9% per gli uomini). Il grado di meccanizzazione è superiore e presenta un tasso di crescita nell’ultimo decennio quasi doppio rispetto a quelle gestite da uomini. L’intensità di lavoro è più elevata ed è diminuita meno negli ultimi dieci anni.
Durante la giornata di lavori, alla quale hanno partecipato esponenti del mondo agricolo, tecnici e imprese, istituzioni ed esperte di leadership femminile, la Confederazione ha presentato i dati aggiornati sull’incidenza di genere nel comparto, elaborati dal Centro Studi di Confagricoltura con il CREA.
Dal confronto è emersa la necessità di politiche concrete per colmare i divari ancora esistenti e sostenere lo sviluppo delle imprese agricole guidate da donne, migliorando al contempo la qualità della vita nei territori rurali. Nel nostro Paese, l’agricoltura è un “presidio storico” con un tasso di femminilizzazione sopra la media (22,2% – Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne).
La variazione del reddito netto medio delle aziende agricole italiane gestite da donne, negli ultimi dieci anni, presenta un tasso di crescita sempre positivo e superiore a quello delle aziende condotte da uomini. Interessante il valore che si riscontra nelle isole – che vede un incremento molto accentuato per le donne e un netto calo per gli uomini – e lo sviluppo della “viticoltura femminile”, l’unico settore dove non c’è gender gap, che cresce in contrasto ai risultati delle aziende vitivinicole gestite da uomini.
Il percorso costruito negli anni da Confagricoltura Donna ha contribuito a rendere visibile e centrale il ruolo delle imprenditrici agricole, oggi riconosciute non come presenza accessoria ma come forza produttiva, sociale e strategica per lo sviluppo del settore, in particolar modo nelle aree rurali. Innovazione, sostenibilità, multifunzionalità e rappresentanza sono i pilastri su cui si fonda questa crescita, insieme alla capacità di fare rete e di portare nei luoghi decisionali competenze ed esperienze concrete” ha dichiarato la Presidente di Confagricoltura Donna Alessandra Oddi Baglioni, nel discorso che ha dato il via all’iniziativa.
Con l’occasione, Oddi Baglioni ha presentato alle istituzioni le richieste del comparto, raccolte in un manifesto: “Il Documento di Roma”. Di seguito le richieste più urgenti sintetizzate in sette punti-chiave:

1. Riconoscere pienamente il ruolo delle donne nell’agricoltura;

2. Ridurre il divario tra aree urbane e aree rurali;

3. Rafforzare la leadership femminile e la partecipazione sostanziale alla governance;

4. Sostenere l’imprenditoria agricola femminile con strumenti adeguati e accessibili;

5. Promuovere innovazione, formazione e conoscenza come beni accessibili;

6. Valorizzare il ruolo sociale, ambientale ed economico dell’agricoltura femminile;

7. Costruire una nuova politica agricola realmente inclusiva.

Hanno contribuito al dibattito, oltre al Presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti: Patrizio Giacomo La Pietra, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati, Silvia Fregolent, Vicepresidente della 9ª Commissione (Industria, Commercio, Turismo, Agricoltura) al Senato, Marina Marchetto Aliprandi, componente 13esima Commissione agricoltura alla Camera, e, con un video messaggio, Antonella Sberna, Vicepresidente del parlamento europeo. Eugenia Maria Roccella, Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, e Mirco Carloni, Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, hanno inviato una nota.
La giornata assume un valore ancora più significativo dal momento che il 2026 è stato proclamato dalle Nazioni Unite Anno Internazionale della Donna Agricoltrice, un riconoscimento che rafforza la consapevolezza del ruolo essenziale delle donne per la sicurezza alimentare, la resilienza dei sistemi produttivi e la coesione delle aree rurali. Tuttavia, è stato evidenziato, il riconoscimento non è sufficiente: restano nodi strutturali da affrontare, a partire dall’accesso a terra, credito, formazione, innovazione e servizi.

Alcune immagini del convegno

foto tratta dal sito di Confagricoltura (confagricoltura.it)

 

 

 

 

estate ragazzi

Disposizioni a tutela e sviluppo di micro, piccole e medie imprese

In sede di discussione parlamentare sono intervenute alcune modifiche alla c.d. Legge Annuale PMI, recante disposizioni a tutela e sviluppo delle micro, piccole e medie imprese, volte a definire gli interventi in materia per l’anno successivo.

Le PMI e le microimprese in Italia oggi affrontano diverse sfide, tra cui quelle della competitività, della regolamentazione burocratica, nonché della digitalizzazione.

Tra le misure contenute nel DDL Confagricoltura, a fronte dell’impegno sindacale profuso, accoglie positivamente l’introduzione della rilevante semplificazione in materia di iscrizione all’INPS ed in merito al sistema della comunicazione unica al registro delle imprese (ComUnica), nonché le ulteriori disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro con particolare riguardo, tra gli altri, ai modelli di organizzazione e di gestione e al lavoro agile.

Si segnalano, inoltre, le modifiche inerenti ai due nuovi commi all’articolo 122-bis del codice delle assicurazioni private in materia di deroghe all’obbligo di assicurazione per la responsabilità civile obbligatoria e, in materia creditizia, le agevolazioni previste, per il triennio 2026, a favore delle imprese che stipulino o aderiscano ad un contratto di rete.

Nel link sottostante la nutrita circolare confederale

prot. 96 Circolare Legge PMI

Gusto, salute e prezzo guidano le scelte alimentari degli italiani. L’82% della popolazione percepisce i prodotti Made in Italy come più salutari degli altri. E le scelte salutistiche si fanno concrete quando sono basate su evidenze scientifiche. Queste sono solo alcune delle numerose evidenze dimostrate dall’indagine condotta da Format Research per AGRONETWORK e presentata oggi nell’ambito del 1° Forum dell’Associazione, in collaborazione con Confagricoltura.
L’iniziativa, dal titolo “Agroalimentare Made in Italy. Competenze, salute, mercati”, si è svolta ieri a Roma, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, alla presenza di istituzioni, imprese ed esperti. Ad aprire il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e un messaggio del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha patrocinato l’iniziativa.
I lavori hanno riunito, nei tre panel dedicati a competenze, salute e mercati, esponenti del Ministero dell’Università, del Ministero dell’Istruzione e del Merito, del Ministero della Salute e del Ministero dell’Agricoltura, insieme ai vertici di ITA-ICE, SIMEST, Confagricoltura, Confindustria, Federalimentare, Italmercati, oltre a rappresentanti di Luiss, Indeed, Novartis, GVM Care & Research e della Camera di Commercio Italiana di Francoforte.
Un confronto trasversale che ha restituito la complessità e insieme la forza del sistema agroalimentare italiano, chiamato oggi a misurarsi con il tema delle competenze, con l’evoluzione dei consumi degli stili di vita e con la capacità di presidiare i mercati internazionali.
“I dati presentati oggi confermano che alimentazione, salute e qualità delle produzioni sono temi sempre più intrecciati nella percezione dei cittadini. La dieta mediterranea resta un riferimento forte, ma allo stesso tempo emergono nuovi orientamenti, soprattutto tra i più giovani, che chiedono informazioni autorevoli, linguaggi aggiornati e una capacità maggiore di tenere insieme benessere, culture del cibo e innovazione. In questo scenario il Made in Italy agroalimentare può rafforzare ulteriormente il proprio ruolo, valorizzando produzioni di qualità, competenze e responsabilità lungo tutta la filiera”, ha dichiarato Sara Farnetti, Presidente di Agronetwork.
Il Direttore generale di Confagricoltura, Roberto Caponi, ha sottolineato: “Il Made in Italy si conferma come un’importante leva d’acquisto, ispirando fiducia nei consumatori che considerano i nostri prodotti agroalimentari più salutari. Questo ci inorgoglisce e ci motiva ogni giorno nel portare avanti un lavoro costante di tutela delle nostre eccellenze e di supporto alle imprese agricole che garantiscono la nostra sicurezza alimentare”.
La ricerca “Le nuove tendenze alimentari, la salute, la dieta mediterranea in Italia” è stata realizzata da Format Research per Agronetwork su un campione demoscopico dei consumatori italiani, con una particolare attenzione alla fascia giovanile (16-18-34 anni). L’indagine evidenzia un dato netto e confortante: il 96% degli italiani riconosce un forte legame tra alimentazione e salute. Il 79% indica inoltre la dieta mediterranea come il modello alimentare più salutare, e per il 95% dei consumatori l’attenzione al Made in Italy rappresenta un criterio di scelta negli acquisti alimentari.
A scandire il programma, i keynote speech di Matteo Zoppas, Presidente ICE/ITA, Sara Farnetti, Presidente Agronetwork, Matteo Caroli, Vicepresidente Agronetwork e Associate Dean Luiss Business School. A seguire gli interventi degli altri ospiti istituzionali e dei rappresentanti del mondo produttivo.

Alcuni momenti dell’incontro di Agronetwork (foto: ufficio stampa Confagricoltura)