Confagricoltura protagonista all’incontro internazionale di Agrifoodskills, ospitato dal Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio (DIST) di Torino. Due giornate di lavoro (ieri e oggi) per fare il punto sul primo anno di attività e definire le priorità 2026, con focus sul Forum 2050 e sul consolidamento dell’Osservatorio Europeo sulle Nuove Competenze.
Il presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia, ha introdotto i lavori richiamando l’impegno costante del sistema camerale nella promozione della competitività e delle nuove competenze, sempre più mirate, delle imprese agroalimentari nel nostro Paese. “Un dato a conferma di questo: lo scorso anno le imprese del settore agroalimentare hanno richiesto competenze ambientali per oltre il 65% degli addetti”.
Il Forum 2050 – coordinato da Confagricoltura dall’imprenditore vitivinicolo Piero Mastroberardino – è una sede di confronto europeo tra imprese, associazioni, accademia, ricerca e istituzioni. Una “struttura a ombrello” capace di tenere insieme i principali dossier strategici del settore: sviluppo delle competenze su tecnologie, digitale e innovazione; lettura continua degli scenari geopolitici e dei fattori internazionali che condizionano mercati e filiere.
Accanto al Forum 2050, l’Osservatorio Europeo sulle Nuove Competenze si configura come un centro di conoscenza a supporto del sistema agroalimentare e veterinario, con l’obiettivo di offrire analisi sulla richiesta di competenze, sulla riqualificazione e sull’aggiornamento professionale, nonché sulle tendenze emergenti. Attraverso programmi formativi mirati, l’Osservatorio contribuisce allo sviluppo della forza lavoro, al miglioramento della produttività e alla diffusione di pratiche sostenibili lungo tutta la filiera.
Al centro del confronto di Torino l’avanzamento dei 6 Position Papers del Forum 2050 su crisi; competenze imprenditoriali; scenari; stili di vita e consumi; innovazione; indirizzi di policy e best practice. L’appuntamento nel capoluogo piemontese è stato preceduto da un training a Verzuolo, nel Cuneese, nell’ambito del Patto europeo per le Competenze, che ha raccolto le esperienze maturate nell’ambito del progetto I-RESTART sperimentato un modello di formazione “su misura” basato su analisi organizzativa e raccolta dati. Coordinato dal DG Joinfruit Bruno Sacchi, l’incontro ha messo in evidenza l’impegno di Confagricoltura su innovazione, sostenibilità e formazione.
Vogliamo un sistema agroalimentare europeo più competitivo e resiliente – commenta Daniele Rossi, responsabile Area Progetti di Confagricoltura, che coordina l’iniziativa con il prof. Remigio Berruto dell’Università di Torino – Agrifoodskills e i risultati di Torino indicano una strada concreta. Le transizioni si governano con competenze e fiducia”.

foto: ufficio stampa Confagricoltura

Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha approvato e finanziato il progetto “MED ITALY BIO – Produzioni biologiche nazionali a sostegno della dieta mediterranea”, promosso da Confagricoltura e realizzato con la partecipazione di oltre trenta aziende agricole biologiche appartenenti al sistema confederale distribuite in nove regioni.
Il contributo concesso al progetto della Confederazione ammonta a oltre 400.000 euro, provenienti dal Fondo per l’agricoltura biologica. Il programma avrà durata di 24 mesi ed è finalizzato al rafforzamento delle filiere biologiche e alla valorizzazione delle produzioni agricole nazionali.
Le risorse saranno destinate ad attività di scambio di conoscenze, servizi di consulenza e iniziative promozionali, con l’obiettivo di migliorare la competitività delle imprese biologiche, favorire l’innovazione e sostenere la diffusione dei principi della dieta mediterranea.
Il progetto si inserisce nel quadro delle politiche nazionali di sviluppo sostenibile e conferma il ruolo di Confagricoltura come soggetto promotore di iniziative strutturate a supporto delle imprese agricole biologiche e dei territori. Un percorso rafforzato anche dalla costituzione dell’associazione ConfagriBIO.
Secondo l’ultimo monitoraggio di Ismea il biologico italiano è in forte espansione, con una superficie agricola utilizzata (SAU) pari al 20,2% del totale nazionale e una crescita del +2,4% rispetto al 2023, per un totale di oltre 2 milioni di ettari coltivati. Dati che avvicinano l’Italia all’ambizioso obiettivo della UE di destinare il 25% delle aree agricole europee all’agricoltura biologica entro il 2030.
L’espansione delle superfici è accompagnata anche da una crescita delle vendite, che nel 2024 hanno superato i 6,5 miliardi di euro (fonte: Osservatorio Nomisma). Anche l’export agroalimentare biologico cresce con un +7% rispetto al 2023 per un valore di 3,9 miliardi di euro.

Alba, venerdì 30 gennaio 2026, ore 15

Venerdì 30 gennaio, alle ore 15, ad Alba, presso la sede di Unito Ampelion (Corso Enotria, 2C), si svolgerà un convegno che tratterà la tematica dell’innovazione finanziaria in ambito vitivinicolo con un focus sulle opportunità del pegno rotativo.
Si tratta infatti di una soluzione di finanziamento innovativa pensata per i produttori di prodotti agricoli e alimentari DOP e IGP, incluse le aziende della filiera vitivinicola sotto forma di anticipazione su pegno di merce senza perdita di possesso della merce stessa, che resta presso le cantine del produttore. Previsto dal Decreto del MIPAAF del 23 luglio 2020, il finanziamento è stato pensato per rafforzare la liquidità delle imprese durante fasi di estrema difficoltà del mercato.

Per informazioni e adesioni è possibile contattare i seguenti recapiti: 0141434966 – ufficiostampa@confagriasti.com

Clicca qui per visualizzare e scaricare il programma del convegno

PROGRAMMA EVENTO

ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, in collaborazione con le Regioni, ha pubblicato una relazione in merito ai danni da fauna selvatica sull’agricoltura e sugli incidenti stradali elaborata nell’ambito dei lavori del Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale (CTFVN).
Dalle analisi e dalle elaborazioni condotte sui dati a disposizione, la relazione mette in evidenza che i danni causati in Italia dalla fauna selvatica sono in aumento e hanno raggiunto negli ultimi anni cifre significative. Solamente per lupo e cinghiale superano i 23 milioni di euro/anno, ma gli impatti reali sono fortemente sottostimati. Il cinghiale è responsabile del maggior danno agricolo, con una stima che supera i 171 milioni di euro nel periodo 2015-2023. Il lupo invece, con la sua espansione, impatta maggiormente sulla zootecnia, dove tra il 2015 e il 2019, sono stati registrati quasi 18.000 eventi di predazione, con la perdita di oltre 43.700 capi soprattutto ovicaprini, ma anche bovini, equini, suini e in alcuni casi specie avicole. L’impatto si concentra in specifiche aree geografiche rendendo spesso la gestione inefficace.
Il documento segnala anche l’impatto crescente dei cervidi, come cervo, daino e capriolo; benché le perdite economiche siano numericamente inferiori, queste specie colpiscono in modo specifico vigneti, frutteti e vivai forestali, specialmente nelle aree dove le popolazioni sono in espansione verso il fondovalle.
Come già specificato, Ispra sottolinea che si tratta di dati sottostimati rispetto al fenomeno reale, sia a causa della non sempre puntuale trasmissione dei dati, sia perché per diverse specie, come ad esempio la nutria, gli impatti non vengono indennizzati e di conseguenza non vengono nemmeno denunciati dagli agricoltori; un limite strutturale è rappresentato dalla mancanza di un sistema di raccolta omogeneo a livello nazionale, che rende le informazioni trasmesse dalle Regioni e dalle Province autonome estremamente frammentate per contenuti, dettagli e aggiornamento, impedendo di fatto una valutazione critica e una comparazione su scala nazionale.

In allegato la relazione di ISPRA

Relazione danni fauna CTFVN_ISPRA_rev_6_Nov

lunedì 9 febbraio 2026

Lo Studio Fossa, azienda di consulenza di Asti che si occupa di igiene, ambiente, sicurezza e formazione nei luoghi di lavoro organizza un Corso di formazione/aggiornamento Corso di formazione/aggiornamento per Addetti Antincendio, nella giornata di lunedì 9 febbraio.
Il corso antincendio è una formazione obbligatoria in Italia per i lavoratori designati come addetti alla prevenzione incendi nelle aziende, in base al D. Lgs. 81/08 e al DM 02/09/2021, e serve a preparare alla gestione delle emergenze (es. uso estintori, evacuazione), con durata e aggiornamento quinquennale che variano in base al livello di rischio (basso 4h, medio 8h, alto 16h iniziali).
In allegato la scheda di iscrizione al corso, in cui sono riportati orari, costi e sede di svolgimento.

Per ulteriori informazioni o chiarimenti, è possibile contattare Asti Agricoltura ai seguenti recapiti: 0141434966 – cerruti.marco@confagriasti.com

Modulo_Antincendio_feb26