Il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia ha inviato una lettera all’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, ringraziandolo per la convocazione del tavolo latte, che si è svolto nella giornata di lunedì 23 febbraio presso il palazzo della Regione, durante il quale sono state proposte misure finalizzate ad arginare la sfavorevole congiuntura nel mercato del latte non accenna ad attenuarsi.
Durante il tavolo sono stati anche proposti interventi finalizzati a costruire, insieme a tutti i soggetti interessati, una tabella unica in grado di definire un prezzo di riferimento del latte alla stalla allineato su un valore che riconosca un adeguato margine agli allevatori rispetto a costi di produzione condivisi: una soluzione che renderebbe anche più agevole l’introduzione di un meccanismo regolatorio in grado di rendere più contenute possibili le oscillazioni del prezzo.
Qui sotto il testo integrale della lettera che Confagricoltura Piemonte ha inviato alla Regione:
“Con la presente desidero ringraziarti per aver convocato il tavolo latte, confermando la tua sensibilità per un comparto che ormai da alcuni di mesi si trova ad operare in una condizione di mercato particolarmente critica.
Solo fino a qualche mese fa, infatti, si registrava una tendenza alla crescita dei prezzi, mentre ora si assiste ad una vera e propria fase di recessione che sembra destinata, da quanto ci è stato anche riferito al tavolo, a durare piuttosto a lungo.
Le cause che hanno scatenato questa crisi sono molteplici e note da tempo: prima fra tutte il consistente aumento della produzione di latte in tutta Europa (circa 7%), incremento che non ha nemmeno risparmiato il nostro Paese, anche se in misura più contenuta (3,2%).
A questo elemento occorre aggiungere il calo generalizzato dei consumi, la difficile situazione geopolitica e i dazi statunitensi, che proprio in questi giorni sembrano destinati ad aumentare ulteriormente. Tutti fattori che penalizzano fortemente anche l’export dei prodotti lattiero-caseari.
In una tale situazione è quindi verosimile immaginare che anche le quotazioni del latte alla stalla per i contratti scaduti si allineeranno gradualmente a questo calo, con il concreto rischio che si arrivi a prezzi anche inferiori ai costi di produzione.
Mosso da spirito collaborativo, ritengo quindi doveroso rammentarti brevemente gli interventi che abbiamo evidenziato al tavolo latte, integrati con una nuova proposta che mi sembra importante.
Va da sé che le misure straordinarie ipotizzate dal ministro Lollobrigida, come abbiamo già avuto modo di far presente, sono da accogliere con favore in quanto nel loro insieme possono contribuire ad alleggerire la situazione del comparto, purché attivate nel più breve tempo possibile.
Tornando alle proposte di Confagricoltura Piemonte auspico un tuo autorevole intervento per verificare se ci sono le condizioni per costruire, insieme a tutti i soggetti interessati, una tabella unica dei parametri in grado di definire un prezzo indicativo del latte alla stalla, allineato su un valore che riconosca un adeguato margine agli allevatori rispetto a costi di produzione condivisi: è una soluzione che renderebbe anche più agevole l’introduzione di un meccanismo regolatorio in grado di rendere più contenute possibili le oscillazioni del prezzo rispetto ad oggi, dove la differenza risulta essere anche di 10 centesimi.
Un’altra azione concreta che mi sento di suggerirti, e su cui ti chiedo di farti parte attiva nelle sedi competenti, è quella di destinare il surplus di prodotto nazionale alla trasformazione in polvere, attivando, come già avvenuto in passato, il fondo indigenti e individuando regole che impediscano la polverizzazione di latte non italiano.
Sempre per concorrere alla stabilizzazione dei prezzi e magari facendo ancora ricorso al fondo indigenti si potrebbe attivare un intervento per l’acquisto o l’ammasso di formaggi a pasta dura, similari al grana, non sorretti da una denominazione di origine ma prodotti con latte italiano. È una misura già richiesta a Bruxelles ma ritengo che, utilizzando risorse nella disponibilità del ministero, possa trovare una più rapida attuazione.
Come ultima proposta ti chiedo se sia possibile, magari attraverso il marchio di qualità “Piemunto” creato nel 2016 per valorizzare la filiera lattiero-casearia regionale, attivare una campagna promozionale simile a quella adottata nella vicina Francia, per spingere il consumo di prodotti piemontesi trasformati e non, caratterizzati dal riconoscimento di un prezzo equo ai produttori di latte.
Confidando nella tua disponibilità, resto in attesa di riscontro e ti saluto cordialmente
Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte“