10 euro al punto resa: è stata questa la quotazione relativa al prezzo delle nocciole espressa stamattina a Castagnole Lanze nel corso della 167ma edizione della Fiera della Nocciola. Una quotazione indicativa e di partenza che corrisponde indicativamente ad un prezzo medio di circa 420/440 euro al quintale. Dai primi campionamenti effettuati, la qualità del raccolto risulta essere buona, sebbene la quantità complessiva sia inferiore alle aspettative iniziali a causa dell’andamento climatico e della siccità estiva che ha limitato il pieno riempimento dei frutti. In linea di massima si concorda sul fatto che è stato comunque registrato un netto miglioramento di tutti i parametri rispetto allo scorso anno.
Quest’anno la commissione giudicatrice per la prima volta ha espresso questo tipo di indicazione, sistema spesso usato dalle Camere di Commercio: è un modo di esprimere il prezzo in modo che varii in funzione della qualità. Il prezzo infatti si calcola moltiplicando la percentuale di resa (ottenuta da campione) in gheriglio pulito (cioè la parte realmente commestibile della nocciola) per il prezzo stabilito per singolo punto resa. Ad una resa media del 42-44% corrisponde così un prezzo di 420/440 €/q come sopra già descritto.
Si è scelta questa via anche a causa della difficoltà riscontrata nello stabilire una resa omogenea in tutto il territorio astigiano.
Una quotazione che conferma anche per questa annata le difficoltà produttive causate in primis dai cambiamenti climatici in una stagione che è partita sotto i migliori auspici nel periodo primaverile per poi peggiorare durante l’estate. “Il caldo eccezionale e la persistente siccità hanno progressivamente ridimensionato le attese produttive, determinando fenomeni di cascola e situazioni diffuse di stress vegetativo”, afferma il responsabile del settore tecnico di Asti Agricoltura Enrico Masenga. “Quest’anno inoltre – conclude Masenga – l’annata si sta sviluppando in più tempi, costringendo le aziende ad effettuare due o più raccolti a causa di una fioritura scalare ed una cascola prolungata. Queste molteplici operazioni fanno lievitare considerevolmente i costi da parte dei corilicoltori”.
“Anche se si tratta di una quotazione di partenza, sinceramente ci aspettavamo un prezzo più alto, considerate le condizioni atmosferiche che sono state costrette ad affrontare le nostre aziende negli ultimi anni e i costi di produzione alle stelle”, afferma il presidente della Confagricoltura di Asti Gabriele Baldi.
“Auspichiamo un progressivo aumento di prezzo nel corso del tempo per garantire maggiore remuneratività alle aziende e per sopperire a ingenti costi di gestione dei noccioleti. Ricordiamo che i nostri produttori sono il primo anello della filiera e gli artefici della qualità di una materia prima che sta contribuendo a mantenere alto il livello qualitativo del territorio astigiano”, conclude il direttore di Asti Agricoltura Mariagrazia Baravalle.






