E’ stato prorogato al 30 marzo 2026 il termine per la presentazione delle domande di assegnazione dell’idoneità alle superfici vitate ai fini della rivendicazione della denominazione di origine e garantita Alta Langa
La Regione Piemonte, su proposta del Consorzio Alta Langa, il 18 febbraio 2026, ha pubblicato la Determinazione contenente la programmazione triennale dei vigneti 2026-2028 e il bando 2026 per l’assegnazione delle idoneità riferite alla DOCG Alta Langa.
Nell’annualità 2026 al vigneto Alta Langa potranno aggiungersi 50 ettari e ci sarà tempo appunto fino al 30 marzo prossimo per presentare domanda di assegnazione dell’idoneità. La domanda potrà essere presentata tramite il sistema regionale “GRAPE – gestione procedimenti vitivinicoli”. Il bando si rivolge nello specifico alle aziende che conducono superfici vitate iscritte a schedario con vitigno Chardonnay o Pinot nero, atte a variazione di idoneità tecnico-produttiva a DOCG Alta Langa.

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi all’ufficio vino di Asti Agricoltura

In allegato la Determinazione Dirigenziale e l’atto di rettifica

Bando 2026 idoneità Alta Langa

Bando 2026 idoneità Alta Langa_rettifica

Torna il bando Spighe Verdi, l’iniziativa di Foundation for Environmental Education (FEE Italia, ente certificatore anche delle Bandiere Blu) in collaborazione con Confagricoltura, dedicata ai Comuni capaci di distinguersi nella gestione sostenibile del territorio rurale.
L’edizione 2026 è l’undicesima dell’iniziativa e anche quest’anno prevede per gli Enti locali vincitori il marchio della Spiga Verde, a certificare l’impegno delle amministrazioni locali nel valorizzare i propri patrimoni agricoli, ambientali e paesaggistici.
Lo scorso anno il Piemonte ha ottenuto il maggior numero di riconoscimenti. A rappresentare l’Astigiano c’è sempre stata la città di Canelli che negli ultimi anni si è sempre riconfermata tra i comuni più virtuosi d’Italia che si distinguono maggiormente per una gestione del territorio orientata verso la sostenibilità: dalla mobilità all’energia fino alla raccolta differenziata, passando per la qualità dell’offerta turistica, la cura dell’arredo urbano e ovviamente l’agricoltura e il corretto uso del suolo.
I progetti candidabili possono intervenire su tutti gli ambiti relativi alla conservazione e alla valorizzazione sostenibile delle zone rurali italiane: compresi i centri urbani e le ricchezze storiche e urbanistiche che ospitano.
I progetti dovranno essere candidati entro il 4 maggio 2026, seguendo la procedura disponibile sul portale dedicato (spigheverdi.net ). La valutazione si baserà su diversi criteri, relativi a determinate aree tematiche (acqua, energia, agricoltura, rifiuti, assetto urbanistico, tutela del paesaggio). Il giudizio è affidato ad una Commissione di esperti tra cui, in rappresentanza di Confagricoltura, il Responsabile Area Ambiente e Territorio, Donato Rotundo.
L’agricoltura ha un ruolo prioritario nel programma Spighe Verdi – affermano Gabriele Baldi e Mariagrazia Baravalle, presidente e direttore di Asti Agricolturadalle pratiche sostenibili all’economia circolare, dalla tutela del paesaggio alla valorizzazione delle produzioni tipiche e dell’accoglienza: sono alcune delle attività e delle strategie messe in atto dagli imprenditori agricoli, custodi dell’ambiente, per una gestione consapevole del territorio e una salvaguardia delle bellezze naturali che il territorio ci offre“.

La Regione Piemonte, con la determina dirigenziale del 18 marzo 2026, ha prorogato la scadenza per la presentazione delle domande di sostegno al bando 2026 “Investimenti non produttivi agricoli con finalità ambientale – Elementi naturaliformi dell’agroecosistema (SRD04-B)”. Il nuovo termine ultimop è previsto per il 29 maggio 2026 e nel testo della delibera sono state apportate alcune modifiche.
Attraverso il seguente bando viene corrisposto un sostegno a seguito della realizzazione di uno o più dei seguenti investimenti: siepi, filari, aree umide, strutture per la fauna selvatica, aree per la fruizione, ecc. di cui viene richiesto e controllato il mantenimento per gli anni previsti in relazione alla tipologia di investimento.
Il sostegno è a carico del Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale (FEASR) per il 40,70% della spesa pubblica, per il 41,51% dello Stato e per il 17,79% è a carico di fondi regionali.

L’ufficio tecnico di Asti Agricoltura è a disposizione per ulteriori informazioni o chiarimenti

In allegato il testo della determina

DD 18 marzo 2026

Con il provvedimento n. 93628/2026 del 18 marzo 2026, l’Agenzia delle Entrate ha definito le modalità operative per l’indicazione, nelle fatture elettroniche, del codice identificativo dei prodotti per i quali è attiva una delle Commissioni Uniche Nazionali (CUN).

Ambito applicativo

Sulla base dell’elencazione pubblicata dal Ministero dell’agricoltura (vedasi allegato) i prodotti interessati sono quelli del comparto uova, del comparto suini (carne suina fresca, suini da macello, suinetti e scrofe), del comparto cunicolo.

In data 31 marzo 2026, la stessa Agenzia ha aggiornato l’elenco dei codici di fatturazione utilizzati per i prodotti quotati in CUN, inserendo anche le voci del listino della CUN grano duro che ha quotato ed ufficializzato il listino per la prima volta il 30 marzo scorso.

Modalità di compilazione delle fatture elettroniche

Per le fatture elettroniche relative a prodotti soggetti a CUN, è obbligatorio utilizzare il tracciato xml della fattura ordinaria.

Per ciascun prodotto, occorre compilare il blocco 2.2.1.16 come segue:

– Campo 2.2.1.16.1: inserire la dicitura “CUN”;
– Campo 2.2.1.16.2: inserire il codice identificativo del prodotto (codice CUN) pubblicato dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.

Finalità e monitoraggio

I dati indicati (codice CUN, unità di misura, quantità e prezzo totale) verranno trasmessi settimanalmente dall’Agenzia delle Entrate, in forma anonima e aggregata, alla segreteria tecnica delle CUN. Tale flusso è finalizzato alla redazione di report informativi sulla trasparenza dei mercati.

Decorrenza

Il provvedimento non riporta una decorrenza dell’obbligo che, quindi, si dovrebbe intendere come immediata.

L’area fiscale di Asti Agricoltura è a disposizione per ogni informazione e/o per assistenza alla compilazione della fattura qualora effettuata con il programma concesso in uso dalla scrivente

In allegato il provvedimento del Masaf con gli aggiornamenti in questione

elenco codici cun_rev 31 marzo 2026

Allasia, “Ora dare piena attuazione al piano straordinario di abbattimento dei cinghiali”

Confagricoltura accoglie con soddisfazione il pronunciamento del Comitato Salute animale e benessere animale della Commissione europea che ha approvato la modifica del regolamento 2023/594 sulle misure di prevenzione e controllo della Peste suina africana, esprimendo, all’unanimità, parere favorevole alla proposta italiana di rimuovere le restrizioni in diversi territori della Lombardia e del Piemonte.
È stata accolta la relazione tecnica sui risultati della lotta al virus, stilata dalle Regioni Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna e illustrata a Bruxelles dal commissario straordinario alla Peste suina africana, Giovanni Filippini.
I primi casi di PSA in Piemonte – ricorda Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemontesono stati accertati alla fine del 2021 tra i cinghiali, e l’epidemia ha tenuto in apprensione gli allevatori di suini e tutto il comparto suinicolo”. Ora, dopo il parere favorevole del Comitato Salute animale e benessere animale della Commissione Europea, vengono revocate le zone di restrizione dove da oltre sei mesi non si sono più riscontrati casi o ritrovate carcasse di cinghiali infetti. In particolare, escono dalla Zona di restrizione 2 le province di Novara e Vercelli e la parte delle province di Alessandria e Asti sopra l’asse autostradale della A21 Torino-Piacenza.
I risultati della lotta alla PSA cominciano a essere importanti – prosegue Allasia – adesso si deve proseguire, per eliminare ulteriori zone di restrizione, con lo stesso rigore nelle azioni strategiche di contrasto, con la ricerca capillare delle carcasse degli animali, con la sorveglianza passiva e dando piena attuazione al Piano straordinario di selezione e depopolamento, aggiornato e modificato nell’ordinanza 1/26 firmata dal commissario Filippini, che prevede l’abbattimento di 416mila cinghiali su scala nazionale, 41mila in Piemonte, nel periodo maggio 2026-aprile 2027”.

Questo regolamento ha definito le nuove zone di restrizione in Provincia di Asti che riguardano i seguenti comuni:

– Zona di restrizione 1:

Antignano, Celle Enomondo, Revigliasco d’Asti, San Martino Alfieri, Asti, Coazzolo, Costigliole d’Asti, Castagnole delle Lanze, Refrancore, Azzano d’Asti, Isola d’Asti, Scurzolengo, Portacomaro, Montemagno Monferrato, Mongardino, Castagnole Monferrato, Vigliano d’Asti, Viarigi.

– Zona di restrizione 2:

Moasca, Montaldo Scarampi, Castelnuovo Calcea, Calosso, Montegrosso d’Asti, Agliano Terme, Mombaldone, Castel Rocchero, Montabone, Sessame, Monastero Bormida, Roccaverano, Vesime, Cessole, Loazzolo, San Giorgio Scarampi, Olmo Gentile, Bubbio, Rocchetta Palafea, Cassinasco, Castel Boglione, Serole, Calamandrana, Castelletto Molina, Fontanile, Maranzana, Mombaruzzo, Quaranti, Bruno, Canelli, Castelnuovo Belbo, Cortiglione, Incisa Scapaccino, Nizza Monferrato, San Marzano Oliveto, Vaglio Serra, Belveglio, Castello di Annone, Cerro Tanaro, Mombercelli, Rocca d’Arazzo, Rocchetta Tanaro, Vinchio