Se il maltempo continua, i danni potrebbero superare 500 milioni di euro soltanto per il settore primario. Lo afferma Confagricoltura, che traccia la mappa della situazione a seguito del protrarsi del maltempo su gran parte dell’Italia, evidenziando le specifiche criticità dei territori segnalate dai tecnici dell’organizzazione al lavoro in queste ore.
Il quadro dei danni per il settore primario è lungo e variegato e mette in evidenza ancora una volta la fragilità del territorio e l’urgenza di intervenire con adeguate misure di prevenzione, oltre che di emergenza.
In Piemonte, la prima neve caduta sulle piante ancora con fogliame verde, in particolare in provincia di Cuneo e nella zona dell’Appennino ligure della provincia di Alessandria, ha piegato gli alberi di nocciolo, castagno e dei vivai, in particolare di pioppi.
Alcune produzioni sono ancora da raccogliere, come nel caso di mais, soia, riso; ci sono poi gravi problemi dovuti alle mancate o ritardate semine dei cereali autunno vernini, erba medica e cover da utilizzare come sovescio.
Inoltre, il prossimo 1° dicembre si dovranno sospendere obbligatoriamente per due mesi gli spandimenti di reflui zootecnici e digestati, con gravi ripercussioni sulla capacità di stoccaggio delle aziende zootecniche.
Confagricoltura, a riguardo, sollecita un intervento urgente, a carattere straordinario, volto a permettere l’utilizzazione agronomica anche nei mesi di dicembre e gennaio, prevedendo specifici periodi in relazione all’andamento climatico.

Buone notizie per le aziende agricole biologiche, che grazie agli sforzi sindacali di Confagricoltura potranno tornare ad utilizzare il sovescio (pratica agronomica consistente nell’interramento di apposite colture allo scopo di mantenere o aumentare la fertilità del terreno) come coltura intercalare: “L’eliminazione di tale possibilità dalla precedente normativa nazionale, risalente a luglio 2018 – spiega l’ufficio tecnico di Confagricolturaaveva gettato nell’incertezza molte aziende bio, oltre ad essere un provvedimento contrario alla normativa europea per il settore. Il Ministero delle Politiche Agricole ha fatto chiarezza dunque, ripristinando di fatto le normali rotazioni colturali previste dall’agricoltura biologica“.

La quinta commissione permanente del Consiglio regionale ha indetto una consultazione sulla proposta di legge numero 41, relativa alle modifiche alla legge regionale 2 novembre 1982 n. 32 “Norme per la conservazione patrimonio naturale dell’assetto ambientale”.
Confagricoltura Piemonte ha espresso parere favorevole alla proposta di legge che mira a modificare le modalità di attuazione delle operazioni di controllo faunistico, anche per quanto riguarda i mezzi motorizzati dei soggetti autorizzati al prelievo venatorio del cinghiale (Sus scrofa).
Confagricoltura Piemonte ha sottolineato inoltre che, al fine di contribuire a riportare entro limiti ragionevoli le popolazioni di selvatici e di cinghiali in particolare, è necessario mettere in campo tutte le azioni utili allo scopo di mantenere un’elevata pressione di contenimento, evitando che la situazione degeneri con rischi ambientali e sanitari.
Confagricoltura Piemonte ha evidenziato altresì che i danni alle coltivazioni agricole sono in continuo aumento e che l’applicazione del cosiddetto “regime de minimis” impedisce a molti conduttori di fondi agricoli di vedersi ristorati i danni. A questo proposito, suggerisce di rivedere la normativa modificata nella legislatura precedente per dare ai conduttori dei fondi la possibilità di ottenere il risarcimento totale dei danni patiti.

Il GAL terre Astigiane ha riaperto l’operazione 6.4.1 “Creazione e sviluppo di attività extra-agricole”. L’intervento prevede il sostegno ad imprese agricole che intendono realizzare investimenti finalizzati allo svolgimento di attività complementari a quelle di produzione, così da garantire integrazione di reddito e pertanto mantenimento dell’attività complessiva dell’azienda.
L’ambito tematico in cui l’intervento è inserito prevede il sostegno ad attività specificamente connesse al settore agrituristico:
– nell’ambito ricettivo/ristorativo;
– nell’ambito di attività connesse alla fruizione turistica;
– nell’ambito dei servizi informativi e servizi legati allo sviluppo del turismo esperienziale.
Le attività effettivamente comprese nel sostegno sono le seguenti:
– attività agrituristica ed attività di ospitalità rurale familiare;
– attività ricreative e comunque connesse alla fruizione turistica connessa all’attività agrituristica;
– attività di tipo culturale legate alle tradizioni locali (laboratori di cucina, laboratori di tipo artigianale, ecc.) finalizzati all’arricchimento dell’offerta, con particolare riferimento al turismo esperienziale;
– servizi al turista con particolare riferimento al cicloturismo e al turismo outdoor.
Le risorse a disposizione sono pari a 150.000,00 euro.
L’investimento massimo ammissibile a contributo, riferito comunque a un intervento in sé concluso e autonomo nello svolgimento delle sue funzioni e nel rispetto delle finalità dichiarate nel progetto candidato, è pari a € 75.000,00 (investimento minimo 10.000,00 euro). L’agevolazione prevista è un contributo in conto capitale di importo pari al 40% della spesa ammessa (l’intensità del sostegno viene elevata al 50% per giovani agricoltori). Il bando è pubblicato nella sezione Bandi aperti del sito del GAL.

Un territorio inteso come brand, da rivelare ai tanti wine lover desiderosi di scoprire i panorami e i profumi dell’uva Moscato bianco, che con il suo bouquet aromatico è testimone globale del lifestyle italiano e del lusso accessibile. Questo il significato del progetto di firma del territorio, che il Consorzio di tutela ha rivelato questa mattina nella sua sede, alla presenza di istituzioni, stampa e produttori. Un’iniziativa inedita per il Piemonte, che esprime appieno la volontà della Denominazione di promuovere un enoturismo esperienziale, capace di coinvolgere il suo territorio globalmente considerato.
Nella consapevolezza del valore culturale e paesaggistico delle colline dove l’Asti e il Moscato d’Asti Docg sono prodotti, dal 2014 riconosciute patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, si è così voluto sviluppare un’attività di marketing territoriale che coinvolge tutta l’area di produzione creando una rete identitaria, capace di legare tra sé i tanti elementi che la compongono.
L’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, ente gestore del sito UNESCO, condivide la progettualità in quanto conforme ai valori della Candidatura. L’iniziativa è meritevole in quanto si propone di diffondere una maggiore conoscenza e consapevolezza nelle aree vinicole dell’Asti spumante Docg che, insieme a Canelli e alle sue cattedrali sotterranee, è core zone e area di pregio del sito.
Concretamente si tratta di installazioni in acciaio Corten, studiate per integrarsi con l’ambiente circostante. Grazie alle loro forme essenziali queste strutture offriranno informazioni utili, attirando inoltre l’attenzione sui punti di interesse, senza interferire con la visuale.
Il loro posizionamento è stato studiato affinché i turisti che attraversano il nostro territorio abbiano sempre chiara la loro permanenza all’interno dell’universo della Denominazione, fatto di tradizioni e grandi vini simbolo del Made in Italy. Un’identità Rural&Glam che si vuole ribadire anche a chi queste colline le vive quotidianamente, dando loro motivo di orgoglio nell’abitare un territorio che dell’enoturismo è vanto a livello mondiale. È così che il logo della denominazione sarà posizionato nelle rotonde di ingresso alle città e ai borghi ricompresi nella Denominazione, ma anche sui crinali dei vigneti ed all’ingresso delle aziende.
Un nuovo modo di interpretare il territorio piemontese, capace di creare una rete tra gli attori ed il loro contesto, all’insegna della qualità e dell’unicità dell’Asti e del Moscato d’Asti Docg.

 

 

I vari interventi durante la conferenza di questa mattina presso la sede del Consorzio dell’Asti DOCG; sotto alcune installazioni in acciaio Corten