E’ un segnale positivo che il Governo stia valutando la nostra proposta di riduzione dell’Iva per rilanciare i consumi”, commenta il direttore di Confagricoltura Asti, Mariagrazia Baravalle. “L’agricoltura è stata riconosciuta come soggetto Golden Power, quindi strategico per la tenuta economica di una nazione. Pertanto, il rilancio dell’economia richiede interventi importanti, sia dal lato della domanda che dal lato dell’offerta”.
Dal lato della domanda, Confagricoltura è stata l’unica, alla convocazione del settore agroalimentare agli Stati Generali dell’Economia a Villa Pamphilj a Roma, a proporre un intervento per la riduzione delle aliquote IVA e anche del cuneo fiscale sul fattore lavoro. Per quanto riguarda l’IVA, Confagricoltura propone addirittura di stabilire, per un congruo periodo di tempo, l’aliquota IVA unica del 4%, al fine di incentivare la ripresa dei consumi.
Sono entrambe azioni di particolare importanza per il territorio astigiano, che da una parte necessita di un rilancio dei consumi del vino correlato al settore ho.re.ca. e dall’altra vede un peso importante del costo del lavoro sia in campo (potatura e vendemmia) che successivamente in cantina.
Riteniamo che anche il settore agrituristico possa ottenere benefici da queste eventuali manovre, abbinando quindi una convenienza economica per l’azienda all’incentivazione della vacanza rurale per le famiglie, particolarmente importante per il turismo “diffuso”, maggiormente sostenibile in questo momento e per il quale esistono già tante strutture di valore nelle nostre campagne astigiane.
Allargando l’orizzonte temporale – aggiunge Baravalle – ribadiamo la necessità di attuare quanto prima un piano strategico di rilancio della filiera agroalimentare, che può dare un significativo contributo alla ripresa economica duratura e sostenibile sotto il profilo sociale, ambientale e dell’efficienza energetica”.
Siamo pronti a scrivere insieme un Patto per il Sistema Italia – prosegue il commissario di Confagricoltura Asti, Luciano Nietole risorse messe a disposizione dall’Europa sono fondamentali per avviare un profondo cambiamento dell’economia in chiave di competitività, ma in questo momento servono anche interventi mirati”. “Per tornare a crescere, rilanciare la produttività che ristagna da oltre un decennio, occorre migliorare le infrastrutture, diffondere la digitalizzazione e le innovazioni tecnologiche, valorizzare la ricerca e la formazione come fattori chiave per lo sviluppo. La semplificazione burocratica merita una sottolineatura a parte. In un Paese che vuole essere all’avanguardia, i ritardi nella stesura di un decreto attuativo o di una circolare ministeriale bloccano l’erogazione di provvedimenti attesi da migliaia di cittadini e imprese in difficoltà. Ci auguriamo che il decreto sulla semplificazione annunciato dal Governo consenta di fare reali e sostanziali passi in avanti verso l’efficienza amministrativa a tutti i livelli”.
Per quanto riguarda il settore agroalimentare – sottolinea ancora Nieto – l’emergenza sanitaria ha indicato che l’Italia e l’Europa devono accrescere la sovranità alimentare. Una svolta in chiave competitiva per il nostro settore, che necessita anche di accordi internazionali in grado di tutelare e valorizzare il Made in Italy”.