L’associazione Italian Sounding ha annunciato di aver scoperto prodotti turchi ed egiziani che imitavano quelli italiani e di aver depositato in tribunale una delibera di provvedimento d’urgenza per bloccarne la vendita in Germania. L’identificazione – informa Confagricoltura – è avvenuta durante l’ANUGA, la grande manifestazione fieristica internazionale dedicata al settore del Food&Beverage, ancora in corso a Colonia, ed è stato denunciato al magistrato competente, che ne ha disposto il sequestro. Tra i prodotti per i quali si è chiesto di bloccare la commercializzazione anche ‘Linguini’, ‘Fusulli’, ‘Spaghetti’ di un’industria alimentare della Turchia; ed ancora spaghetti ‘Venecia’ (con tanto di dicitura ‘italian pasta’), spaghetti ‘Vera’ e biscotti ‘Litaly’ (con un nome che evoca l’Italia e con la dicitura in italiano sulla confezione ‘Tradizione naturale’).
La prima considerazione da fare – ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansantiè che la fama del cibo tricolore nel mondo è talmente grande che alimenta un devastante mercato del falso made in Italy agroalimentare che sviluppa un giro d’affari calcolato intorno ai 60 miliardi di euro. La Germania è un importantissimo mercato di sbocco per i nostri prodotti e il 40% dei tedeschi sceglie sugli scaffali i prodotti italiani. Continueremo, perciò, con determinazione a contrastare con forza chi utilizza l’italianità per truffare i consumatori e creare un danno alle eccellenze del nostro Paese”.
Ritengo inaccettabile – ha aggiunto Giansanti – che in una fiera importante come Anuga si espongano prodotti alimentari illeciti, che acquistano così una patina di legittimità agli occhi dei consumatori tedeschi”.
Italian sounding è l’associazione costituita nel 2014 dalle due Camere di Commercio italiane in Germania, da Confagricoltura e da altri organismi di categoria ed enti tra cui Fiera Milano, ed a cui hanno aderito Federalimentare e Fiere di Parma; l’associazione è “ente legittimato ad agire per interessi collettivi”, nei tribunali tedeschi. Questo riconoscimento è fondamentale perché il diritto tedesco, a differenza di quello italiano, non conosce una normativa specifica a favore del Made in Italy, ma si fonda sui principi generali in materia di concorrenza sleale.