La quinta commissione permanente del Consiglio regionale ha indetto una consultazione sulla proposta di legge numero 41, relativa alle modifiche alla legge regionale 2 novembre 1982 n. 32 “Norme per la conservazione patrimonio naturale dell’assetto ambientale”.
Confagricoltura Piemonte ha espresso parere favorevole alla proposta di legge che mira a modificare le modalità di attuazione delle operazioni di controllo faunistico, anche per quanto riguarda i mezzi motorizzati dei soggetti autorizzati al prelievo venatorio del cinghiale (Sus scrofa).
Confagricoltura Piemonte ha sottolineato inoltre che, al fine di contribuire a riportare entro limiti ragionevoli le popolazioni di selvatici e di cinghiali in particolare, è necessario mettere in campo tutte le azioni utili allo scopo di mantenere un’elevata pressione di contenimento, evitando che la situazione degeneri con rischi ambientali e sanitari.
Confagricoltura Piemonte ha evidenziato altresì che i danni alle coltivazioni agricole sono in continuo aumento e che l’applicazione del cosiddetto “regime de minimis” impedisce a molti conduttori di fondi agricoli di vedersi ristorati i danni. A questo proposito, suggerisce di rivedere la normativa modificata nella legislatura precedente per dare ai conduttori dei fondi la possibilità di ottenere il risarcimento totale dei danni patiti.

Il GAL terre Astigiane ha riaperto l’operazione 6.4.1 “Creazione e sviluppo di attività extra-agricole”. L’intervento prevede il sostegno ad imprese agricole che intendono realizzare investimenti finalizzati allo svolgimento di attività complementari a quelle di produzione, così da garantire integrazione di reddito e pertanto mantenimento dell’attività complessiva dell’azienda.
L’ambito tematico in cui l’intervento è inserito prevede il sostegno ad attività specificamente connesse al settore agrituristico:
– nell’ambito ricettivo/ristorativo;
– nell’ambito di attività connesse alla fruizione turistica;
– nell’ambito dei servizi informativi e servizi legati allo sviluppo del turismo esperienziale.
Le attività effettivamente comprese nel sostegno sono le seguenti:
– attività agrituristica ed attività di ospitalità rurale familiare;
– attività ricreative e comunque connesse alla fruizione turistica connessa all’attività agrituristica;
– attività di tipo culturale legate alle tradizioni locali (laboratori di cucina, laboratori di tipo artigianale, ecc.) finalizzati all’arricchimento dell’offerta, con particolare riferimento al turismo esperienziale;
– servizi al turista con particolare riferimento al cicloturismo e al turismo outdoor.
Le risorse a disposizione sono pari a 150.000,00 euro.
L’investimento massimo ammissibile a contributo, riferito comunque a un intervento in sé concluso e autonomo nello svolgimento delle sue funzioni e nel rispetto delle finalità dichiarate nel progetto candidato, è pari a € 75.000,00 (investimento minimo 10.000,00 euro). L’agevolazione prevista è un contributo in conto capitale di importo pari al 40% della spesa ammessa (l’intensità del sostegno viene elevata al 50% per giovani agricoltori). Il bando è pubblicato nella sezione Bandi aperti del sito del GAL.

Un territorio inteso come brand, da rivelare ai tanti wine lover desiderosi di scoprire i panorami e i profumi dell’uva Moscato bianco, che con il suo bouquet aromatico è testimone globale del lifestyle italiano e del lusso accessibile. Questo il significato del progetto di firma del territorio, che il Consorzio di tutela ha rivelato questa mattina nella sua sede, alla presenza di istituzioni, stampa e produttori. Un’iniziativa inedita per il Piemonte, che esprime appieno la volontà della Denominazione di promuovere un enoturismo esperienziale, capace di coinvolgere il suo territorio globalmente considerato.
Nella consapevolezza del valore culturale e paesaggistico delle colline dove l’Asti e il Moscato d’Asti Docg sono prodotti, dal 2014 riconosciute patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, si è così voluto sviluppare un’attività di marketing territoriale che coinvolge tutta l’area di produzione creando una rete identitaria, capace di legare tra sé i tanti elementi che la compongono.
L’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, ente gestore del sito UNESCO, condivide la progettualità in quanto conforme ai valori della Candidatura. L’iniziativa è meritevole in quanto si propone di diffondere una maggiore conoscenza e consapevolezza nelle aree vinicole dell’Asti spumante Docg che, insieme a Canelli e alle sue cattedrali sotterranee, è core zone e area di pregio del sito.
Concretamente si tratta di installazioni in acciaio Corten, studiate per integrarsi con l’ambiente circostante. Grazie alle loro forme essenziali queste strutture offriranno informazioni utili, attirando inoltre l’attenzione sui punti di interesse, senza interferire con la visuale.
Il loro posizionamento è stato studiato affinché i turisti che attraversano il nostro territorio abbiano sempre chiara la loro permanenza all’interno dell’universo della Denominazione, fatto di tradizioni e grandi vini simbolo del Made in Italy. Un’identità Rural&Glam che si vuole ribadire anche a chi queste colline le vive quotidianamente, dando loro motivo di orgoglio nell’abitare un territorio che dell’enoturismo è vanto a livello mondiale. È così che il logo della denominazione sarà posizionato nelle rotonde di ingresso alle città e ai borghi ricompresi nella Denominazione, ma anche sui crinali dei vigneti ed all’ingresso delle aziende.
Un nuovo modo di interpretare il territorio piemontese, capace di creare una rete tra gli attori ed il loro contesto, all’insegna della qualità e dell’unicità dell’Asti e del Moscato d’Asti Docg.

 

 

I vari interventi durante la conferenza di questa mattina presso la sede del Consorzio dell’Asti DOCG; sotto alcune installazioni in acciaio Corten

 

 

Cia, Confagricoltura e Copagri esprimono apprezzamento per le parole pronunciate oggi dal Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli sull’intenzione di estendere la platea dei beneficiari del super e iper ammortamento alle imprese che godono di un regime fiscale forfettario. L’annuncio è stato fatto nell’ambito dell’incontro “Transizione 4.0”, tenutosi al MISE con le parti sociali in relazione alle misure di “Industria 4.0”.
Questa apertura – rilevano Cia, Confagricoltura e Copagri – sembrerebbe includere tutte le imprese agricole, e accoglierebbe di fatto quanto abbiamo richiesto apertamente da tempo e ribadito di recente in sede di audizione in Senato sulla legge di bilancio”.
L’accesso al super e iper ammortamento per tutte le aziende agricole per l’acquisto di beni strumentali materiali nuovi significherebbe, se confermato, dare continuità agli sforzi già compiuti dal Governo per favorire l’innovazione nel settore primario e permetterebbe di dare impulso all’agricoltura italiana a favore della sostenibilità ambientale, della sicurezza sul lavoro e alimentare, favorendo lo sviluppo agricolo ed economico del Paese.
Attendiamo di avere quanto prima la definizione dei contorni sull’effettiva applicabilità delle misure di ‘Industria 4.0’ – concludono Cia, Confagricoltura e Copagri – in particolare in relazione alla fruizione del credito di imposta equivalente a tutte le imprese agricole”.

 

Il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli (foto tratta da: www.mise.gov.it)

Rispetto alla proposta di regolamento per la proroga di un anno della riforma della PAC, Confagricoltura auspica che non ci siano nuovi tagli ai fondi destinati all’agricoltura italiana. Il rinvio annunciato nei giorni scorsi dalla Commissione UE fa infatti riferimento al progetto riguardante il quadro finanziario dell’Unione per il periodo 2021-2027 che è in discussione dal mese di maggio 2018. Il progetto prevede una riduzione complessiva del bilancio agricolo in misura del 12% a prezzi correnti.
E’ quanto indica Confagricoltura a conclusione della riunione del Comitato direttivo che si è svolto a Roma, presenti per il Piemonte il presidente regionale Enrico Allasia e il presidente dell’Unione di Alessandria e componente di Giunta Luca Brondelli di Brondello. Il direttivo confederale ha esaminato la situazione relativa al negoziato sulla riforma della PAC. La Commissione UE ha proposto di lasciare invariati per un anno la normativa in vigore e gli impegni degli agricoltori, ma a fronte di un bilancio in diminuzione. Una vera e propria contraddizione che va superata.
Confagricoltura ricorda anche che la decisione sul nuovo quadro finanziario spetta al Consiglio europeo e una discussione approfondita sul dossier è in programma nella sessione di metà dicembre. Rileva inoltre che, in occasione della riunione di ottobre del Consiglio Agricoltura della UE, è stata presentata una dichiarazione sostenuta da 17 Stati membri per sollecitare l’invarianza a valori correnti del bilancio agricolo nei prossimi anni e che l’Italia non ha sostenuto l’iniziativa.
Anche il Parlamento europeo nella passata legislatura ha sollecitato l’invarianza in termini reali delle spese da destinare al settore agricolo.
La partita è ancora aperta – dichiara il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansantiabbiamo già avviato da diversi mesi una serie di iniziative per contrastare i tagli inaccettabili proposti dalla Commissione non solo nel 2021, ma fino al 2027. Per l’agricoltura italiana ammonterebbero, nel complesso, a 2,7 miliardi di euro, a cui aggiungere le penalizzazioni previste, nel quadro della riforma della PAC, sui trasferimenti alle imprese di maggiore dimensione e per effetto della progressiva armonizzazione dell’importo degli aiuti diretti tra gli Stati membri, nonostante i divari esistenti nei costi di produzione”.
Giansanti ha anche affrontato la questione relativa alla cosiddetta “convergenza esterna” degli aiuti diretti della PAC. In sostanza, la progressiva armonizzazione dell’importo dei pagamenti nei diversi Stati membri.
Secondo il presidente di Confagricolturaquella avanzata dalla Commissione è una proposta assolutamente infondata sotto il profilo economico, perché non tiene conto dei divari esistenti nei costi di produzione e negli standard di potere d’acquisto. Inoltre, non tiene nella giusta considerazione i fondamentali dell’agricoltura italiana in termini di occupati, numero di aziende, superficie agricola e produttività”.