Articoli

Si è svolta la scorsa settimana la prima riunione tecnica in sede ministeriale per definire gli elementi concreti che costituiranno il protocollo di intesa a tutela degli allevatori lattiero-caseari già impostato a livello politico nelle riunioni precedenti tra organizzazioni agricole, della GDO e dell’industria di trasformazione. L’intesa, come noto, realizzata con l’assistenza del Mipaaf, prevede un intervento straordinario a tutela del reddito degli allevatori per tenere conto dell’aumento eccezionale dei costi di produzione per gli allevamenti nazionali con un rincaro delle materie prime e segnatamente mais, soia e foraggi e prevede, almeno per quanto riguarda la remunerazione del latte ed i premi, i seguenti elementi:
– un impegno delle imprese della GDO a riconoscere una valorizzazione dei prodotti lattiero caseari (latte alimentare incluso UHT, yoghurt, formaggi freschi e a media stagionatura e Grana Padano DOP) per un importo (“premio emergenza stalle”) pari a 3 centesimi al litro di latte utilizzato per la produzione dei prodotti in questione se ottenuti utilizzando latte 100% italiano;
– un corrispondente impegno a carico delle imprese di trasformazione e delle cooperative a valorizzare il latte ed il reddito degli allevatori riconoscendo almeno il prezzo minimo di 41 cent/litro alla stalla escluso IVA inteso come prezzo minimo fissato in Lombardia dal quale determinare poi le soglie dei prezzi indicativi del latte conferito nelle altre regioni. In ogni caso tale prezzo comprende il “premio emergenza stalle”.
– L’inserimento di tali impegni nella contrattualistica che regola i rapporti commerciali in essere con la dicitura “premio emergenza stalle” per la durata dell’emergenza.
La discussione svolta in occasione della riunione di ieri – cui hanno partecipato oltre Confagricoltura, CIA, Copagri, Coldiretti, ACI, Assolatte, Coop, Conad e Federdistribuzione, oltre agli uffici del Mipaaf – ha fatto emergere da un lato la disponibilità di tutti gli attori a sostenere l’iniziativa, in particolare le organizzazioni agricole ma, dall’altro, alcuni orientamenti delle organizzazioni dell’industria e GDO, tesi a circoscrivere l’ambito e l’efficacia della applicazione del protocollo anche modificando l’interpretazione di fondo dei meccanismi che erano stati ipotizzati come ha anche evidenziato la Confederazione.
In particolare, Assolatte ha chiesto attenzione anche agli aumenti dei costi subiti dall’industria, ha espresso perplessità sulla possibilità di siglare l’intesa alla luce delle recenti determinazioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato; ha inoltre evidenziato come la concreta attuazione del protocollo comporti alcune difficoltà tecniche e rimarcato l’assenza al tavolo di una parte rilevante della GDO (discount).
Le organizzazioni della GDO presenti hanno precisato che tecnicamente il protocollo va circoscritto ad alcuni prodotti ed in particole solo a latte alimentare e formaggi freschi e freschissimi. Inoltre, il “premio emergenza stalle” da riconoscere alle industrie non va corrisposto “a pioggia” ma si deve limitare sino a concorrenza del raggiungimento del prezzo minimo di 41 cent/litro e non oltre. Eventuali ulteriori aumenti sono integralmente a carico dell’industria.
Confagricoltura ha richiamato tutti a fare la loro parte, ricordando quanto sia urgente intervenire quanto prima per fronteggiare l’aumento dei costi derivanti dai rincari delle materie prime ed evidenziando le differenze di approccio rispetto alla bozza di protocollo precedentemente condiviso. Ha chiesto quindi di tradurre quanto prima in termini operativi la bozza di protocollo che ha già trovato la condivisione politica dell’organizzazione. Il tutto adottando una formulazione che consenta una applicazione trasparente, semplice e diretta di istituzione e trasferimento del “premio emergenza stalle”. Non trascurando neanche la possibilità di prevedere poi interventi pubblici per il settore.
La riunione si è conclusa con la richiesta alle parti di fornire osservazioni e proposte al fine di concretizzare in una procedura tecnica percorribile, e da definire tassativamente – ha ammonito il Mipaaf – in occasione del prossimo incontro, per l’attuazione del “protocollo di intesa”.
Mentre è positiva la disponibilità dei presenti a proseguire nel percorso ed il ruolo di impulso del Mipaaf, l’assenza di una parte della distribuzione moderna, e le richieste per circoscrivere i prodotti lattiero-caseari oggetto dell’intesa potrebbe limitare molto l’efficacia del protocollo che si stima possa interessare solo il 20-25 per cento delle consegne del latte nazionale. Un quadro complessivo che unito alle perplessità espresse da Assolatte relativamente al rispetto della normativa in materia di concorrenza, sembra rendere particolarmente complesso tradurre il protocollo di intesa in una contrattualistica immediatamente utilizzabile per regolare i rapporti commerciali tra le parti.