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Martedì 8 febbraio – gli assessorati all’Agricoltura e all’Ambiente, insieme all’Arpa, hanno presentato alle organizzazioni agricole una prima bozza di Piano stralcio per la qualità dell’aria per il settore agricolo. Il Piano si inserisce nel quadro dei provvedimenti per il controllo dell’inquinamento atmosferico che la Regione intende mettere in atto a partire dal 2023 e che riguardano tutti i comparti produttivi e i trasporti.
La Regione ha previsto tre diversi scenari di riduzione (alta, media e bassa riduzione emissiva) per le diverse specie allevate e per le differenti consistenze di allevamento.
Non è previsto un periodo transitorio di adeguamento dopo il 1° gennaio 2023. Gli interventi ipotizzati nella prima fase di applicazione del Piano (2023-2026) sono essenzialmente di carattere gestionale; in questo modo dovrebbe ancora essere possibile sfruttare le possibilità offerte dal PSR per gli adeguamenti strutturali.
La Regione intende definire in tempi rapidi un documento conclusivo. Confagricoltura, che si è riservata di fornire le proprie osservazioni al Piano, sta lavorando all’elaborazione di una proposta tecnica che consenta di contemperare le esigenze ambientali con l’esercizio di un’attività produttiva profittevole e comunque non eccessivamente penalizzante rispetto agli standard attuali.

Nel quadro del Green Deal Europeo l’UE sta rivedendo le norme relative alla qualità dell’aria per allinearle maggiormente alle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità. Nel novembre 2019 la Commissione ha pubblicato un Fitness Check e ha concluso che queste direttive sono state solo parzialmente efficaci nel migliorare la qualità dell’aria e non tutti i loro obiettivi sono stati raggiunti. In tale contesto, la Commissione europea ha avviato una consultazione allo scopo di raccogliere i pareri dei cittadini e dei portatori di interesse sulla revisione delle direttive sulla qualità dell’aria ambiente (2008/50/CE e 2004/107/CE).
L’iniziativa mira ad elaborare una proposta legislativa di revisione delle direttive, basandosi su tre elementi principali: un maggiore allineamento delle norme dell’UE in materia di qualità dell’aria alle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (aggiornate nel 2021), l’ulteriore consolidamento della certezza del diritto e dell’applicabilità del quadro legislativo, comprese le disposizioni sull’informazione del pubblico, le sanzioni e l’accesso a mezzi di ricorso efficaci e il rafforzamento dei sistemi di monitoraggio, modellizzazione e elaborazione di piani per la qualità dell’aria. La consultazione si chiuderà il 16 dicembre 2021.