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Non possiamo farci trovare impreparati sulla minaccia della peste suina africana (PSA). È un pericolo reale che va allontanato, con il supporto ed il sostegno concreto del governo. Lo ha sottolineato Confagricoltura valutando positivamente l’annuncio del Ministro Bellanova di un decreto d’urgenza che verrà predisposto di concerto tra i Ministeri di Politiche Agricole e Salute.
Occorre intervenire tempestivamente e con efficacia perché la PSA rappresenta un pericolo di dimensioni enormi per gli allevamenti e si sta avvicinando minacciosamente al nostro Paese – ha osservato Confagricoltura. Infatti in Germania l’epidemia proveniente dai territori dell’Est europeo si è allargata dal Brandeburgo (primo land colpito) alla Sassonia che ha recentemente segnalato il suo primo caso confermato tra i cinghiali.
Va chiarito ai consumatori – ha poi posto in evidenza Confagricoltura – che questa malattia contagiosa per i suini non lo è assolutamente per gli uomini. Ma non per questo si può abbassare la guardia.
Nel mondo attualmente più di 50 Stati sono stati colpiti dalla PSA che ha causato la perdita di oltre 7 milioni di animali solamente in Asia. FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) e OIE (Organizzazione mondiale della sanità animale) hanno lanciato un’iniziativa per il controllo globale della PSA proponendo a tutti i Paesi l’adozione di una serie di interventi mirati, come quello del controllo della presenza di cinghiali che possono veicolare il contagio. Bene l’impegno annunciato anche da parte dell’Italia, finalizzato ad un piano di contenimento della specie.

 

Instabilità geopolitiche, guerre commerciali, dazi e Brexit hanno forti ripercussioni sulle esportazioni vinicole. È fondamentale avviare una vera e propria ‘cabina di regia’ tra istituzioni e filiera del vino, luogo di confronto per avviare un prezioso gioco di squadra ed individuare opportune strategie per un settore che è ambasciatore nel mondo del made in Italy”. Lo ha ribadito ieri al Tavolo del Vino, promosso dal ministro Teresa Bellanova, la filiera rappresentata dai presidenti delle organizzazioni più autorevoli del settore (Alleanza delle Cooperative agroalimentari, Assoenologi, CIA Agricoltori, Confagricoltura, Copagri, Federdoc, Federvini, Unione Italiana Vini).
Abbiamo apprezzato l’approccio pragmatico e la disponibilità espressa dalla ministra Bellanova ad un confronto diretto e costruttivo – hanno aggiunto i rappresentanti della filiera – i produttori intendono essere al fianco delle istituzioni e da queste si aspettano un reciproco sostegno anche su tutta una serie di delicati temi da affrontare nei prossimi mesi, come la nuova politica agricola comune, la semplificazione degli adempimenti burocratici, l’evoluzione dei modelli di commercializzazione, l’attenzione alla sostenibilità, il vino come parte integrante della dieta mediterranea, il suo consumo responsabile e le nuove sfide legate all’etichettatura. Ci auguriamo – hanno continuato – che la cabina di regia possa essere operativa in tempi rapidi, con obiettivi chiari e scadenze definite, coinvolgendo i soggetti maggiormente rappresentativi delle imprese attive in vigna, in cantina e sui mercati”.
Le organizzazioni agricole e settoriali da vari anni hanno attivato un tavolo di analisi e proposte che ha consentito di raggiungere importanti traguardi, quali il Testo Unico del Vino. La richiesta, ora, è di avere presto tutti i decreti applicativi entro Vinitaly 2020, la fiera in programma a Verona dal 19 al 22 aprile prossimi.

 

L’incontro tra il presidente Giansanti e il Ministro Bellanova

Sullo spumante stiamo combattendo una battaglia forte all’interno dell’Unione Europea. Puntiamo su tracciabilità ed etichettatura obbligatoria perché noi dobbiamo rivendicare la trasparenza e non fare questa battaglia da soli, ma insieme ai produttori e ai trasformatori“. Con questa dichiarazione di grande interesse per il mondo astigiano ha esordito nel suo intervento di chiusura il Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, arrivata sabato pomeriggio ad Asti e protagonista dell’incontro che ha avuto luogo presso la Camera di Commercio di Asti dal titolo “L’agricoltura del futuro: tra nuove sfide ed opportunità”.
Ad ascoltare il Ministro si sono presentate tutte le istituzioni cittadine, i vertici delle organizzazioni agricole dal livello locale a quello nazionale e numerosi imprenditori agricoli.
L’apertura dell’incontro è stata affidata al presidente della Camera di Commercio Erminio Renato Goria e nel proseguo si sono succeduti gli interventi del sindaco di Asti Maurizio Rasero, della vice presidente della Provincia di Asti Francesca Ragusa, dell’assessore regionale all’Agricoltura Marco Protopapa e di Roberta Panzeri, segretario generale della Camera di Commercio di Asti, che ha presentato interessanti dati relativi all’economia agricola della provincia di Asti.
Successivamente la parola è passata alle organizzazioni di categoria. Luca Brondelli di Brondello, membro della giunta nazionale di Confagricoltura, ha sottolineato la necessità di riuscire a programmare maggiormente gli interventi per gestire le emergenze: “L’agricoltura italiana ha bisogno di un grande piano strategico, riequilibrando in primis i valori all’interno delle filiere, pari dignità tra i produttori, i trasformatori e la distribuzione”. Brondelli si è inoltre concentrato sull’innovazione tecnologica e sui cambiamenti climatici: “E’ necessario fornire alle nostre aziende gli strumenti tecnologici per lavorare al meglio e ridare stimolo e vigore alla ricerca, molto utile per trovare nuove tecniche genetiche volte a poter disporre di coltivazioni in grado di affrontare i cambiamenti climatici e rispondere così alla richiesta di sostenibilità che tutta l’Europa chiede al mondo agricolo”. “Dobbiamo sfruttare meglio le opportunità che la UE ci fornisce, come l’Ocm vino, e soprattutto avere un ruolo da protagonisti nella discussione della prossima riforma della PAC”, conclude Brondelli. “Su questo confidiamo nelle doti del Ministro, dotata sicuramente di caparbietà e tenacia, già dimostrate in passato per la difesa dei lavoratori agricoli”.
Conosco le difficoltà che gli agricoltori devono affrontare ogni giorno – ha replicato il Ministro chiudendo il convegno – ma so anche che ci sono tante potenzialità e questo territorio ha una marcia in più rispetto ad altri, grazie alle caratteristiche naturali del territorio nonché agli sforzi profusi”. “Su questo dobbiamo investire – ha concluso Bellanova – per raccontare ai ragazzi e alle ragazze ciò che è stato fatto e cosa si può fare facendo squadra e sistema“.

 

Alcune immagini dell’incontro di sabato pomeriggio con il Ministro Bellanova presso la Camera di Commercio di Asti 

  

 

L’agricoltura del futuro tra nuove sfide ed opportunità”: è questo il titolo dell’incontro che avrà luogo sabato 23 novembre presso la Camera di Commercio di Asti e che vedrà ospite d’eccezione il Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, che ha raccolto l’invito da parte degli agricoltori e delle rispettive associazioni di categoria a partecipare a questa occasione di confronto sulle problematiche e le strategie per lo sviluppo del comparto agricolo del territorio astigiano.
Confagricoltura sarà rappresentata a livello nazionale da Luca Brondelli di Brondello, membro di giunta nazionale dell’Organizzazione e a livello locale da una folta delegazione di imprenditori guidata dai rappresentanti di Confagricoltura Asti (il dirigente Ezio Veggia ed il direttore Mariagrazia Baravalle).
Il Ministro giungerà presso l’ente camerale alle 16 accolto dal presidente Camera di Commercio di Asti Erminio Renato Goria e dalle massime autorità locali, il sindaco di Asti Maurizio Rasero, il presidente della Provincia di Asti Paolo Lanfranco e l’assessore all’Agricoltura regionale Marco Protopapa.
Dopo la presentazione dei dati relativi all’economia agricola della Provincia, avrà luogo il dibattito cui sono chiamati a partecipare i referenti del mondo dell’agricoltura. Il Ministro fa parte del Parlamento da oltre dieci anni, è stata sottosegretaria e viceministro nei governi Renzi e Gentiloni, ma soprattutto è stata per decenni una sindacalista del settore agricolo e tessile, e ha lottato a lungo contro il caporalato e la piaga della burocrazia.
L’ho detto fin dal primo momento: bisogna rimettere l’agricoltura al centro dell’agenda del Paese” – ha dichiarato in un recente incontro presso la sede nazionale di Confagricoltura. “È un obiettivo irrinunciabile se abbiamo veramente a cuore il made in Italy e la sua forza. Dobbiamo far crescere la consapevolezza anche sul ruolo sempre più strategico che l’agricoltura può assumere nel contrasto ai cambiamenti climatici, nella difesa e salvaguardia del suolo, nella valorizzazione delle nostre identità e tipicità, che rappresentano un pezzo fondamentale della storia e della cultura del nostro Paese. Non vogliamo più burocrazia, ma più qualità della terra, dell’aria, dell’acqua”.
Il rappresentante nazionale di Confagricoltura, Luca Brondelli di Brondello, ci tiene a sottolineare: “La nostra organizzazione chiede da tempo un piano strategico nazionale con il quale si possa programmare il futuro della agricoltura italiana, puntando sull’innovazione, le tecniche colturali di precisione, la ricerca e la creazione di nuove filiere. Gli ultimi ministri delle politiche agricole hanno sempre e solo gestito le emergenze, adesso è ora di programmare il futuro!”.

 

 

Il Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova (foto tratta da: today.it)

Bisogna andare oltre la guerra del grano”. E’ quanto ha affermato Nicola Gatta, presidente della Federazione Cereali alimentari di Confagricoltura, in occasione del tavolo di filiera grano-pasta convocato ieri dal ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova.
Il comparto grano duro-pasta deve recuperare competitività – ha aggiunto – e questo può essere realizzato solo per mezzo di una filiera coesa negli intenti e sempre più trasparente nei rapporti commerciali; solo così sarà possibile garantire una equa redistribuzione dei profitti per tutti gli operatori del settore”.
Confagricoltura esprime soddisfazione per il rifinanziamento dei contratti di filiera per il comparto, che chiede da tempo. E, in particolare, per l’annunciato stanziamento in legge di bilancio di complessivi 30 milioni di euro per il triennio 2020-2022 destinati all’aiuto de minimis ad ettaro per il grano duro, a cui si aggiungeranno altri 10 milioni di euro per coprire la campagna 2019. Palazzo Della Valle auspica che tale annuncio si traduca in provvedimenti concreti in tempi rapidi, anche perché le semine sono alle porte ed è necessario garantire copertura finanziaria all’utile strumento dei contratti di filiera ed una programmazione agronomica di medio periodo.
Confagricoltura ha avuto risposte positive dal ministro anche in merito alle sollecitazioni relative allo snellimento delle procedure e alla certezza dei pagamenti diretti ad ettaro di filiera e resta in attesa dell’avvio di una sperimentazione della Commissione Unica Nazionale e delle sue modalità di realizzazione.