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Confagricoltura entra, come socia onoraria, nel CONAIBO (Coordinamento Nazionale delle Imprese Boschive), che raccoglie 11 associazioni e 350 consorzi di imprese forestali. Garantire una rappresentanza univoca del settore imprenditoriale forestale italiano presso enti e istituzioni, far confluire in un solido ed unico rappresentante nazionale tutte le istanze dei boscaioli professionali, tutelare e valorizzare l’impresa boschiva e l’operatore forestale, oltre a promuovere una gestione attiva del patrimonio verde e, più in generale, il settore forestale nazionale, sono gli obiettivi del coordinamento.
Questa adesione a CONAIBO permetterà lo sviluppo di attività congiunte su temi come la tracciabilità di filiera e la valorizzazione delle produzioni legnose di origine nazionale, anche attraverso la partecipazione a bandi europei e nazionali.
L’Italia è il secondo grande Paese europeo per aree boschive e forestali, che coprono circa il 40% della superficie nazionale contro la media UE del 33%.
Boschi e foreste, ricorda Confagricoltura, sono cresciuti negli ultimi anni e fanno bene anche alla salute: un ettaro di bosco elimina 15 tonnellate di particolato l’anno.
Valorizzare, sviluppare e conservare il nostro patrimonio verde – afferma Enrico Allasia, presidente della Federazione nazionale risorse boschive di Confagricolturasignifica contrastare i cambiamenti climatici, ma anche accompagnare la crescita professionale delle imprese boschive, permettendo di promuovere e sviluppare le utilizzazioni forestali e le attività tecniche ed imprenditoriali nei boschi. Essere impegnati in questo Coordinamento Nazionale ci permetterà di ampliare il nostro know-how e la nostra attività sindacale su tematiche più prettamente tecniche del comparto forestale”.

 

 

 

 

 

 

La Regione ha attivato un bando relativo agli investimenti per il settore forestale: si potranno presentare le domande fino al prossimo 2 luglio. L’operazione sostiene investimenti intesi a incrementare il potenziale forestale o ad accrescere il valore aggiunto dei prodotti forestali attraverso:
– l’ammodernamento del parco macchine ed attrezzature, anche a carattere innovativo, per le attività di raccolta, trasformazione, mobilitazione e commercializzazione dei prodotti della selvicoltura;
– l’adozione di sistemi di certificazione di gestione forestale sostenibile e di tracciabilità dei prodotti della selvicolturale e di certificazione della qualità basata sulla norma ISO 17225; l’adozione di tecnologie e processi, anche innovativi, attraverso la meccanizzazione di specifiche fasi di lavorazione, la unificazione di più stadi disgiunti di lavorazione, l’ottimizzazione o riduzione dei consumi energetici.
https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/misura-8-investimenti-nello-sviluppo-aree-forestali-nel-miglioramento-redditivita-foreste

Ieri Agrinsieme, il coordinamento tra Confagricoltura, Cia e Alleanza delle Cooperative, ha inviato una lettera alla Presidenza del Consiglio e ai Ministeri dell’Agricoltura, dello Sviluppo Economico e della Salute, per evidenziare, dopo i ripetuti interventi di Confagricoltura in sede legislativa, la necessità impellente di reinserire trae attività consentite e descritte nell’allegato 1 del DPCM 22 marzo 2020 (relativo alle misure per il contenimento e alla gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 e alle attività sospese), come modificato dal DM 25 marzo 2020, quelle rientranti nel codice ATECO 02 (Silvicoltura e altre attività forestali).
Nel motivare la richiesta si sono addotte diverse esigenze del comparto forestale, tra cui l’urgenza da parte delle imprese di completare le operazioni forestali previste dai piani di taglio. Per quanto riguarda le imprese dedite alla produzione di legna da ardere e del cippato per teleriscaldamento o cogenerazione, si è evidenziata l’esigenza di rispettare i tempi di allestimento dei cantieri e delle lavorazioni post raccolta (quali stoccaggio e stagionatura del legno) per garantire la qualità degli assortimenti e la continuità delle forniture e, per le aziende forestali delle filiere degli imballaggi in legno (pallet) sia per il settore agroalimentare ma anche per settori fondamentali quali per esempio quello farmaceutico.
Oltre a queste motivazioni si è fatto ovviamente riferimento alle funzioni di prevenzione e di protezione che le attività selvicolturali permettono di mantenere in equilibrio, nonché alla necessità di garantire la continuità aziendale ed occupazionale in territori marginali e nelle aree interne dove sovente le attività forestali rappresentano una delle principali attività produttive.