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Innovazione, sostenibilità, competitività, formazione e progetti con le scuole, servizi alla società civile con il Patronato, riequilibrio della filiera produttiva, accesso al credito”. Sono questi gli obiettivi definiti da Carlo Lasagna, riconfermato ieri presidente della Fiiaf, la Federazione che riunisce 150.000 imprese agricole familiari associate a Confagricoltura.
La produzione alimentare nel legame con il territorio appartiene al Dna delle imprese familiari. Esse rappresentano un importante modello organizzativo che si sviluppa attraverso le generazioni. Sono imprese attive, dalle quali la famiglia trae il reddito principale. Devono quindi essere tra le prime destinatarie delle risorse della PAC – ha sottolineato Lasagna – inoltre, mai come in questo momento serve la nostra voce di sindacato per difendere e tutelare, attraverso un confronto costante sui tavoli istituzionali, le necessità, ma anche le proposte della nostra base associativa”.
Lasagna conduce insieme al fratello un’impresa familiare a San Benedetto Po, in provincia di Mantova, dove produce mais, grano tenero e duro, soia ed erba medica. L’impresa lavora a stretto contatto con gli altri attori della filiera, in particolare con gli allevatori di suini, soprattutto quello pesante tipico della zona, e quelli di vacche da latte per la produzione di Parmigiano Reggiano.
Rinnovato anche il consiglio direttivo della Federazione dell’Impresa Familiare, composto da 9 rappresentanti del Nord, 4 del Centro e 5 del Sud Italia. Tra i neo consiglieri nazionali sono stati eletti i piemontesi Graziano Giacosa (Cuneo) e Renato Delsignore (Vercelli).

Oggi più che mai, agricoltori e allevatori hanno bisogno di definire le strategie del futuro per poter continuare a garantire, come hanno fatto fino ad oggi, standard di produzione di latte di qualità e quantità. Ed è fondamentale assicurare loro una più equa distribuzione del valore aggiunto”. Lo ha detto il vicepresidente nazionale di Confagricoltura Matteo Lasagna, intervenendo all’inaugurazione delle Fiere Zootecniche di Cremona ed al convegno di apertura.
Il rappresentante di Confagricoltura ha quindi ricordato come questo appuntamento fieristico abbia assunto per il settore un ruolo di primo piano nella definizione delle strategie di promozione dei comparti portabandiera del Made in Italy agroalimentare. Quindi ha rilanciato l’allarme per l’export delle eccellenze lattiero-casearie messe sotto scacco dai dazi aggiuntivi degli Stati Uniti.
Se i dazi Usa resteranno in vigore per un periodo superiore a tre mesi – ha osservato – si avrà una caduta delle nostre esportazioni di formaggi superiore al 10%, con effetti negativi su tutta la filiera e l’avvio di una spirale di incertezza che non giova all’attività economica. Serve la massima compattezza tra tutte le componenti della filiera zootecnica per gestire una situazione che diventerebbe estremamente complicata”.
Un fronte sul quale dobbiamo essere uniti è quello della corretta informazione – ha aggiunto Lasagna -. Troppo spesso il settore zootecnico è messo sotto accusa da chi vuole trovare in esso il capro espiatorio di problemi che non sono di esclusiva pertinenza agricola. Salvo poi pretendere che i prodotti di quel settore continuino ad essere presìdi di eccellenza, orgoglio italiano sulle tavole di tutto il mondo”.
Quindi ha sottolineato l’importanza dell’innovazione tecnologica, ancor più ora che c’è la necessità di far fronte alle urgenze dei cambiamenti climatici.
Infine sulla promozione: “E’ indispensabile – ha concluso il vicepresidente di Confagricolturariuscire a fare più sistema e sostenere con maggiore efficacia le nostre produzioni, iniziando da una corretta educazione e informazione alimentare, fino ad arrivare a consolidare l’export attraverso strategie forti, con obiettivi chiari e una pianificazione condivisa”.