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Si è svolto nei giorni scorsi un incontro, presso la sede dell’Associazione Comuni del Moscato, con il gruppo di lavoro della Commissione Sorì che l’Associazione sta sviluppando per il progetto della realizzazione di un marchio dedicato proprio ai “Sorì”, ovvero a quelle colline che offrono un vino Moscato d’Asti di particolare qualità.
Così definiti in dialetto, sono i versanti con forte pendenza ed esposizioni ottimali, storicamente coltivati a vite. Sono un importante valore per la viticoltura della nostra area, contribuendo al riconoscimento dei paesaggi di Langhe Roero e Monferrato come Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
La valorizzazione di queste colline non è vista solamente in un’ottica privatistica, per una ricaduta positiva sul reddito dei viticoltori, ma anche nell’interesse pubblico finalizzato alla riduzione del rischio di dissesto idrogeologico dovuto all’abbandono dei terreni più ripidi.
La Commissione “Sorì” dell’Associazione Comuni del Moscato, nell’ultimo periodo ha compiuto passi concreti e importanti nello sviluppo del progetto di definizione della mappatura del territorio, ricordando che sono stati censiti quasi 20.000 ettari sui 51 Comuni di produzione e, soprattutto, nel percorso di “costruzione” del nuovo marchio collettivo che identificherà gli appezzamenti che rientreranno nei termini di pendenza stabiliti dal nuovo regolamento.
Per poter fregiarsi del nuovo marchio “Sorì eroici”, i proprietari degli appezzamenti situati in pendenza sulle colline del territorio del Moscato ma non soltanto, possono farne esplicita richiesta, previo possesso dei requisiti: a questo proposito si ricorda che l’uso del marchio collettivo “Sorì” è ammesso solamente per i vini a denominazione d’origine.
Le aziende interessate possono comunicare la propria adesione contattando gli uffici di Asti Agricoltura. La comunicazione deve essere fatta entro il 31 luglio 2021. I tecnici di Asti Agricoltura provvederanno a compilare il modulo di adesione che trasmetteranno successivamente all’Associazione Comuni Moscato.
In caso di esito positivo, l’ente certificatore emetterà a favore dell’azienda agricola il certificato con codice univoco riportante la superficie idonea alla certificazione sorì (di seguito definito certificato di vigneto).
Per informazioni è possibile rivolgersi all’Ufficio Vino di Asti Agricoltura.

La Regione Piemonte, accogliendo la proposta del Consorzio dell’Asti con il parere positivo delle organizzazioni professionali agricole ha confermato le rese del Moscato d’Asti e dell’Asti docg sui valori della vendemmia 2019.
Le rese stabilite sono pertanto le seguenti:

Asti spumante DOCG – Moscato d’Asti DOCG
– Resa massima: 9,0 t/ha, equivalenti a 67,5 hl/ha
– Riserva vendemmiale: 1,0 t/ha, equivalenti a 7,5 hl/ha

Asti metodo classico DOCG
– Resa massima: 8,0 t/ha equivalenti a 48 hl/ha

Moscato d’Asti vendemmia tardiva DOCG
– Resa massima: 6,0 t/ha equivalenti a 30 hl/ha

Moscato d’Asti Canelli e Moscato d’Asti Strevi DOCG
– Resa massima: 9,0 t/ha, equivalenti a 67,5 hl/ha
– Riserva vendemmiale: 0,5 t/ha, equivalenti a 3,75 hl/ha

Moscato d’Asti Santa Vittoria DOCG
– Resa vendemmiale: 9,0 t/ha equivalenti a 64,8 hl/ha;

Per tutte le altre menzioni con resa inferiore a 9,0 t/ha vige quanto stabilito dal disciplinare di produzione.
È consentito utilizzare le uve ed i mosti eccedenti la resa a DOCG per le produzioni di:

– mosto di uve parzialmente fermentato da uve aromatiche Moscato (tale dicitura non è da intendersi quale destinazione finale delle uve, ma esclusivamente come prodotto intermedio nell’elaborazione di vini spumanti di qualità del tipo aromatico con o senza l’utilizzo dell’indicazione della varietà “Moscato”);
– ogni altra destinazione consentita dalla normativa vigente in materia.
La vendemmia delle uve moscato, che si preannuncia di ottima qualità, inizierà alla fine di questa settimana. Di seguito il link al provvedimento regionale di riduzione delle rese.

rese_Asti_Moscato_2020_DD573

In merito alla definizione delle rese dell’Asti e del Moscato d’Asti docg per la prossima vendemmia Confagricoltura Piemonte ritiene che sia indispensabile, con il coordinamento della Regione, incentivare la collaborazione tra tutti i soggetti della filiera. “Chiediamo all’assessore Protopapa di impegnarsi attivamente per favorire un dialogo franco e costruttivo tra la parte agricola e quella industriale – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasiae il confronto dovrà svilupparsi, con l’intervento della Regione, subito dopo la vendemmia perché è necessario, nell’interesse di tutto il comparto, affrontare insieme, per tempo e non in prossimità della raccolta, i temi della gestione del potenziale viticolo, della valorizzazione del prodotto e della promozione“. “Inoltre – aggiunge il presidente di Confagricoltura Piemonteal fine di poter impostare un’analisi approfondita delle prospettive dell’Asti e del Moscato d’Asti, invitiamo la Regione ad attivarsi per il reperimento dei dati di produzione, imbottigliamento e vendita, per disporre di un inventario puntuale e autorevole, attingendo, in prima istanza, alle fonti di Valoritalia e Consorzio dell’Asti”.
Confagricoltura ricorda che la Regione ha determinato le rese a ettaro delle uve del vino Moscato d’Asti docg per la vendemmia 2019. In base alla decisione si potranno produrre 90 quintali di uva per ettaro, equivalenti a 67,50 ettolitri di vino, oltre a una riserva vendemmiale di 10 quintali di uva per ettaro equivalente a 7,5 ettolitri di vino. Per quanto riguarda l’Asti spumante docg metodo classico (metodo tradizionale) la resa sarà di 80 quintali per ettaro, equivalenti a 48 ettolitri di vino. Per il Moscato d’Asti docg vendemmia tardiva la resa è stata fissata in 60 quintali di uva per ettaro equivalenti a 30 ettolitri di vino. Per quanto riguarda le il Moscato d’Asti Canelli e il Moscato d’Asti Strevi la resa sarà di 90 quintali di uva per ettaro (pari a 67,5 ettolitri di vino), oltre a una riserva vendemmiale di 5 quintali di uva per ettaro, equivalenti a 3,75 ettolitri di vino. Per quanto riguarda invece il Moscato d’Asti Santa Vittoria la resa sarà di 90 quintali di uva per ettaro, equivalenti a 64,80 ettolitri di vino. La resa per ettaro del Piemonte Moscato doc è stata fissata in 105 quintali di uva, equivalenti a 78,75 ettolitri di vino di vino.

 

(foto tratta da: confagricolturapiemonte.blogspot.com)