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Una sintesi equilibrata tra le diverse esigenze di cui tener conto, viste le nostre riserve, espresse da tempo, sulla nuova PAC”. E’ la prima valutazione della Giunta di Confagricoltura riunitasi a Palazzo della Valle a proposito delle anticipazioni fornite oggi alle competenti Commissioni parlamentari dal Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli sul Piano Strategico Nazionale per la nuova PAC, che dovrà essere inviato nei prossimi giorni alla Commissione Europea.
Ci riserviamo un commento definitivo quando saranno noti tutti i dettagli, compresi quelli relativi ai programmi per lo Sviluppo Rurale”. “Il Ministro Patuanelli – aggiunge il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansantiè stato chiamato a giocare una partita particolarmente difficile, visto il taglio delle risorse finanziarie che saranno a disposizione nei prossimi anni”.

La riforma della PAC, sulla base dell’accordo raggiunto mercoledì dal Consiglio dei Ministri agricoli europei, prevede contributi per l’insediamento dei giovani fino a 100.000 euro e un maggior impegno per i progetti di tutela dell’ambiente. L’accordo dovrà ora essere perfezionato dalla Commissione e dal Parlamento Europeo, con la possibilità di ulteriori modifiche, prima di entrare in vigore nel 2023.

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Riforma PAC_Italia Oggi_23-10-2020

La Commissione non intende cambiare la sua proposta sui pagamenti agro- climatico- ambientali nel 1° pilastro, confermandone di fatto l’obbligatorietà per gli Stati membri e la volontarietà per gli agricoltori. Lunedì a Bruxelles il Ministro Centinaio ha confermato che l’Italia condivide l’ambizione della PAC post 2020 ma solo se quest’ultima non comporterà maggiori costi e oneri amministrativi per gli agricoltori, soprattutto se non adeguatamente retribuiti. A detta del ministro italiano la Commissione non può proporre un rafforzamento degli impegni di condizionalità e un maggior peso finanziario delle misure agro-ambientali nel I e nel II pilastro, prevedendo al contempo un taglio al budget agricolo. Attuare pratiche come la rotazione obbligatoria delle colture genera ulteriori costi di produzione e più controlli per l’agricoltore, senza alcuna remunerazione. Per questo Centinaio ha chiesto che i piccoli agricoltori e le zone svantaggiate siano esonerati della condizionalità, per evitare costi eccessivi per le aziende e per gli organi di controllo. Mentre per quanto riguarda lo strumento di gestione dei nutrienti dovrebbe essere implementato nel II pilastro, nell’ambito dei servizi di consulenza aziendale. Per Centinaio l’eco-regime obbligatorio nel 1° pilastro può comportare anch’esso complicazioni tecniche e amministrative per gli agricoltori, rischiando di sovrapporsi alle le misure di sviluppo rurale. Si è anche detto d’accordo a destinare il 30% dei fondi di sviluppo rurale per finanziare misure ambientali-climatiche, ma chiede che in tale quota siano compresi i pagamenti nei confronti delle aree svantaggiate. Il Ministro ha concluso ricordando che l’Europa deve garantire, attraverso l’etichettatura, trasparenza nell’informazione al consumatore e valorizzazione delle produzioni UE.