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Il nuovo Regolamento 84/18 sull’agricoltura biologica introduce nella UE la possibilità di controllare le aziende biologiche virtuose ogni due o tre anni. A tal fine gli Organismi di Controllo (Odc) devono effettuare un’analisi del rischio dell’azienda tenendo conto del tipo di azienda ( ad esempio il tipo di coltura, il prodotto utilizzato nella trasformazione o importazione). Il tipo e il numero delle classi di rischio che determinano la frequenza della verifica (ad esempio bassa, media, alta) sono stabilite da ogni Stato membro.
L’Italia sta discutendo questi parametri all’interno di un gruppo di lavoro specifico dell’Ente di accreditamento italiano, ACCREDIA, ove sono rappresentati tutti gli stakeholder, compresa la Pubblica Amministrazione.
La settimana scorsa sono state proposte due ipotesi: la prima con solo tre classi di rischio (bassa, media, alta); la seconda con quattro classi (molto bassa, bassa, media, alta). In entrambe le proposte la classe che dà la possibilità di essere controllati ogni due o tre anni è la prima (bassa o molto bassa). La prima proposta ha il vantaggio di inserire molte più aziende nella prima categoria, con evidenti benefici sui costi della certificazione. La seconda, effettuando più controlli, ha il vantaggio di mantenere il sistema più sicuro.
In relazione agli elementi tecnici di approfondimento a disposizione del gruppo di lavoro, Confagricoltura ha chiesto di adottare la prima proposta, sia perché è quella preponderante nella UE, sia perché il sistema non vedrebbe alterata la sua sicurezza.
Non essendo giunti ad una decisione unanime, si è deciso di eseguire una nuova simulazione, cambiando alcuni parametri secondari (ad esempio l’estensione aziendale), rimandando ad una nuova riunione la decisione finale.

Confagricoltura ha scritto agli organismi di controllo IFCQ e CSQA sollecitando la massima trasparenza sulle informazioni relative al comparto suinicolo, visto i dati che si stanno raccogliendo con il sistema RIFT in merito al circuito tutelato dei prosciutti DOP, ritenendo essenziale che tali dati siano condivisi così da fornire le informazioni necessarie a comprendere meglio l’andamento della produzione e del mercato, utili per la corretta formulazione del prezzo da parte della Commissione Unica Nazionale. Gli organismi di controllo, rispondendo alla lettera, hanno accolto le richieste di Confagricoltura, concordando sull’esigenza di fornire i dati per avere la massima trasparenza sulle informazioni. Si tratta – afferma Confagricoltura – di un primo importante passo verso una maggiore trasparenza e la diffusione delle informazioni nell’interesse degli allevatori.