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Confagricoltura esprime grande soddisfazione per il rifinanziamento della “Nuova Sabatini” appena approvato. Un risultato che conferma l’impegno dell’Organizzazione, che nei mesi scorsi aveva esortato il Governo a rifinanziare la misura in seguito allo stop nel DL sostegni bis, facendosi interprete delle necessità urgenti da parte delle imprese agricole in un momento cruciale per l’economia nazionale. Confagricoltura ha seguito tutte le fasi, partecipando attivamente alla predisposizione dell’emendamento e ad una forte attività di lobby per la tutela degli interessi degli agricoltori.
È importante – sottolinea il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansantiche, in questa fase di ripresa per il Paese, il Governo non interrompa la possibilità per le nostre aziende di usufruire di uno strumento importante finalizzato a migliorare l’accesso al credito delle PMI”.
La centralità della ‘Nuova Sabatini”– prosegue Giansanti – ha caratterizzato anche il periodo della pandemia, durante il quale il numero delle richieste è aumentato rispetto agli anni precedenti. Il rifinanziamento della misura assicurerà quindi continuità agli investimenti produttivi, favorendo la giusta spinta innovativa per accrescere la competitività delle nostre imprese”.
I recenti interventi legislativi, inoltre, hanno semplificato le modalità di fruizione del credito consentito erogato alla “Nuova Sabatini”, incentivando le aziende ad accedere alla misura e favorendo così la ripresa del settore.

Tra le altre misure di sostegno alla liquidità delle imprese, l’articolo 16 del cosiddetto “Decreto Sostegni Bis” proroga al 31 dicembre 2021 le moratorie, per la quota capitale, dei finanziamenti per le PMI, previa comunicazione entro il prossimo 15 giugno alla banca finanziatrice.
Nello specifico, per le imprese che alla data del 26 maggio 2021 sono state già ammesse alle misure di moratoria dei prestiti e delle linee di credito di cui all’articolo 56, comma 2, del Decreto 18/2020 “cosiddetto DL Cura Italia”, è prevista la proroga del termine delle misure fino al 31 dicembre 2021, limitatamente alla sola quota capitale.
La comunicazione per la proroga della misura deve pervenire al soggetto finanziatore entro il 15 giugno 2021, secondo le medesime modalità di cui al comma 2 del predetto articolo 56. Con riferimento alla “comunicazione” , da far pervenire al soggetto finanziatore, si riporta qui di seguito un fac-simile di schema, condiviso con l’Associazione bancaria (ABI), che può essere utilizzato, da parte dell’impresa, per la richiesta della proroga in parola. La condivisione di tale schema nasce dalla necessità che per la richiesta in parola non sorgano complicazioni burocratiche.

 

Fac – simile Comunicazione (art. 16 Decreto legge 25 maggio 2021 n. 73)

La scrivente Impresa ________________________________________________ comunica che intende avvalersi della proroga del termine della moratoria di cui all’art. 56, comma 2, del Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla Legge 24 aprile 2020, n. 27, come modificato dal Decreto Legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito con modificazioni dalla Legge 13 ottobre 2020, n. 126, e dalla Legge 30 dicembre 2020, n. 178, secondo quanto previsto dall’art. 16 del Decreto Legge 25 maggio 2021, n. 73, in relazione alle seguenti linee di credito: (specificare le linee di credito)

____________________________________________; _________________________________________________________;
_________________________________________________________;
_________________________________________________________;
In fede_________________________________________________
Per l’impresa ____________________________________________
Nella qualità di ___________________________________________
Luogo _________________________________________ li____________________________

 

La “comunicazione” può essere inviata anche via PEC, ovvero attraverso altre modalità che consentano di tenerne traccia con data certa, allegando, oltre alla comunicazione stessa, la copia del documento di identità. Ad ogni buon conto è altresì opportuno che l’impresa contatti preventivamente la banca finanziatrice per verificare se quest’ultima abbia già adottato un proprio modello di comunicazione e/o specifiche modalità di comunicazione, in quanto le banche potrebbero avere già attivato propri modelli.

L’articolo 13 del Decreto Legge 23/2020 (Decreto Liquidità) – Fondo di Garanzia per le PMI – sostituisce l’articolo l’art. 49 del D.L. “Cura Italia” 18/2020. Le disposizioni si applicano anche alle garanzie ISMEA in favore delle imprese agricole e della pesca (ex art. 17, comma 2, decreto legislativo 29 marzo 2004 n. 102).
ISMEA potrà disporre di una dotazione finanziaria di 100 milioni di euro per dare copertura al 100%, e senza alcuna procedura di valutazione, a finanziamenti di durata massima di 6 anni per un importo massimo di 25.000 euro e comunque non superiore al 25% dei ricavi del beneficiario. Il rimborso del capitale non decorrerà prima di 18 mesi dall’erogazione del prestito.
Per le imprese con ricavi fino a 3,2 milioni di euro, la garanzia concessa al 90% può essere cumulata con un’altra garanzia di un terzo soggetto, per ottenere prestiti con una garanzia del 100% su finanziamenti di importo massimo di 800.000 euro (e comunque non superiori al 25% dei ricavi del beneficiario). Il rimborso è previsto in 6 anni.
Possono inoltre essere concesse garanzie a titolo gratuito fino a un importo massimo di 5 milioni di euro a imprese con numero di dipendenti inferiore a 499. La garanzia è pari al 90% dell’importo.