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In affiancamento a Confagricoltura, come annunciato all’assemblea dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli, Reale Mutua entra con una quota del 19,99% in HubFarm, la società nata con l’obiettivo di accompagnare le imprese agricole nella transizione tecnologica, digitale ed ecologica a riconferma del percorso strategico intrapreso lo scorso anno.
Al centro del progetto HubFarm c’è una piattaforma digitale sviluppata con Microsoft, motore del sistema, che aggrega le imprese agricole, gli sviluppatori, il mondo della ricerca, con l’agroindustria più avanzata e con partner tecnologici e player di altissimo livello.
L’ingesso di Reale Mutua in questo nostro importante progetto ne rafforza ulteriormente la portata. L’agricoltura italiana indubbiamente merita di più. HubFarm è nato proprio per affiancare le imprese agricole con mezzi e strumenti innovativi, permettendo di produrre sempre di più, in maniera sostenibile, con una forte attenzione alla transizione ecologica, digitale ed energetica. In questa fase storica – ha affermato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricolturala sicurezza dell’approvvigionamento alimentare così come riuscire a contrastare il cambiamento climatico sono diventati fondamentali. HubFarm porta l’innovazione al servizio delle imprese agricole e, attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, di droni, sensori e satelliti, asseconderà la loro crescita, guidandole verso quel necessario salto di qualità che permetterà una produzione maggiore, più competitiva e fortemente rispettosa dell’ambiente”.
Attraverso HubFarm, Reale Mutua, diventata Società Benefit a inizio 2022, conferma ancora una volta il proprio impegno per il mondo agricolo e per una sua evoluzione sempre più votata alla sostenibilità e alla digitalizzazione, come già fatto con Agricoltura100, l’iniziativa di Confagricoltura e Reale Mutua – nata nel 2020 – che premia le aziende agricole più sostenibili e promuove il contributo dell’agricoltura al rilancio del Paese. L’indice Agricoltura100 è un indicatore innovativo che misura il livello generale di sostenibilità delle imprese.
Una scelta coerente e che testimonia la forte volontà di Reale Mutua, insieme a Confagricoltura, di investire in ecosistemi e partnership di valore, oltre a dare concretezza al percorso strategico improntato a una sostenibilità autentica, confermata quest’anno anche dall’acquisizione dello status di Società Benefit“, ha dichiarato Luca Filippone, Direttore Generale di Reale Mutua. “Siamo da sempre molto vicini al mondo agricolo: HubFarm è quindi un’ottima opportunità per contribuire all’innovazione del settore, forti anche della nostra esperienza nell’ambito della digitalizzazione. Il mondo agricolo ha bisogno di idee e progetti come HubFarm per non farsi trovare impreparato anche di fronte alle conseguenze dei grandi cambiamenti climatici e degli altri fenomeni, come la siccità – di cui siamo testimoni in questi giorni e che impattano su questo comparto”.

Il rapporto, curato da Innovation Team, si allarga a oltre duemila aziende agricole italiane

Martedì mattina al Museo dell’Ara Pacis di Roma, è stata presentata la seconda edizione del Rapporto di Agricoltura100, l’iniziativa di Reale Mutua e Confagricoltura nata nel 2020, volta a promuovere il contributo dell’agricoltura alla crescita sostenibile e al rilancio del Paese. L’indice AGRIcoltura100 misura il livello di sostenibilità dell’impresa considerando il numero e l’intensità delle iniziative adottate in tutte le aree.
Rispetto al periodo pre-Covid e la conseguente crisi economica, gli imprenditori dichiarano che nella loro azienda è decisamente aumentata l’importanza attribuita alla sostenibilità ambientale (56,7%), alla sostenibilità sociale (47,9%), alla gestione del rischio e delle relazioni di filiera (45,0%). Dal report emerge la profonda consapevolezza delle imprese del mutamento che il settore agricolo sta vivendo e la necessità di modelli produttivi sempre più orientati alla sostenibilità e fortemente proiettati all’innovazione.
L’interdipendenza tra sostenibilità e innovazione tecnologica è ormai un dato assodato. Lo dimostrano i risultati, primi fra tutti quelli relativi ai livelli di sostenibilità raggiunti nell’arco del 2021: le imprese con un livello alto e medio-alto sono passate dal 48,1% al 49,1% del totale; le attività con un livello di sostenibilità ancora embrionale o limitato, invece, scendono dal 17 al 12,7 punti percentuali. Parte di queste si sono spostate nella fascia di livello medio, che passa dai 34,5 punti percentuali ai 38,2. Il drastico ridimensionamento del livello basso è un chiaro segnale del cambiamento di paradigma in atto.
Indicativi dell’attenzione del settore primario ai temi ambientali, sociali e di governance sono anche i risultati dell’indagine sulle aree interessate dalle iniziative imprenditoriali. Al primo posto troviamo gli interventi di miglioramento nell’utilizzo delle risorse come l’acqua, il suolo e l’energia (98,8%). Seguono la tutela della qualità e della salute alimentare (91,5%); al terzo posto c’è la gestione dei rischi (76,5%); al quarto e al quinto: la tutela della sicurezza sul lavoro (66,8%) e la valorizzazione del capitale umano (64,4%).

Metodologia dell’indagine

Il rapporto di Agricoltura100 è stato realizzato da Innovation Team, società del Gruppo Cerved. Hanno partecipato 2.162 imprese, +16,9% rispetto a quelle della prima edizione. I dati rilevati sono stati espansi sull’universo delle circa 715 mila imprese agricole attive iscritte alle Camere di Commercio, applicando coefficienti basati su tre variabili: area geografica, dimensione aziendale, specializzazione produttiva.
Il modello di scoring, elaborando ben 234 variabili, attribuisce a ogni impresa che ha partecipato all’indagine un punteggio su scala da 0 a 100, l’Indice AGRIcoltura100, che misura il livello generale di sostenibilità dell’impresa. Confluiscono in questo punteggio quattro indici parziali, relativi ad altrettante aree di sostenibilità ESGD: sostenibilità ambientale (E), sostenibilità sociale (S), gestione dei rischi e delle relazioni (G) e qualità dello sviluppo (D).

Reale Mutua è da sempre vicina all’agricoltura, settore trainante dell’economia del nostro Paese – ha dichiarato Luca Filippone, Direttore Generale di Reale Mutua – lo sviluppo sostenibile, l’innovazione e la centralità delle persone, sono il fulcro del modo di fare impresa di Reale Mutua e Confagricoltura. Attraverso AGRI100 e le altre iniziative oggetto della partnership intendiamo generare impatti positivi, misurabili e addizionali coniugando innovazione e human touch”.
La seconda edizione dell’indagine dimostra con ancora più evidenza che la sostenibilità e l’innovazione sono fortemente connesse. Inoltre, le misure volute da Confagricoltura per il rinnovamento tecnologico del settore primario con Agricoltura 4.0, stanno accompagnando con successo le imprese agricole verso una maggiore competitività anche sul fronte della sostenibilità ambientale, ha affermato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. “Confagricoltura e Reale Mutua sono impegnate da tempo in un’azione comune e concreta per lo sviluppo di modelli produttivi al passo con i tempi e attenti alla persona. E su questa strada vogliamo continuare”.

AGRIcoltura100 è una nuova iniziativa di Confagricoltura e Reale Mutua Assicurazioni, che ha l’obiettivo di promuovere il contributo dell’agricoltura alla crescita sostenibile e alla stessa rinascita del Paese dopo l’emergenza coronavirus.
AGRIcoltura100 vuole premiare le imprese che hanno adottato soluzioni o promosso iniziative finalizzate a migliorare la sostenibilità ambientale, sociale ed economica della propria attività e della comunità in cui operano.
Non esiste un modello unico di sostenibilità: le imprese agricole sono molto differenti per attività, dimensioni, contesti locali e sfide da affrontare. AGRIcoltura100 tiene conto di tutto questo e a tal fine ha predisposto un’indagine per misurare il grado di sostenibilità delle aziende, in tutte le sue possibili declinazioni.

Leggi il manifesto di AGRIcoltura100

manifesto_agricoltura100

Reale Mutua e Confagricoltura rinnovano oggi a Roma, presso la sede dell’Associazione, ovvero il Cinquecentesco palazzo del Cardinale Andrea della Valle, un importante accordo di partnership per ulteriori 3 anni (scadenza 2021), finalizzato ad offrire un notevole contributo allo sviluppo delle politiche agricole in Italia e, in particolare, a favorire concretamente la solidità e la continuità del reddito delle imprese associate alla Confederazione.
La collaborazione consentirà la progettazione e la realizzazione di una serie di strumenti e prodotti in grado di supportare, in modo specifico, le esigenze delle aziende agricole nazionali in materia di garanzie e servizi assicurativi. Obiettivo dell’accordo è anche quello di favorire lo sviluppo di una sistematica politica di prevenzione e riduzione delle possibili fonti di rischio, che gli imprenditori del comparto corrono nello svolgimento delle loro attività.
Il mondo agricolo continua a svolgere un ruolo di rilievo nell’economia italiana e Reale Mutua, fin dalla sua nascita, è focalizzata sul comparto – ha dichiarato Luca Filippone, Direttore Generale di Reale Mutuacon questo accordo vogliamo, insieme a Confagricoltura, imprimere un forte impulso al cambiamento già in atto e fornire a tutte le aziende associate una consulenza assicurativa curata e personalizzata, oltre a progettare e a diffondere specifiche convenzioni in grado di rendere più agevole e competitivo l’accesso alla nostra gamma prodotti di alto valore assicurativo“.
Sono aumentati, in una società evoluta sotto l’aspetto tecnologico e mercantile come quella agricola – ha detto Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricolturai problemi di vulnerabilità e le imprese hanno bisogno di acquisire livelli di sicurezza sempre più elevati e diffusi. Gli imprenditori agricoli hanno un nuovo concetto di rischio e pensano in modo diverso alla tutela assicurativa, che non consiste più solamente nello stipulare polizze, pagare i relativi premi e riscuotere gli indennizzi, quanto piuttosto nell’ assicurare una gestione razionale e integrata di tutti i rischi dell’azienda, intesa come centro di produzione e di reddito“.