Ha avuto luogo venerdì 29 giugno il convegno dal titolo “Cambiamenti climatici e coltivazione della vite” che si è svolto presso l’aula magna del Polo Universitario di Asti.
Un incontro organizzato dal Consorzio del Barbera e dei Vini del Monferrato, durante il quale molti illustri ospiti ed esperti del settore hanno fatto il punto della situazione su quello che è lo stato dell’arte della produzione vitivinicola alla luce dei repentini cambiamenti climatici che negli ultimi anni hanno messo in difficoltà questo comparto.
Entro la fine del secolo la geografia del vino potrebbe mutare. Le cause sono i cambiamenti climatici, le temperature e alcuni eventi atmosferici anomali sempre più frequenti”, hanno affermato gli esperti.
Queste anomalie atmosferiche hanno comunque già causato i primi danni nel breve periodo in occasione della vendemmia 2017, che è stata, a livello europeo, fortemente ridimensionata dal clima che ha decurtato la produzione di uva con percentuali dal 10% fino a sfiorare il 30% con conseguenti ripercussioni sulla produzione e sul reddito dei vignaioli.
Occorre ripensare le tecniche colturali – ha affermato il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobriciper questo abbiamo deciso di organizzare questo incontro tra esperti, uno dei primi mai realizzati nel nostro territorio. Intendiamo fare il punto sui cambiamenti climatici in atto, poiché la situazione è delicata: o spostiamo le nostre viti o ci adeguiamo. Il ricorso all’irrigazione, non solo quella prevista in casi di emergenza, potrebbe divenire fondamentale non solo per il futuro della viticoltura in Piemonte, ma anche per poter mantenere gli standard qualitativi”.
Quello dei cambiamenti climatici è infatti un fenomeno da approfondire e trattare sotto un ampio raggio di aspetti e competenze – ha dichiarato nel suo intervento conclusivo l’assessore regionale all’Agricoltura Giorgio Ferrero il nostro intento è quello di operare sempre all’insegna della tutela del territorio”. In merito alla questione relativa all’irrigazione di soccorso, l’assessore ha espresso perplessità soprattutto a causa di un forte dispendio economico. “In un territorio collinare come quello di Langhe e Monferrato, la realizzazione di nuovi sistemi irrigui richiederà un ingente impegno economico per la creazione, la gestione e la regolamentazione degli stessi. È dunque necessario ponderare sia il rapporto tra i costi e i benefici, sia la direzione che la viticoltura Piemontese vorrà intraprendere”.

 

Alcune foto del convegno