Fervono i preparativi per la 159° edizione della Fiera della Nocciola di Castagnole Lanze che avrà luogo lunedì 27 agosto 2018 all’interno dei festeggiamenti della festa patronale di San Bartolomeo. Un appuntamento divenuto ormai imperdibile nel panorama astigiano che rappresenta il vero e proprio elogio alla tonda e gentile del Piemonte.
La giornata inizierà alle 9,30 con l’apertura della fiera con degustazioni a base di nocciola offerti dalla Ditta Gruppo Fontana. La mattinata proseguirà alle 10 con il convegno dal titolo: “La nocciola in Piemonte…quale futuro?” tavola rotonda sul progetto delle nuove delimitazioni territoriali. Successivamente, alle 11,30, avrà luogo la premiazione dei vari concorsi in cui verranno assegnati premi in denaro ai produttori corilicoli più meritevoli in base a diversi criteri di selezione. Alle 12 verrà offerto a tutti i presenti un aperitivo preparato dalla Pro Loco di San Bartolomeo, mentre alle 17 avrà luogo “La nocciola in pasticceria”, approccio all’uso della nocciola in pasticceria per chef.
Il punto focale della giornata sarà quindi il convegno “La nocciola in Piemonte..quale futuro?”, alle ore 10, presso il cortile delle scuole elementari. Un’occasione per fare il punto della situazione sulla produzione corilicola in Piemonte e nello specifico nell’Astigiano, tracciando un possibile scenario futuro alla luce degli andamenti di mercato e della produzione registrata negli ultimi anni. Se ne parlerà con illustri esperti del settore che forniranno il loro punto di vista sullo stato dell’arte della corilicoltura piemontese.
Ad aprire i lavori toccherà a Carlo Mancuso, sindaco di Castagnole Lanze e successivamente il convegno entrerà nel vivo con gli interventi di Mario Coppa, assessore all’Agricoltura del Comune di Castagnole Lanze, Claudio Sonnati, tecnico ella Fondazione Agrion, Mino Taricco, membro della Commissione Permanente Agricoltura del Senato, Alberto Cirio, europarlamentare, Giorgio Ferrero, assessore regionale all’Agricoltura, Lodovico Cogno, presidente Asprocor, Sergio Lasagna, presidente Consorzio IGP Piemonte, Pierpaolo Bertone, presidente Ascopiemonte e Alessandro Durando, presidente provinciale CIA Asti.
Al termine del convegno avverrà il momento solenne dell’annuncio del prezzo ufficiale del prodotto, prima occasione in cui si stabilisce, dal punto di vista economico, la rilevanza dell’annata.

 

 

 

Un’immagine dell’edizione dello scorso anno della Fiera della Nocciola di Castagnole Lanze (foto tratta dal sito: www.lastampa.it)

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo, a contrasto dell’emergenza siccità che ha colpito l’Italia nel secondo semestre 2017 e nel primo 2018, ha chiesto il via libera alla Commissione europea per autorizzare l’erogazione degli anticipi dei fondi Ue della politica comune, a favore delle imprese agricole che operano nelle aree rurali più colpite. In particolare l’anticipo fino al 70% per i pagamenti diretti e almeno fino all’85% per il sostegno concesso nell’ambito dello sviluppo rurale.
In base al rapporto di monitoraggio sui fenomeni siccitosi in Italia, presentato dal Crea lo scorso 10 agosto, è emersa, infatti, nel semestre agosto 2017-gennaio 2018, una situazione di generale criticità a livello nazionale in quasi tutte le province italiane, a causa delle temperature particolarmente elevate e assenza di precipitazioni. Situazione che si è andata a consolidare negativamente nel mese di luglio e nella prima decade di agosto, anche a causa di eventi isolati ma particolarmente impattanti.

Incontro ad Alba tra rappresentanze dei produttori delle province di Alessandria, Asti e Cuneo
Per la prossima vendemmia del moscato destinato alla produzione di Asti docg e Moscato d’Asti docg, Confagricoltura propone una resa produttiva di 85 quintali di uva per ettaro, con una riserva vendemmiale di 5 quintali (blogage/deblocage). La proposta di Confagricoltura è stata definita al termine di un confronto che si è svolto ieri (mercoledì 8 agosto) ad Alba tra una rappresentanza dei produttori di uva moscato a docg delle province di Alessandria, Asti e Cuneo, presenti il presidente regionale di Confagricoltura Enrico Allasia e il presidente dell’Unione Agricoltori di Alessandria e componente della giunta nazionale di Confagricoltura Luca Brondelli di Brondello.
La proposta di Confagricoltura è stata avanzata alla Regione Piemonte, tenuto conto dell’andamento produttivo dei vigneti e della situazione commerciale dell’Asti e del Moscato d’Asti, con l’obiettivo di contribuire a riequilibrare il comparto, mantenendo le giacenze a un livello fisiologico.
Confagricoltura ha anche evidenziato alla Regione l’indispensabilità di giungere a una migliore collaborazione tra tutti i soggetti della filiera, affrontando i temi della gestione del potenziale viticolo, della valorizzazione del prodotto e della promozione. Inoltre, al fine di poter impostare un’analisi approfondita della situazione e delle prospettive del comparto, Confagricoltura ha chiesto che la Regione si attivi per il reperimento dei dati di produzione, imbottigliamento e vendita di Asti e Moscato d’Asti, per poter disporre di un inventario puntuale e autorevole, attingendo, in prima istanza, alle fonti di Valoritalia e Consorzio dell’Asti. (FONTE: Confagricoltura Piemonte – foto: archivio google)

Parziale soddisfazione quella riscontrata dagli agricoltori astigiani nei primi sei mesi del 2018 in merito all’andamento dell’annata agraria, annata costellata da luci ed ombre a causa delle condizioni atmosferiche e dei repentini cambiamenti climatici che hanno influito notevolmente sulla produttività delle colture. Nei mesi di giugno e luglio hanno infatti imperversato forti e copiose piogge che, sommatesi alla grandine, in alcune zone della nostra provincia hanno compromesso parte del raccolto. Confagricoltura Asti traccia un primo bilancio di quelli che sono stati finora i risultati dell’attività agricola e delle prospettive per i mesi futuri.
Sul fronte del comparto cerealicolo si registra una discreta quantità di prodotto, ma una qualità al di sotto delle aspettative, soprattutto per quanto riguarda il grano, pesantemente danneggiato dalla pioggia proprio a ridosso del periodo della trebbiatura.
Ci troviamo di fronte ad uno scenario dai risvolti abbastanza contrastanti” – afferma Gianni Bione, dirigente di Confagricoltura Asti della zona della Valversa. “Mentre sia la soia sia il mais promettono molto bene, non si può dire la stessa cosa del grano che, a causa delle forti piogge, è stato trebbiato anticipatamente, compromettendone così l’esito finale in termini qualitativi e quantitativi“. “Ai problemi atmosferici – conclude Bione – vanno aggiunti anche i danni causati da cavallette e fauna selvatica quali cinghiali, caprioli”. E a ciò si aggiunge il problema delle quotazioni perché quest’anno la situazione, proprio alla luce dell’andamento dell’annata, si profila critica.
Annata invece generalmente soddisfacente per il comparto zootecnico: “L’abbassamento delle quotazioni che si è verificato nell’ultimo periodo è sicuramente un ottimo segnale per le fasi successive del mercato. Se i prezzi infatti sono già troppo alti fin dall’origine, tutti gli attori successivi della filiera sono costretti ad aumentarli, rischiando così un calo nelle vendite”, dichiara Antonio Amasio, presidente della sezione Allevamenti Bovini da Carne di Confagricoltura Piemonte. “Nei prossimi mesi – conclude Amasio – il prezzo dovrebbe attestarsi in linea con le medie degli anni precedenti e proseguire così fino alla fine del 2018”.
Per quanto riguarda infine il settore vitivinicolo, a causa dell’annata straordinariamente calda, si prevede un incremento tra il 10% e il 15% della resa rispetto alla vendemmia del 2017. I cambiamenti climatici, con temperature medie che negli ultimi quindici anni si sono alzate, hanno costretto i produttori ad anticipare la raccolta. Anche in questo caso la grandine rimane la vera preoccupazione per tutti i viticoltori – considerati già i danni verificatisi nell’ultima settimana di giugno – ma permane comunque, alla luce del soddisfacente andamento delle fasi fenologiche dei vigneti, un cauto ottimismo.
Si tratta di un’annata precoce, in ritardo rispetto al 2017 ma in anticipo sulla base delle medie storiche”, affermano i tecnici di Confagricoltura Asti. “Non abbiamo riscontrato problemi legati a malattie e la maturazione delle uve sta procedendo bene, con una netta accelerazione rispetto ai mesi precedenti. I vigneti sono stati messi a dura prova dalle piogge di maggio e giugno ma ne siamo usciti bene. Era normale attendersi un recupero. La vendemmia 2018 sarà molto soddisfacente, con uve sane e di buona quantità, fatta purtroppo eccezione per alcune zone dell’area del sud astigiano”.

 

 

 

Le vigne dell’Astigiano (Fonte foto: © M.Rosenwirth – Fotolia)

 

Sempre più spesso negli ultimi tempi si sente parlare di energie rinnovabili e impianti di biogas. Si tratta di veri e propri sistemi innovativi in grado di convertire gli scarti organici in energia, producendo inoltre fertilizzanti riutilizzabili in maniera affidabile ed efficiente. Essi rappresentano un’interessante opportunità in quanto preservano l’ambiente evitando la dispersione in atmosfera del metano originato dalla decomposizione delle deiezioni solide e liquide.
Confagricoltura, da sempre molto sensibile a questi principi di ecosostenibilità, ha costituito la Federazione nazionale “Bioeconomia: prodotti e processi innovativi”, presieduta da Ezio Veggia, già vicepresidente nazionale di Confagricoltura e attuale commissario straordinario di Confagricoltura Asti. Un modello che mette al centro il suolo, elemento imprescindibile dal quale derivano le coltivazioni (biomasse) per una corretta alimentazione degli animali.
Confagricoltura Asti ha sempre appoggiato le idee innovative di coloro che intraprendono progetti ecosostenibili che da alcuni anni sul territorio vanno sempre più diffondendosi: modelli incentrati principalmente sull’attività zootecnica, che producono energia rinnovabile utilizzando il letame, insieme con altre biomasse. Questi impianti vanno preservati e incentivati in quanto la loro attività va anche a beneficio dell’intera collettività. Essi infatti sono attenti all’ambiente circostante e operano secondo le norme previste dalla legge in materia di sicurezza, rispettando i parametri legati alla qualità dell’acqua, dell’aria e del suolo. La loro attività è certificata da organismi specifici di controllo e sono soggetti periodicamente a sopralluoghi e controlli accurati da parte di ASL e Arpa che garantiscono il corretto funzionamento dell’impianto. E’ quindi ormai assodato come la zootecnia vada legata sempre più all’energia e all’ambiente, tutto ciò anche per confutare le accuse di essere aziende ad elevato impatto ambientale. Queste attività sono riconosciute ufficialmente dal Consorzio Italiano Biogas che è impegnato nella ricerca per fornire al settore dati veritieri sul tema delle bioenergie, cercando di dare un contributo tangibile al raggiungimento degli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto.