La Commissione non intende cambiare la sua proposta sui pagamenti agro- climatico- ambientali nel 1° pilastro, confermandone di fatto l’obbligatorietà per gli Stati membri e la volontarietà per gli agricoltori. Lunedì a Bruxelles il Ministro Centinaio ha confermato che l’Italia condivide l’ambizione della PAC post 2020 ma solo se quest’ultima non comporterà maggiori costi e oneri amministrativi per gli agricoltori, soprattutto se non adeguatamente retribuiti. A detta del ministro italiano la Commissione non può proporre un rafforzamento degli impegni di condizionalità e un maggior peso finanziario delle misure agro-ambientali nel I e nel II pilastro, prevedendo al contempo un taglio al budget agricolo. Attuare pratiche come la rotazione obbligatoria delle colture genera ulteriori costi di produzione e più controlli per l’agricoltore, senza alcuna remunerazione. Per questo Centinaio ha chiesto che i piccoli agricoltori e le zone svantaggiate siano esonerati della condizionalità, per evitare costi eccessivi per le aziende e per gli organi di controllo. Mentre per quanto riguarda lo strumento di gestione dei nutrienti dovrebbe essere implementato nel II pilastro, nell’ambito dei servizi di consulenza aziendale. Per Centinaio l’eco-regime obbligatorio nel 1° pilastro può comportare anch’esso complicazioni tecniche e amministrative per gli agricoltori, rischiando di sovrapporsi alle le misure di sviluppo rurale. Si è anche detto d’accordo a destinare il 30% dei fondi di sviluppo rurale per finanziare misure ambientali-climatiche, ma chiede che in tale quota siano compresi i pagamenti nei confronti delle aree svantaggiate. Il Ministro ha concluso ricordando che l’Europa deve garantire, attraverso l’etichettatura, trasparenza nell’informazione al consumatore e valorizzazione delle produzioni UE.