Si iniziano a vedere i primi risultati dell’impegno profuso con tenacia da Confagricoltura in collaborazione con le imprese del settore rappresentate anche nella Federazione Nazionale Vitivinicola al fine di mobilitare le istituzioni competenti nazionali ed europee per risolvere una barriera al commercio posta dal Giappone all’ingresso del vino italiano. Le dogane giapponesi impongono agli importatori l’obbligo di presentazione di certificati di analisi su alcuni parametri o non rilevabili o già normati da standard sanitari e/o legislativi italiani: queste analisi aggiuntive, che implicano ulteriori costi a carico dei produttori italiani, sono superflue e inutilmente ripetitive. La situazione, denunciata da Confagricoltura al Ministero degli affari esteri e al MAAC (Comitato di accesso al mercato presso la UE al quale partecipa lo stesso MAECI), evidenzia che nel comportamento giapponese si ravvisa una barriera non tariffaria di ostacolo al commercio. Confagricoltura è l’unica organizzazione agricola che si sta occupando della materia e a oggi ha ottenuto il supporto dell’Ambasciata d’Italia a Tokyo, di ICE Tokyo e della Camera di Commercio italiana in Giappone che si sono messi attivamente a disposizione per supportarci ulteriormente nei confronti del Ministero degli Affari Esteri e della Commissione Europea.