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“L’agricoltura italiana di fronte alla crisi internazionale: energia e commercio”: questo il titolo del ciclo di workshop organizzato dal CREA e dal suo Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia, nell’ambito della Rete Rurale Nazionale.

Si inserisce in questa serie di incontri l’appuntamento del 13 luglio “I costi correnti di produzione dell’agricoltura. Dinamiche di breve e lungo termine, effetti degli aumenti dei costi e prospettive per le imprese della filiera”.

Per Confagricoltura parteciperà Vincenzo Lenucci, Direttore dell’Area Politiche europee, competitività, Ufficio Studi.

L’incontro, che si svolgerà on line e che potrà essere seguito sul canale YouTube della Rete Rurale Nazionaleintende analizzare gli effetti sul reddito delle aziende agricole italiane e sulle filiere produttive degli incrementi dei costi di produzione conseguenti alla particolare situazione di mercato e all’aumento dei costi energetici.

Il persistere dell’attuale situazione internazionale rischia di compromettere pesantemente la sostenibilità economica e la permanenza sul mercato di numerose aziende agricole, con effetti negativi anche su alcune produzioni particolari.

Durante il workshop verranno presentati alcuni studi sugli effetti della crisi energetica condotti da CREA e ISMEA. A seguire si svolgerà una tavola rotonda a cui parteciperanno, oltre alle Organizzazioni professionali, anche operatori dei servizi di contoterzismo e l’ISTAT, per analizzare le dinamiche in atto, le possibili contromisure e gli interventi di politica agricola ed energetica attuabili.

I materiali dei precedenti appuntamenti sono disponibili sul sito della Rete Rurale Nazionale, www.reterurale.it.

Dalla Legge 27 aprile 2022 n. 34, proseguiamo la pubblicazione delle misure di interesse per il settore agricolo concernenti lo sviluppo delle energie rinnovabili.
In tema di semplificazione, l’art. 10 estende l’utilizzo del modello unico semplificato agli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 50 Kw e fino a 200 Kw, posti sui tetti degli edifici (ivi compresi strutture e manufatti diversi da questi ultimi), anche delle aziende agricole.
Tramite il modello semplificato, le cui modalità di applicazione saranno definite dal Decreto del Ministro della Transizione entro 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge (2 maggio 2022), sarà anche possibile chiedere al GSE (Gestore dei servizi energetici) il ritiro dell’energia elettrica, oltre che l’accesso ai nuovi sistemi di incentivazione.
Il fotovoltaico in area agricola viene regolamentato dall’art. 11, significativamente modificato in sede di conversione con l’introduzione di pesanti limiti sulla possibilità di accedere in deroga agli incentivi statali per le strutture collocate a terra.
Infatti, la nuova norma conferma gli incentivi solo per gli impianti agrovoltaici sollevati da terra, inserendo però ex novo quelli flottanti su invasi artificiali di piccole o grandi dimensioni. Gli impianti con moduli a terra, ancorché di piccola potenza (fino a 1 Mw), per poter fruire dei sostegni pubblici devono essere commisurati alla superficie aziendale, ovvero non possono occupare più del 10% di quest’ultima, rendendo di fatto antieconomica la loro realizzazione.
Per l’agrovoltaico sollevato da terra occorre attendere le linee guida del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), adottate di concerto con il GSE, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della Legge.

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo, a contrasto dell’emergenza siccità che ha colpito l’Italia nel secondo semestre 2017 e nel primo 2018, ha chiesto il via libera alla Commissione europea per autorizzare l’erogazione degli anticipi dei fondi Ue della politica comune, a favore delle imprese agricole che operano nelle aree rurali più colpite. In particolare l’anticipo fino al 70% per i pagamenti diretti e almeno fino all’85% per il sostegno concesso nell’ambito dello sviluppo rurale.
In base al rapporto di monitoraggio sui fenomeni siccitosi in Italia, presentato dal Crea lo scorso 10 agosto, è emersa, infatti, nel semestre agosto 2017-gennaio 2018, una situazione di generale criticità a livello nazionale in quasi tutte le province italiane, a causa delle temperature particolarmente elevate e assenza di precipitazioni. Situazione che si è andata a consolidare negativamente nel mese di luglio e nella prima decade di agosto, anche a causa di eventi isolati ma particolarmente impattanti.