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4 milioni di euro: è questa la cifra investita dalla Regione Piemonte che verrà utilizzata per distillare 42.000 ettolitri di vino che, a causa della crisi da Covid-19, hanno portato le giacenze ben oltre il livello fisiologico.
Il settore vitivinicolo è estremamente importante per tutto il territorio piemontese: fondamentale per la valorizzazione delle produzioni locali e trainante per l’attività turistica”, dichiara il commissario di Confagricoltura Asti Luciano Nieto. “Questo intervento riconosce quindi la specificità del comparto all’interno dell’economia regionale”.
L’intesa, che verrà formalizzata con atti normativi nelle prossime settimane, è stata raggiunta oggi pomeriggio nel corso di un incontro tra l’assessore regionale all’Agricoltura Marco Protopapa e i rappresentanti della filiera vitivinicola.
Grazie a questa iniziativa – afferma Mariagrazia Baravalle, direttore di Confagricoltura Astiuna parte dei viticoltori potrà affrontare la vendemmia con maggiore serenità, evitando squilibri produttivi”. “Si tratta di una misura quindi importante – conclude il direttore Baravalle – ma certamente non esaustiva per risolvere i problemi del comparto“.
L’intesa raggiunta prevede che vengano distillati circa 5.000 ettolitri di Brachetto d’Acqui docg, 2.000 ettolitri di Piemonte Brachetto e 35.000 ettolitri di vini delle denominazioni Piemonte e Monferrato, nelle diverse tipologie.

Si è svolta ieri una videoconferenza del tavolo agricolo regionale – presente l’assessore regionale all’Agricoltura Marco Protopapa – per discutere della situazione del comparto vitivinicolo e per esaminare, in particolare, gli interventi di diminuzione della produzione in vista della prossima vendemmia (resa selettiva) e della distillazione di emergenza per Covid-19. Per Confagricoltura è intervenuto alla riunione il direttore dell’Unione Agricoltori di Cuneo Roberto Abellonio.
La Regione ha confermato le indicazioni già fornite nel corso della precedente riunione per quanto riguarda la distillazione di emergenza: con uno stanziamento regionale di 4 milioni di euro verranno avviati alla distillazione circa 60.000 ettolitri di vino delle tipologie Acqui docg, Monferrato doc e Piemonte doc. Le domande per l’avvio del prodotto in distilleria, dopo l’approvazione del bando che dovrebbe avvenire già in settimana, potranno essere presentate entro il 15 luglio prossimo.
Per quanto riguarda la resa selettiva il provvedimento verrà emanato a livello nazionale. Al momento la situazione presenta ancora alcuni aspetti da chiarire, in particolare per ciò che attiene alla resa media degli ultimi cinque anni (metodo di definizione) e per la modalità di presentazione delle domande: queste dovrebbero essere raccolte dall’organismo pagatore regionale Arpea ma poi essere valutate complessivamente livello nazionale.  Stante questa situazione la Regione, così come la nostra organizzazione, si è impegnata a chiedere al Ministero un approfondimento per chiarire la materia. Considerando i criteri che intenderebbe adottare il ministero per definire le priorità di accesso alla domanda è prevedibile che i produttori piemontesi non siano incentivati ad aderire alla misura. Seguiranno ulteriori comunicazioni non appena disponibili.

Si è svolta venerdì scorso 19 giugno la videoconferenza del Tavolo Vitivinicolo Regionale (presenti per Confagricoltura il presidente della Sezione Vitivinicola Regionale Gianluca Demaria, il direttore regionale Ercole Zuccaro e il tecnico vitivinicolo dell’Unione Agricoltori di Cuneo Alessandro Bottallo) per esaminare le problematiche del comparto e, in particolare, per valutare le iniziative da adottare per attivare la distillazione di crisi con fondi regionali. Le risorse stanziate a livello nazionale, infatti, che ammontano a 50 milioni di euro, non prevedono la possibilità di distillare vini a denominazione di origine: il Piemonte metterà a disposizione 4 milioni di euro per distillare un quantitativo stimato di 60 – 65.000 ettolitri di vino.
Nei prossimi giorni la Regione, sulla base delle indicazioni elaborate dai consorzi di tutela, dalla Vignaioli Piemontesi e successivamente esaminate dalle organizzazioni professionali agricole, come da nostra richiesta, stabilirà le tipologie di vino da distillare (che dovrebbero essere le denominazioni Piemonte, Monferrato e Acqui per quanto riguarda il Brachetto) e i beneficiari, definendo anche i criteri di priorità da adottare, qualora si registrasse un elevato numero di domande.
Per quanto riguarda il prezzo dei vini da conferire in distilleria verrà applicato un coefficiente di riduzione pari, all’incirca, a quello stabilito a livello nazionale.