Articoli

Nell’ultimo incontro del gruppo Emerging Risk di EFSA – Autorità europea per la sicurezza alimentare – della scorsa settimana si è discusso dell’impatto degli obiettivi del Green Deal sulla sicurezza alimentare. In particolare il Copa Cogeca ha presentato alcuni studi che dimostrano che la riduzione dell’uso dei fitofarmaci deve essere graduale se si vogliono mantenere alti standard qualitativi e di salubrità dei prodotti agricoli.
L’EFSA invece ha presentato uno studio sulla possibilità di utilizzo di metodi alternativi all’uso degli antibiotici negli allevamenti che ancora oggi in alcuni casi sono indispensabili per evitare che la carne sia di minore qualità per la presenza di lesioni dovute a infezioni. Le tecniche di controllo e miglioramento del microbiota degli animali attraverso sostanze probiotiche, l’uso di particolari batteriofagi da inserire nell’alimentazione e l’uso di immunomodulatori potrebbero essere utili per la riduzione dell’uso degli antibiotici senza che siano prodotte lesioni. Ulteriori studi per valutare l’impatto sulla sicurezza alimentare sono necessari però per il loro impego su larga scala.

L’Agenzia per la sicurezza alimentare europea ha recentemente approvato l’uso ai fini alimentari del primo insetto. Si tratta delle larve della tarma della farina, o tenebrione mugnaio (Tenebrio molitor) da cui si può ricavare una farina altamente proteica.
È probabile che possa essere utilizzata principalmente nelle farine animali, affiancandosi all’impiego di proteine vegetali. L’allevamento degli insetti è considerato nella UE un’attività agricola, come d’altronde è l’apicoltura. Il regolamento sull’agricoltura biologica ammette questo tipo d’allevamento, anche se ad oggi mancano i provvedimenti attuativi che ne determinino le specifiche produttive. La Commissione Europea ha avviato uno studio per proporre nei prossimi anni un testo legislativo ad hoc.