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Martedì 18 febbraio la Regione Piemonte ha approvato un provvedimento sollecitato da Confagricoltura che nelle settimane scorse aveva sensibilizzato tutti i capigruppo in Consiglio Regionale. Il provvedimento dispone che il divieto di abbruciamento di materiale vegetale, nel periodo compreso tra il 1° novembre e il 31 marzo dell’anno successivo, possa essere derogato, limitatamente alla combustione dei residui colturali, per un massimo di trenta giorni, anche non continuativi, per i Comuni montani, e per un massimo di 15 giorni, anche non continuativi, per le aree di pianura. Le deroghe potranno essere decise dai sindaci con propria ordinanza, fermo restando i limiti posti dal decreto legislativo 152/2006, che all’art. 182 prevede che i Comuni e le altre amministrazioni competenti in materia ambientale abbiano in ogni momento la possibilità di sospendere, differire o vietare l’abbruciamento delle sterpaglie in tutti i casi in cui sussistano condizioni meteorologiche, climatiche o ambientali sfavorevoli, con particolare riferimento al rispetto dei livelli annuali delle polveri sottili (PM10).
Positivi i commenti della Giunta Regionale: il presidente Alberto Cirio ha sottolineato come la Regione abbia voluto modificare la legge introdotta dall’amministrazione precedente adottando un criterio di buonsenso, per permettere alle migliaia di agricoltori piemontesi di poter svolgere serenamente il proprio lavoro; il vicepresidente e assessore alle Foreste Fabio Carosso ha spiegato come tale modifica normativa sia nata soprattutto dall’esigenza di sostenere l’economia agricola nelle zone montane e collinari, favorendo la corretta gestione dei terreni, nell’ottica anche di una prevenzione dei rischi idrogeologici e di un mantenimento delle coltivazioni agrarie tradizionali con valenza economica, sociale e paesaggistica. In particolare, ciò che che si vuole evitare è che si vengano a creare situazioni di pericolo idrogeologico a causa di accumuli incontrollati di residui vegetali in zone destinate al deflusso dell’acqua.

 

Fonte: Regione Piemonte

 

Foto: Regione Piemonte

La stagione turistica 2018 in Monferrato sta andando oltre ogni più rosea aspettativa, facendo registrare addirittura un incremento rispetto all’anno scorso e per il mese di agosto si attende una conferma di questi risultati positivi. E’ quanto si registra nelle aziende associate a Confagricoltura Asti, che insieme al consorzio turistico Sistema Monferrato ha lavorato intensamente nei mesi scorsi per creare offerte e pacchetti utili a far conoscere un territorio che sta diventando sempre più una meta ambita da turisti italiani e stranieri.
Anche quest’anno lo scenario principale della vacanza monferrina sarà l’agriturismo – afferma soddisfatta Fiorella Riminato, segretaria di Agriturist Piemonte – un successo per il settore confermato dai numeri: ogni anno infatti assistiamo ad un aumento di prenotazioni che oscilla dall’8 al 12% rispetto all’anno precedente”. Un risultato reso possibile anche grazie all’accordo siglato nel mese di aprile, durante il “Vinitaly”, tra AgrituristSistema Monferrato e ilConsorzio Ippostrade Europee. Questi tre enti si sono impegnati a sviluppare anche sul territorio monferrino veri e propri sentieri da percorrere a cavallo, che hanno reso più attrattiva la vacanza in agriturismo. “Le richieste più ambite – continua Riminato – sono appunto le realtà in cui esiste la possibilità di coniugare l’offerta legata al benessere insieme a quella enogastronomica. Sempre più clienti infatti richiedono cibo di qualità, apprezzando soprattutto il contatto diretto tra produttore e consumatore. La vacanza diventa quindi un modo per avvicinare il pubblico alla vita all’aria aperta, educandolo al rispetto dell’ambiente”.
Soddisfazione manifestata anche da Andrea Cerrato, presidente del consorzio turistico Sistema Monferrato, di cui Confagricoltura Asti è ente partner, che plaude ai risultati ottenuti. “Importanti sono i traguardi raggiunti da Sistema Monferrato in questa prima parte del 2018. La Regione Piemonte ci ha nuovamente riconosciuto come Ente di rilevanza regionale – afferma Cerrato – la compagine sociale ha raggiunto i 100 associati e proprio grazie a Confagricoltura Asti l’offerta turistica si sta caratterizzando sul tema del turismo sostenibile ed esperienziale in collina”.
Dello stesso avviso anche Loretta Bologna, Assessore al Turismo e Fondi Europei del Comune di Asti, che sottolinea il trend positivo sui flussi turistici. “I turisti sono aumentati notevolmente negli ultimi 4 anni – dichiara l’assessore Bologna – e provengono principalmente da Italia, Svizzera, Germania, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Norvegia, Regno Unito e Stati Uniti. Ma la novità importante di quest’anno riguarda l’introduzione della nuova legge regionale sulle strutture turistiche extralberghiere. Una legge importante che permette di creare le condizioni migliori per le imprese, con forme e modalità innovative, e rispondenti alle esigenze di mercato”. “Il nostro obiettivo – conclude Bologna – è quello di realizzare, insieme alle altre istituzioni territoriali, un progetto economico finalizzato allo sviluppo e alla promozione del nostro territorio, cercando di attenuare la crisi che ci ha fortemente penalizzati negli ultimi dieci anni”.

Soddisfazione da parte di Confagricoltura Asti per la nuova legge regionale sulla caccia che martedì 12 giugno è stata approvata dal Consiglio Regionale del Piemonte.
Una legge innovativa, che coniuga la tutela della fauna con l’attività venatoria aggiornandola ai nuovi scenari che si sono determinati con il proliferare della fauna selvatica dannosa non solo alle coltivazioni, ma anche all’incolumità dei cittadini, come nel caso di cinghiali e caprioli.
Si tratta di un notevole passo in avanti da parte delle istituzioni dopo svariati tentativi effettuati negli anni precedenti durante i quali si è tentato invano di trovare un punto di incontro tra cacciatori, agricoltori e privati cittadini. Una legge che finalmente conferisce al Piemonte una regolamentazione dell’attività venatoria senza alcun intento punitivo verso i cacciatori e nel pieno rispetto della tutela dell’ambiente e di tutti i cittadini.
Confagricoltura Asti, da anni al fianco degli agricoltori danneggiati dalle innumerevoli specie selvatiche presenti sul nostro territorio, e che in passato aveva proposto abbattimenti selettivi di ungulati, ora plaude a questa nuova normativa.
Siamo finalmente giunti ad un punto di svolta”, ha affermato Roberto Rapetto, imprenditore agricolo, nonché cacciatore associato a Confagricoltura Asti. “Apprezziamo l’impegno da parte delle istituzioni che hanno lavorato molto per giungere a questo traguardo – ha continuato Rapetto non risparmiando tuttavia una vena polemica – si tratta infatti di una legge che era già da introdurre tempo fa per reprimere una fauna selvatica che oggigiorno sembra sempre più incontrollabile“. “E’ necessario – ha concluso Rapetto – intensificare le squadre di caccia già esistenti per cercare di limitare i danni causati da cinghiali e caprioli nei periodi opportuni, ovvero durante la stagione invernale, prima della semina delle colture. Intervenire nei mesi primaverili ed estivi non ha alcun senso”.
Una delle principali novità è senza dubbio il divieto di cacciare durante tutte le domeniche di settembre, con la possibilità per i proprietari dei fondi di vietare la caccia sui propri terreni inserendo misure straordinarie di controllo della fauna selvatica su richiesta delle organizzazioni sindacali agricole e dei sindaci, coinvolgendo anche i proprietari e i conduttori dei fondi danneggiati, purché in possesso di abilitazione venatoria.