C’è bisogno di tecniche produttive all’avanguardia, per far crescere la sostenibilità ambientale del sistema agricolo. In quest’ottica, non è una buona notizia il mancato raggiungimento di un’intesa in seno al Consiglio Agricoltura UE sull’inquadramento delle nuove tecniche genomiche nell’ordinamento dell’Unione”. Così il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti sugli aggiornamenti in arrivo da Bruxelles. “I problemi emersi non sembrano insolubili. Ringraziamo la delegazione italiana per il positivo contributo assicurato alla discussione”, aggiunge.
Ad avviso di Confagricoltura è ancora possibile raggiungere un accordo prima della fine della legislatura. “L’invito che rivolgiamo al Parlamento europeo e alla presidenza di turno belga, che sarà in carica dal 1° gennaio – prosegue Giansanti – è di mantenere il dossier delle tecniche genomiche in cima alla lista delle priorità, per evitare il rinvio delle decisioni alla fine dell’anno prossimo dopo le elezioni al Parlamento UE e l’insediamento della nuova Commissione”.
Sarebbe difficile da comprendere un ritardo di quasi un anno per avviare la messa a disposizione delle imprese agricole di uno strumento innovativo, già utilizzato peraltro in alcuni dei grandi Paesi produttori nostri competitor, che consente di salvaguardare le produzioni, riducendo allo stesso tempo la pressione sulle risorse naturali”, conclude il presidente di Confagricoltura.

All’assemblea invernale di Confagricoltura si è parlato anche di click day. La Confagricoltura ha apprezzato l’intervento del Governo che consente di programmare, in una prospettiva triennale, le necessità di manodopera stagionale, e ha anche aumentato le quote d’ingresso per i lavoratori stranieri (82.550), in particolare di quelle riservate alle associazioni agricole (40.000).
La Confederazione, inoltre, plaude allo sforzo organizzativo delle proprie strutture territoriali che, oltre a caricare sul portale del Ministero dell’Interno le numerose istanze per conto delle aziende agricole associate, hanno espletato l’iter di controlli preventivi, come richiesto dalle nuove norme di semplificazione, sollevando gli ispettorati territoriali da questo onere.
Anche se le quote sono aumentate, resta il timore, a causa della cronica carenza di manodopera in agricoltura, che ancora una volta il numero delle domande possa superare le quote messe a disposizione. Persiste, inoltre, la preoccupazione per i tempi di completamento delle procedure, alla luce di quanto avvenuto in occasione del precedente click day che ha visto un grave ritardo nel rilascio dei visti di ingresso agli stranieri provenienti da alcuni Paesi (Nord Africa, India e Pakistan), precludendo in alcuni casi l’instaurazione del rapporto lavorativo.
Un terzo della manodopera in agricoltura è di nazionalità straniera, con una crescita elevata di quella extracomunitaria, che rappresenta circa il 70%. Tra i Paesi di provenienza – rimarca Confagricoltura – predomina l’Africa, in particolare Marocco, Tunisia, Senegal, Nigeria e Mali. Rilevante anche la quota di manodopera non comunitaria proveniente dell’Est Europa, in particolare Albania e Macedonia, e dall’Asia: India e Pakistan.

Giansanti: “Continueremo ad impegnarci al massimo per contribuire al progresso dell’Italia e dell’Europa”

Si chiude un anno che deve farci riflettere: cambiamenti climatici e conflitti ci fanno capire che l’agricoltura è un settore strategico e che, come Italia, dobbiamo raggiungere il 100% della capacità produttiva”. Così il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti all’assemblea invernale, che ha visto la partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dei Ministri Antonio Tajani, Matteo Salvini, Francesco Lollobrigida e, con contributi video, della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.
Il nuovo modello agricolo di cui il Paese ha bisogno passa attraverso investimenti e riforme. Un appello che il ministro Lollobrigida ha accolto annunciando, tra l’altro, interventi immediati a sostegno delle polizze assicurative e una riforma generale del sistema per consentire alle imprese di affrontare le emergenze climatiche e le epizoozie. Una riforma che punterà su un nuovo approccio alla gestione del rischio da parte di tutto il settore.
Dall’Auditorium Parco della Musica di Roma, palcoscenico dell’affollata assemblea confederale, arriva l’unanime convinzione dell’agricoltura quale leva fondamentale dello sviluppo economico e sociale del Paese.
Un concetto evidenziato anche dal Presidente Mattarella nel suo discorso alla platea degli imprenditori. “L’Italia – ha affermato – può giocare d’iniziativa a tutto campo in una stagione che vede insieme alimentazione, tutela dell’eco-sistema, governo del territorio e valorizzazione dei beni ambientali. È necessario rendere tutti consapevoli di quanto centrale sia oggi l’agricoltura”.
Lo dimostrano i dati: oltre 60 miliardi di euro di export per il Made in Italy agroalimentare con un trend in crescita; quasi 1,4 milioni di addetti; una filiera che rappresenta il 16% del Prodotto Interno Lordo nazionale. Non solo cibo. L’agricoltura concorre anche per quasi il 10% alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
La sicurezza alimentare deve essere uno dei temi prioritari della presidenza italiana del G7 – ha commentato Giansanti – così come occorre ripensare la Politica Agricola Comune a fronte dell’ingresso di nuovi Paesi nella UE dopo un adeguato periodo transitorio”.
Tra meno di un anno si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo. A seguire si insedierà una nuova Commissione. Tra i primi impegni che dovrà affrontare l’Esecutivo UE – ha spiegato – spiccano proprio le proposte sul bilancio pluriennale dopo il 2027 e una nuova riforma della Pac”.
Come imprenditori siamo consapevoli che operiamo al centro di un sistema di valori più ampio di quello economico. Per questo, continueremo ad impegnarci al massimo all’interno delle nostre imprese per contribuire al progresso dell’Italia e dell’Europa”, ha concluso Giansanti.

All’Assemblea è presente anche Asti Agricoltura con il presidente Gabriele Baldi e il direttore Mariagrazia Baravalle

 

Alcune immagini dell’Assemblea di Confagricoltura

 

 

Arpea comunica che, in merito ai controlli di condizionalità 2023, relativi alla sicurezza alimentare (CGO4 per i soli controlli trascinamenti e CGO5 per la nuova programmazione), si precisa che sono soggette alla tenuta del registro/documentazione tutte le movimentazione di foraggi effettuate anche dalle aziende senza allevamenti. Per beneficiare della PAC la coltura va portata allo stadio di raccolta, anche se non è obbligatorio che sia completa. Se però un’azienda dispone di un’elevata superficie di prato (ad esempio, 10 ettari) è necessario aver venduto un po’ del fieno prodotto oppure averlo stoccato in cascina.
Altro obbligo a cui deve sottostare un’azienda che produce materie prime riconducibili alla filiera zootecnica è l’iscrizione prevista dal regolamento “Igiene dei mangimi” – Reg. (CE) 183/2005.
Inoltre tutte le aziende che stoccano più di 300 quintali di cereali devono attivare su SIAN (tramite il proprio SPID oppure CNS) il registro informatizzato dei cereali e registrare i movimenti nel successivi 3 mesi.
La registrazione degli alimenti deve essere fatta per tutta la produzione aziendale, mentre per i mangimi acquistati può essere sufficiente tenere le fatture insieme al registro. Si consiglia comunque una trascrizione di tutte le fatture.

In allegato un modello di registro

Registro Approvvigionamento e stoccaggio alimenti

Il 29 novembre scorso Confagricoltura ha preso parte a un incontro con l’Autorità distrettuale del fiume Po per discutere di alcuni temi legati alla gestione delle risorse idriche e delle progettualità sul fiume Po, a partire dal piano di rinaturazione finanziato dal PNRR. Nel corso dell’incontro, a cui ha partecipato per Confagricoltura Piemonte Marco Boggetti dell’Area Ambiente, oltre ai rappresentanti territoriali delle regioni coinvolte, nonché rappresentanti delle filiere più colpite dal progetto di rinaturazione (come quella del pioppo), l’Autorità ha condiviso la necessità di istituire in breve tempo un Tavolo permanente di confronto con le organizzazioni agricole. Su questo aspetto è stata anche ribadita l’esigenza di istituire parallelamente dei gruppi di lavoro sui temi più tecnici (ad esempio il deflusso ecologico, i nitrati e la modifica pennelli di navigazione).
Riguardo al progetto di rinaturazione è stata invece rimarcata la necessità di proseguire con i lavori, seppur condividendo le criticità della precedente pianificazione, a partire dal mancato coinvolgimento attivo delle rappresentanze dei diversi portatori di interessi. A tale riguardo, il Ministero dell’Agricoltura avrà il sostegno dell’Autorità per divenire parte della cabina di regia istituzionale, mentre gli stakeholder agricoli saranno direttamente coinvolti nella fase di definizione delle schede di intervento, già in parte modificate accogliendo le richieste dei diversi soggetti coinvolti, specialmente per la coltura del pioppo.
Infine, Confagricoltura ha chiesto di effettuare alcuni approfondimenti sulla regimazione/bacinizzazione del Po, specialmente in alcune aree dove questo intervento può apportare benefici anche dal punto di vista del turismo e della produzione di energia idroelettrica, oltre che costituire uno strumento valido per rendere il territorio più resiliente alla siccità e alle alluvioni. Sul l’intenzione di Confagricoltura è quella di organizzare un convegno nazionale sul futuro del fiume, che possa portare ad un tavolo di discussione anche le buone pratiche europee come quella rappresentata dal fiume Rodano