Il 20 maggio il Tar ha accolto il ricorso delle associazioni ambientaliste e animaliste, tra le quali LAC, LAV e Legambiente contro la Regione sul calendario venatorio. La sentenza stabilisce che “tutti i capi di fauna selvatica dovranno essere annotati immediatamente sul tesserino venatorio regionale da parte del cacciatore anche nelle aziende private di caccia“. La Regione nei prossimi giorni dovrà pubblicare il calendario venatorio 2020/2021 e le associazioni ricorrenti hanno già annunciato che vigileranno sull’operato della Regione. Confagricoltura Asti continua ad adoperarsi per il contenimento degli ungulati, ma nel frattempo, in mezzo a questa “guerra” di sentenze, auspica che non sia l’agricoltura il comparto ad essere maggiormente danneggiato.