La Bottega del Grignolino di Portacomaro ha riaperto ufficialmente i battenti dopo anni di inattività. Martedì 30 gennaio, alle ore 18,30, è avvenuta la cerimonia di inaugurazione in presenza di numerose autorità. Oltre al sindaco di Portacomaro Valter Pierini che ha fatto gli onori di casa, hanno partecipato molti altri primi cittadini del territorio; ospite d’onore il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino che ha espresso parole di elogio per la nuova apertura di una struttura storica per la ricettività monferrino-astigiana.
Si tratta di un momento storico”, ha affermato il presidente Chiamparino, che è originario del paese astigiano, “non solo per il paese, ma per l’intero territorio del Monferrato”.
Ora finalmente Portacomaro ha di nuovo il suo fiore all’occhiello”, ha dichiarato Andrea Cerrato, presidente dell’associazione “Bottega del Grignolino”, “la riapertura dell’enoteca di Portacomaro ha un forte significato di rinascita per questa terra. La Bottega del Grignolino sarà un luogo di incontro del Monferrato, tra Astigiano e Casalese, dove il protagonista sarà il Grignolino, ma anche le storie dei vignaioli che con fatica tutti i giorni con il loro lavoro tutelano un territorio che è Patrimonio dell’Unesco”.
Come amministrazione comunale siamo molto orgogliosi di aver riportato in vita un simbolo del paese”, ha affermato soddisfatto il sindaco Pierini, “il torrione trecentesco era chiuso dal 2008 e l’attento lavoro di ristrutturazione ha dato ottimi risultati, riconsegnando alla popolazione un locale completamente rinnovato, pronto ad ospitare turisti sempre più numerosi”.
La Bottega del Grignolino torna ad essere quindi protagonista grazie ad un’associazione (espressione di Comune, Pro Loco e Produttori), di oltre trenta produttori associati, ma soprattutto grazie alla Regione Piemonte e al Comune di Portacomaro. La sua gestione per i prossimi anni è stata affidata a Marco Baggi, chef astigiano, storico titolare della Locanda Astesana.

 

Alcune foto dell’inaugurazione della Bottega del Grignolino

Al fine di avere un quadro chiaro sull’efficacia dei programmi di sviluppo rurale nella programmazione 2007-2013 per proporre eventuali modifiche della legislazione, la Commissione europea ha lanciato una rivolta ai cittadini e alle parti interessate https://ec.europa.eu/eusurvey/runner/9112b2a7-7499-4321-b709-a610021d818a?draftid=ee75ea99-afe9-4dd8-8314-0bad5b2d60fa&surveylanguage=IT

La consultazione, che durerà fino al 20 aprile 2018, ha l’obiettivo di valutare che cosa ha funzionato e che cosa meno durante il precedente periodo di programmazione; ciò al fine di migliorare la politica di sviluppo rurale in futuro. Tra le domande del questionario, vi sono quelle relative alla misura in cui i programmi di sviluppo rurale abbiano migliorato la competitività dell’agricoltura e della silvicoltura, contribuito a migliorare l’ambiente e le campagne, nonché a migliorare la qualità della vita nelle zone rurali e a diversificare l’economia rurale. Gli esiti della consultazione saranno tenuti in considerazione nell’elaborazione delle proposte legislative che faranno seguito alla pubblicazione della Comunicazione sul futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura dello scorso novembre. Tutti gli agricoltori sono invitati a contribuire alla consultazione, compilando il questionario in linea con le esigenze più volte espresse dalle imprese. Per Confagricoltura lo sviluppo rurale è una politica fondamentale per garantire investimenti, innovazione, tutela del territorio, occupazione e tenuta economica nelle aree più svantaggiate o remote. È necessario, tuttavia, intervenire affinché i fondi di sviluppo rurale si concentrino maggiormente ed esclusivamente sulle imprese agricole e non vadano dispersi. È, inoltre, necessario fare in modo che i Piani di Sviluppo Rurale siano più snelli, più flessibili e che non generino spreco di risorse, evitando per quanto possibile il disimpegno (e quindi la perdita) di importanti risorse. Confagricoltura chiede un alleggerimento della programmazione e una maggiore flessibilità per gli Stati membri negli aspetti puramente gestionali (calcolo dei premi, criteri di ammissibilità delle spese, modifiche dei PSR, etc). Infine, una ulteriore forma di flessibilità potrà essere immaginata a livello delle somme che comunque, nonostante la semplificazione, potranno andare al disimpegno: si potrebbe immaginare che lo Stato membro possa decidere di riutilizzare le somme anche attraverso un trasferimento di quei fondi dal 2° al 1° pilastro.

Enapra, ente di Formazione di Confagricoltura e Intesa Sanpaolo danno appuntamento alle aziende agricole ed agroalimentari il 19 febbraio p.v. presso il Grattacielo Intesa Sanpaolo a Torino per presentare Skills4Agri.
Si tratta del progetto formativo per lo sviluppo delle competenze rivolto ai dipendenti delle aziende agricole e agro-alimentari e ai dipendenti del sistema associativo.
Un’ iniziativa di formazione continua – questa progettata da Enapra e Intesa Sanpaolo Formazione – con l’obiettivo di sostenere la crescita e lo sviluppo delle imprese del settore.
L’obiettivo è quello di fornire alle aziende agricole e agroalimentari una visione di insieme degli strumenti e delle opportunità di miglioramento dei processi, dei prodotti e di ricerca di nuovi mercati, per essere competitive e al passo con la continua evoluzione degli scenari economici nazionali e internazionali.
Alla presentazione del progetto seguiranno le case history di aziende che, proprio attraverso l’innovazione (e la formazione quindi), sono diventate riferimento per le rispettive filiere.
Per informazioni e adesioni 06.6852218 info@enapra.it

E’ stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il DPCM 15 dicembre 2017 con il quale viene programmato l’ingresso in Italia, per l’anno 2018, di 30.850 lavoratori non comunitari (18.000 per motivi di lavoro subordinato stagionale nei settori agricolo e turistico-alberghiero; 12.850 per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo). Le istanze di nulla osta per lavoro stagionale nel settore agricolo possono essere precompilate a partire dalle ore 9:00 del 24 gennaio 2018 per poi essere inviate a partire dalle ore 9:00 del 31 gennaio 2018 e fino al 31 dicembre 2018.

Per maggiori informazioni, il nostro ufficio paghe è a Vostra disposizione

Le imprese agricole possono ottenere l’assegnazione di carburante agevolato (ossia con accisa ridotta) per lo svolgimento delle lavorazioni dei terreni. Lo scorso anno un provvedimento dell’Agenzia delle Dogane aveva complicato l’adempimento, obbligando i conduttori di terreni agricoli ottenuti in comodato verbale (per esempio, terreni di proprietà del padre condotti dal figlio) a produrre un contratto in forma scritta e registrato all’Agenzia delle Entrate. Confagricoltura, intervenendo nei confronti dei Ministeri dell’Economia e delle Politiche agricole, era riuscita a ottenere una semplificazione della procedura. Infatti, l’Agenzia delle Dogane, con una propria nota del 16 gennaio 2018 ha chiarito che, “fermo restando la necessità di un riconoscimento univoco del soggetto legittimato all’agevolazione, è ammessa la possibilità di comprovare il titolo di conduzione su base dichiarativa”.

La questione però non si è ancora chiusa, dal momento che la Regione Piemonte non ha risolto il problema dal punto di vista burocratico e informatico, per cui a tutt’oggi la semplificazione della procedura di assegnazione del carburante agevolato non trova attuazione nella nostra regione.

“La Pubblica Amministrazione sostiene che si stanno semplificando gli adempimenti burocratici, ma in realtà anche le procedure più semplici vengono costantemente complicate”, rileva il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia. “La responsabilità dei disagi ricade su più soggetti, ma a farne le spese sono sempre le imprese agricole, costrette a dedicare tempo ed energie per attenersi a procedure assurde, che generano costi che a loro volta gravano sulla competitività dell’intero sistema. Chiediamo alla Regione – conclude il presidente Allasia – un’assunzione di responsabilità e una velocizzazione delle pratiche, per evitare ulteriori danni ai conduttori dei terreni agricoli”. (foto Terra&Vita)