E’ stato finalmente pubblicato il Decreto Ministeriale che proroga le scadenze della revisione dei trattori e delle macchine agricole e individua nuovi percorsi organizzativi e procedure che consentano uno svolgimento corretto delle operazioni.
Qui di seguito le nuove date previste per le revisioni:

Veicoli immatricolati entro il 31 dicembre 1983:
revisione entro il 30 giugno 2021

Veicoli immatricolati dal 1° gennaio 1984 al 31 dicembre 1995:
revisione entro il 30 giugno 2022

Veicoli immatricolati dal 1° gennaio 1996 al 31 dicembre 2018:
revisione entro il 30 giugno 2023

Veicoli immatricolati dopo il 1° gennaio 2019 :
revisione al quinto anno entro la fine del mese di prima immatricolazione

Per visualizzare o scaricare il testo completo della nuova legge è possibile cliccare sul link sottostante:

Decreto_numero_80_del_28-02-2019

Mercoledì 17 luglio, alle ore 17, a Palazzo della Valle, sede di Confagricoltura, si svolgerà la cerimonia di assegnazione della prima edizione del “Premio nazionale per l’innovazione in agricoltura”.
Il Premio, indetto a dicembre dello scorso anno, vuole mettere in luce l’ampia e articolata offerta di soluzioni tecnologiche, di prodotto, di processo ed organizzative che le aziende agricole adottano ed il ruolo, troppo spesso ancora sottovalutato, degli imprenditori agricoli come motore dello sviluppo economico del territorio in cui operano.
Indirizzato a tutte le aziende agricole che abbiano sviluppato o implementato negli ultimi tre anni soluzioni innovative, il premio prevede tre categorie: Nuove frontiere (innovazioni tecnologiche relative a processi, prodotti e servizi, applicati a livello di impresa); reti, filiere (soluzioni innovative intraprese tra due o più attori); Smart land, Smart city (innovazioni che mettano in relazione le aree rurali con quelle urbane e progetti capaci di unire arte, turismo e cultura, creando sinergie fra la dimensione agricola e quella culturale nelle sue varie forme). Le candidature sono state selezionate da una giuria composta da autorevoli rappresentanti del mondo imprenditoriale ed accademico.
Tre i vincitori in ciascuna categoria, che saranno premiati dal presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti alla presenza di esponenti del mondo politico e istituzionale.

Sul sito web del Ministero delle Politiche Agricole è pubblicato il decreto numero 12.550 del 21 dicembre 2018 che definisce i requisiti minimi e le modalità relative all’attività da svolgere per le aziende che praticano agricoltura sociale.
Possono essere riconosciute come soggetti che erogano servizi di agricoltura sociale le imprese agricole, singole o associate le cooperative sociali, il cui reddito di attività agricola sia superiore al 30% del totale. L’attività di agricoltura sociale è considerata connessa all’attività agricola. Per ulteriori informazioni contattare gli uffici di Confagricoltura Asti.

Qui sotto il link dal quale è possibile visualizzare e scaricare il Decreto relativo alla Legge 141 del 18 agosto 2015

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/14035

 

In Piemonte al 31.12.2018 (scrive Rodolfo Bosio, giornalista economico del Corriere della Sera sul suo blog http://www.enordovest.com/2019/07/imprese-agroalimentari-calo-del.html ) erano attive 65.849 imprese agroalimentari, il 7,8% in meno rispetto a fine 2013, quando erano 71.439 (il calo regionale negli ultimi cinque anni è più che doppio della media italiana, che è stata del 3,6%, dato le imprese attive al 31 dicembre 2018 in tutto il Paese erano 977.092 mentre erano 1.013.414 alla stessa data 2013. Per quanto riguarda le singole province piemontesi, ecco il numero delle imprese dell’agroalimentare attive a fine 2018 e, tra parentesi, a fine 2013: Alessandria 9.117 (10.492), Asti 6.993 (7.824), Biella 1.890 (2.040), Cuneo 22.228 (24.076), Novara 2.984 (3.144), Torino 18.726 (19.688), Verbania 1.110 (1.130), Vercelli 2.801 (3.045).In percentuale – rileva Bosio –  i cali maggiori sono stati registrati nelle province di Alessandria (-13,1%), Asti (-10,6%) e Vercelli (-8%); i minori in quelle di Verbania (-1,8%), Torino (-4,9%) e Novara (-5,1%). In mezzo le province di Cuneo (-7,7%) e Biella (-7,4%).La provincia di Cuneo si trova al quinto posto nella graduatoria nazionale per numero di imprese dell’agroalimentare, preceduta soltanto dalle province di Salerno (circa 25.000), Roma e Foggia (28.000 ciascuna) e Napoli, prima con poco più di 30.000. Torino è settima con quasi 19.000. In mezzo alle due piemontesi si trova Catania con 20.000. Nessun’altra provincia subalpina figura nell’elenco delle prime trenta.

 

(foto tratta da: agronotizie.imagelinenetwork.com)

Mercati, sostenibilità, filiere: sono i tre pilastri sui quali ha preso il via il lavoro del Comitato tecnico nazionale di Confagricoltura, che si è riunito ufficialmente a Roma per delineare le strategie a breve e lungo periodo del settore primario, sulla base della situazione generale e delle emergenze in atto.
Il Comitato è composto dai presidenti delle 24 Federazioni Nazionali di Prodotto (FNP), rappresentative dei settori di produzione o settori economici di rilevanza agricola, ambientale e territoriale.
Dal dibattito con i presidenti delle FNP sono emerse alcune priorità, accomunate dall’intento di dare più valore all’agricoltura per l’ecosistema: lavorare in sinergia sia sul mercato interno, che presenta elementi di forte criticità per alcuni comparti, sia su quelli mondiali, fortemente condizionati dagli accordi commerciali internazionali. A riguardo è stata messa in luce la necessità di una promozione mirata e di un sistema di etichettatura in grado di rispondere alle esigenze specifiche dei singoli settori. E’ stata ribadita l’importanza della reciprocità, con regole comuni all’interno del mercato in materia di condizioni e costi del lavoro, rispetto delle norme e ambientali e sociali.
Per molte produzioni occorre lavorare contro le fake news, favorite dalla diffusione senza controllo sui social e capaci di avere pesanti ripercussioni sull’andamento economico delle aziende e dei settori produttivi.
Il Comitato ha riaffermato infine l’importanza della formazione all’interno delle imprese, e della ricerca, che non deve essere mero esercizio accademico, ma fortemente calata sulla realtà delle aziende che vogliono essere competitive.