Venerdì scorso (23 giugno), assieme ad altri rappresentanti di altre organizzazioni della filiera vitivinicola, Confagricoltura ha incontrato il capo dipartimento e il direttore generale dell’ICQRF (Repressione Frodi) per discutere dell’entrata in vigore dell’obbligo di tenuta in forma dematerializzata dei registri di cantina. L’Ispettorato si è dimostrato ben consapevole delle situazioni di difficoltà in cui operano numerose aziende, di tutte le dimensioni, sul territorio italiano (ritardi, disfunzionalità legate al SIAN, necessità di allineamento dei registri/movimentazioni aziendali a seguito dell’aggiornamento del software e dei codici DOP/IGP) e non ha intenzione di penalizzare gli operatori che hanno lavorato durante la fase di sperimentazione/periodo di accompagnamento. Al 1° giugno, secondo i dati dell’Ispettorato, 17.000 sono i soggetti iscritti al SIAN, il 90% del totale dei soggetti obbligati alla tenuta dei registri. L’entrata in vigore del provvedimento non sarà prorogata, ma l’attenzione dell’Ispettorato in fase di controllo in cantina si concentrerà su quei soggetti che non hanno ancora effettuato la registrazione e su quegli operatori che non hanno comunicato le giacenze al primo gennaio 2017. A questi soggetti sarà applicata una diffida e, successivamente, una sanzione. Per quanto riguarda gli altri operatori, fermo restando l’obbligo di trasmissione dei dati in ambiente reale SIAN, in caso di visite ispettive in cantina, gli operatori dovranno essere in grado di giustificare le giacenze a quella data. In conclusione, l’Ispettorato non sembra purtroppo intenzionato ad estendere la proroga del periodo di accompagnamento (è esclusa la modifica dell’attuale DM), né a prevedere un cosiddetto “doppio binario” (registro telematico e registro cartaceo/registro aziendale/documentazione giustificativa) che, a parere del Ministero, non sarebbe in grado di garantire i controlli, specialmente durante la fase della vendemmia.