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PESTE SUINA AFRICANA: LE RICHIESTE DI CONFAGRICOLTURA AL PARLAMENTO

A livello nazionale Confagricoltura è intervenuta sulla situazione della PSA nell’audizione davanti alla Commissione Bilancio del Senato in merito alla conversione in legge del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4 recante misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da Covid-19.
Gli eventi eccezionali che si stanno verificando nel settore suino e avicolo – ha spiegato Confagricoltura – rappresentano aggravanti, dal carattere emergenziale, che frenano la difficile ripresa delle imprese agricole nello scenario pandemico. I notevoli rincari dei costi legati all’approvvigionamento di energia elettrica e gas, nonché dei fitofarmaci – determinano, anche per le imprese agricole, non incluse purtroppo tra le energivore, disposizioni che consentano di intervenire in maniera tempestiva con misure finanziarie, quali ad esempio un contributo straordinario una tantum.
Confagricoltura ha inoltre sottolineato la necessità di un sostegno alla liquidità delle imprese agricole, a fronte della fine delle moratorie bancarie e delle sospensioni fiscali e previdenziali, nonché del succedersi di eventi calamitosi ed epizoozie, attraverso la rinegoziazione ventennale del debito bancario, assistita da garanzia gratuita ISMEA, con una dotazione di 10 milioni di euro.
I casi accertati di peste suina africana – ha chiarito Confagricolturadestano grave preoccupazione, anche alla luce del proliferare incontrollato della fauna selvatica. Esprimiamo dunque il nostro apprezzamento per l’articolo 26 del provvedimento che, introducendo misure urgenti a sostegno del settore suinicolo, affronta l’emergenza nel settore legata al rischio della possibile diffusione del virus della PSA, prevedendo in particolare l’istituzione di due Fondi con dotazione finanziaria per complessivi 50 milioni di euro, uno di parte capitale ed uno di parte corrente. In relazione, infine, alle misure restrittive disposte al fine di contenere la diffusione del virus nei territori dove sono stati registrati i focoloai, chiediamo infine la proroga dei soggetti esercenti che conducono attività di allevamento suinicolo e avicolo nonché attività alberghiere – ivi compresi gli agriturismi – ricreative e di ristorazione, aventi il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nei territori identificati dal decreto ministeriale di cui al comma 2, al 31 dicembre 2022, con possibilità di pagamento fino ad un massimo di 6 rate mensili fino a giugno 2023, i termini dei versamenti che scadono nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2022 ed il 31 dicembre 2022 relativi alle ritenute alla fonte di cui agli articolo 23 e 24 del decreto del Presidente della repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta; all’imposta sul valore aggiunto; ai contributi previdenziali e assistenziali, e ai premi per l’assicurazione obbligatoria”.