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La Conferenza Stato-Regioni del 5 novembre scorso ha sancito l’intesa sulla proposta di riparto regionale dell’importo di 110 milioni di euro destinati a finanziare gli interventi compensativi in favore dei produttori che l’anno scorso hanno subito danni alle coltivazioni causate dalla cimice asiatica (Halyomorpha halys).
I contributi sono stati destinati a Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia. L’importo stanziato è di 70 milioni per il 2020 e di 20 milioni per ciascuna delle due annualità 2021 e 2022. Il riparto è stato effettuato sulla base dei danni riconosciuti dalle istruttorie regionali.
Il Piemonte ha rilevato 12,122 milioni di euro di danni, ma purtroppo le risorse stanziate non saranno sufficienti a coprire l’80% dei danni come prevede la normativa al riguardo. Al Piemonte andranno 6,797 milioni di euro, di cui 4,325 milioni nel 2020 e 1,236 milioni per ciascuna delle annualità 2021 e 2022. La Regione, in base alle disposizioni che verranno definite dal Ministero dovrà attivare le procedure per il ristoro delle imprese: Confagricoltura chiede che si proceda subito, anticipando le risorse a livello regionale, a una completa liquidazione dei danni. “L’intera vicenda dell’emergenza cimice asiatica – dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonteha evidenziato le criticità dell’attuale sistema di indennizzi: Confagricoltura ritiene che sia ormai indifferibile e urgente la revisione del quadro normativo in materia e per questo chiediamo alla Regione e al Governo di intervenire per individuare un meccanismo che consenta un completo ristoro dei danni subiti dalle imprese agricole”.
Confagricoltura Piemonte ricorda che il Programma Nazionale di Lotta Biologica 2020 per il controllo della cimice asiatica ha previsto lanci di lotti dell’insetto antagonista del parassita, la “Trissolcus japonicus” (vespa samurai). “Nell’estate scorsa, in alcuni siti campione del territorio piemontese – chiarisce Ercole Zuccaro direttore di Confagricoltura Piemontesono stati effettuati i lanci e i primi effetti sulle coltivazioni si potranno osservare il prossimo anno, quando l’insetto si sarà riprodotto in modo tale da poter contenere la popolazione della cimice. La lotta biologica può contribuire, seppur in tempi non rapidi, all’effettiva soluzione del problema e per questo invitiamo gli agricoltori a sostenere queste pratiche di difesa, nell’interesse della qualità delle produzioni e della tutela dell’ambiente”.

Delibera_Conferenza Stato Regioni

Si ricorda che scade sabato 18 luglio 2020 il termine per presentare le domande per ottenere il contributo per il ristoro dei danni causati dalla cimice asiatica (Halyomorpha halys). Per presentare domanda le aziende devono aver subito un danno nel 2019 superiore al 30% della produzione lorda vendibile. In fase di istruttoria saranno quantificati i danni dai documenti contabili in possesso dell’azienda, rapportando le fatture di vendita dei prodotti ortofrutticoli del 2019 con gli anni 2018 e 2017.
Le imprese aderenti alla misura non devono aver sottoscritto polizze assicurative agevolate o aderito a fondi di mutualizzazione a copertura dei danni causati da attacchi di Halyomorpha halys ai sensi del piano assicurativo agricolo annuale di riferimento. Per la presentazione delle domande i frutticoltori interessati possono rivolgersi all’Ufficio Tecnico di Confagricoltura Asti.

La Regione Piemonte, con la Deliberazione della Giunta Regionale del 28 febbraio 2020, n. 31-1083, ha individuato come area dei danni causati da cimice asiatica (Halyomorpha halys) in Piemonte l’intero territorio regionale, all’interno del quale è stato stimato un importo totale di danni alle produzioni pari a 180 milioni di euro. Pertanto, la Giunta regionale ha stabilito di richiedere al Ministero delle Politiche Agricole il riconoscimento dell’eccezionalità dell’evento, come sancito dalla legge n. 160/2019. Successivamente, con il Decreto dell’8 aprile 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 giugno 2020, il MIPAAF ha quindi concesso la possibilità agli agricoltori di presentare domanda di risarcimento danni. Le domande devono essere presentate entro 45 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto 8 aprile 2020: pertanto la scadenza è fissata per il 18 luglio 2020 (questo termine ultimo cade di sabato e non saranno concesse deroghe sulla scadenza).
Per presentare la domanda le aziende devono aver subito un danno nel 2019 superiore al 30% della produzione lorda vendibile. In fase di istruttoria saranno quantificati i danni dai documenti contabili in possesso dell’azienda, rapportando le fatture di vendita dei prodotti ortofrutticoli del 2019 con gli anni 2018 e 2017.
Le imprese aderenti alla misura non devono aver sottoscritto polizze assicurative agevolate o aderito a fondi di mutualizzazione a copertura dei danni causati da attacchi di Halyomorpha halys ai sensi del piano assicurativo agricolo annuale di riferimento. Per la presentazione delle domande i frutticoltori interessati possono rivolgersi all’Ufficio Tecnico di Confagricoltura Asti.

Vespa samurai contro cimice asiatica: sembrerebbe il titolo di un film, invece è pura realtà ed è l’anticipazione di un possibile “duello” che si prefigurerà in futuro nelle nostre campagne. Uno scontro che vede contrapporsi da un lato uno degli attuali parassiti più pericolosi per le colture agricole, e dall’altro un insetto nativo del Giappone, antagonista naturale del parassita. La cimice asiatica rappresenta un vero e proprio flagello per il comparto agricolo, che continua a subire innumerevoli e pesantissimi danni. Nel 2019 l’agricoltura piemontese ha registrato una perdita di fatturato di circa 170 milioni di euro, mentre su tutto il territorio nazionale i danni si sono aggirati intorno ai 600/700 milioni.
Mariagrazia Baravalle, direttore di Confagricoltura Asti ricorda: “Lo scorso anno la nostra Organizzazione ha sottoscritto un protocollo con la Fondazione Agrion proprio per attivare una rete di monitoraggio della cimice sul territorio piemontese ed il progetto vede anche la collaborazione delle associazioni di produttori e della Ferrero HCo”. Tra i capisaldi di questa partnership, vi è una comunicazione efficace e mirata indirizzata a tutti i corilicoltori, tramite l’invio di periodici bollettini tecnici che indicano il momento ideale per la lotta alla cimice, limitando i trattamenti fitoiatrici. Questo progetto ha permesso fino ad oggi di contenere i danni causati da questo parassita.
Il Programma Nazionale di Lotta Biologica 2020 per il controllo in Italia della cimice asiatica prevede infatti, in caso di esito positivo dell’istruttoria relativa allo “Studio di Analisi del rischio”, lanci di lotti di questo insetto in 712 siti distribuiti in 11 regioni e nelle 2 province autonome di Trento e Bolzano.
I siti di lancio di “Trissolcus japonicus” (vespa samurai) sono distinti per 3 macrocategorie: 1) Aree verdi adiacenti a colture gestite con Piani di Difesa Integrata (frutteti e seminativi); 2) Aree verdi adiacenti a colture gestite nell’ambito dell’agricoltura biologica; 3) Corridoi ecologici, siepi, vegetazione di argini.
In Piemonte sono previsti 100 siti di distribuzione di vespa samurai.
Il cronoprogramma prevede lanci nel corso del mese di giugno e nei mesi successivi verrà monitorato lo sviluppo”, dettaglia Enrico Masenga, consulente tecnico specialistico di Confagricoltura Asti. “I primi effetti sulle coltivazioni saranno visibili solamente dal prossimo anno, quando l’insetto si sarà riprodotto in diversi esemplari, sufficienti a limitare la popolazione della cimice”. “Come ogni processo biologico naturale anche questo richiede anni di tempo e sarebbe sbagliato aspettarsi risultati immediati”, conclude Masenga. “A differenza della lotta chimica, i cui effetti sono riscontrabili fin da subito, ma tendono a dissolversi nel corso del tempo, la lotta biologica è lenta all’avvio, ma è assolutamente duratura”.
Recentemente la Regione Piemonte ha aperto un bando per il risarcimento dei danni subiti nel 2019 dalla cimice asiatica. Le aziende con un danno superiore al 30% posso presentare domanda, tramite il proprio CAA di riferimento, entro il 18 luglio 2020, documentando il danno subito con le fatture di vendita dei 3 anni precedenti.
Per qualsiasi ulteriore chiarimento è possibile contattare l’Ufficio Tecnico di Confagricoltura Asti.

È stato pubblicato sulla GU n. 98 del 14 aprile il decreto del Ministero dell’Ambiente che stabilisce i criteri per la reintroduzione e il ripopolamento delle specie autoctone ed i criteri per l’immissione in natura delle specie non autoctone per il contrasto alla cimice asiatica; si potrà quindi procedere con l’introduzione sul territorio nazionale dell’antagonista alloctono, ovvero la “vespa samurai”. Il decreto stabilisce che gli enti che vorranno procedere con l’introduzione della vespa samurai presentino una richiesta al Ministero dell’Ambiente accompagnata da uno studio del rischio (studio completato dal CREA). Lo studio del rischio dovrà contenere specifici elementi, essere condotto con approccio multidisciplinare e tener conto delle indicazioni del Comitato fitosanitario nazionale.
Secondo notizie informali, in settimana, nel corso del comitato fitosanitario, si dovrebbe procedere all’approvazione del cronoprogramma delle attività di moltiplicazione e di lancio (che dovrebbero essere effettuati a partire da metà giugno) e alla stesura delle lettere con cui le Regioni chiederanno l’autorizzazione al Ministero dell’Ambiente per poter procedere all’immissione. Successivamente dovrebbe essere approvato un “Piano di intervento” che dovrebbe essere emanato con decreto firmato dal Ministro.
Sempre informalmente apprendiamo che il Mipaaf pubblicherà a breve i decreti con la declaratoria di calamità e che le procedure per l’accesso agli aiuti verranno definite dalle Regioni che hanno trovato un accordo nel corso dell’incontro svoltosi qualche giorno fa tra gli assessori regionali e il Ministro Bellanova. Il Mipaaf dovrebbe comunque predisporre una circolare per armonizzare il regime delle sanzioni.