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L’ICE Agenzia organizza la partecipazione italiana alla Fiera Internazionale FHC China 2021, la fiera alimentare considerata di riferimento per l’area cinese e i Paesi limitrofi.
La Fiera, giunta alla sua 25a edizione, si terrà a Shangai dal 9 all’11 novembre 2021. L’evento è di grande interesse per le aziende alimentari italiane per le opportunità di business rappresentate dall’economia cinese; inoltre rappresenta un importante presidio per la diffusione e la conoscenza del Made in Italy alimentare.
La Fiera si è tenuta anche lo scorso anno e nonostante i vincoli di ingresso dovuti alla pandemia ha avuto comunque un significativo successo per presenze espositive e visitatori. La collettiva italiana 2020 è stata realizzata con la partecipazione delle sole aziende interessate che avessero un rappresentante in loco in grado di presidiare lo stand. Visto il perdurare delle restrizioni all’accesso, la stessa formula sarà mantenuta anche per l’edizione 2021. La Collettiva Italiana sarà realizzata su una superficie di 340 mq all’interno del quartiere fieristico di Shanghai New International Expo Centre (SNIEC). È prevista la partecipazione di 20 aziende italiane rappresentative dei principali settori alimentari. Ogni azienda avrà a disposizione uno stand individuale di 12 mq. Sarà inoltre allestito un desk ICE per l’accoglienza dei visitatori e l’assistenza delle imprese partecipanti e un open space a disposizione delle aziende italiane per eventuali incontri d’affari e in cui verranno realizzate azioni di animazione e cooking show, laddove consentite dagli organizzatori della fiera.

Per partecipare è necessario compilare il modulo al link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdWdc8Jc7mc5M2NHLdTKV9t82OCm7voCG0ife14VAGX0T4Jjw/viewform

A conclusione della registrazione ONLINE, ICE-Agenzia invierà una email di conferma con allegato il modulo di partecipazione compilato. Il modulo dovrà essere STAMPATO, TIMBRATO e FIRMATO dal legale rappresentate e inviato esclusivamente via PEC a: agroindustria@cert.ice.it , entro e non oltre la scadenza del 11 luglio 2021.

Per ulteriori dettagli: https://www.ice.it/it/area-clienti/eventi/dettaglio-evento/2019/M1/025/allegatigenerati/pdf-completo

Per qualsiasi informazione o supporto potete contattare la dr.ssa Francesca Marino (alla mail: francesca.marino@confagricoltura.it , oppure al numero 066852394)

Come sempre, in caso di partecipazione, vi invitiamo ad informare la segreteria dell’area alla mail: vegetali@confagricoltura.it

L’UE e la Cina hanno firmato oggi un accordo bilaterale per proteggere da usurpazioni e imitazioni 100 indicazioni geografiche europee in Cina e 100 indicazioni geografiche cinesi nell’UE. L’accordo, inizialmente concluso nel novembre 2019, dovrebbe generare vantaggi commerciali reciproci e consentire ai consumatori di entrambe le parti di avere accesso a prodotti di qualità garantiti. Esso è il segno della volontà dell’UE e della Cina di tener fede all’impegno assunto in occasione dei precedenti vertici UE-Cina e di aderire alle norme internazionali come base per le relazioni commerciali.
Janusz Wojciechowski, Commissario per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale, ha dichiarato: “Sono orgoglioso dell’ulteriore passo avanti compiuto verso l’entrata in vigore di questo accordo, che è segno del nostro impegno a collaborare strettamente con i nostri partner commerciali mondiali, quale la Cina. I prodotti delle indicazioni geografiche europee sono rinomati per la loro qualità e la loro diversità ed è importante proteggerli sia a livello UE che a livello mondiale per garantirne l’autenticità e preservarne la reputazione. Questo accordo darà un contributo in tal senso, e allo stesso tempo rafforzerà le nostre relazioni commerciali, a beneficio del nostro settore agroalimentare e dei consumatori di entrambe le parti“.
Il mercato cinese presenta un elevato potenziale di crescita per i prodotti alimentari e le bevande europei. Nel 2019 la Cina è stata la terza destinazione dei prodotti agroalimentari dell’UE, raggiungendo 14,5 miliardi di EUR, nonché la seconda destinazione delle esportazioni di prodotti protetti come indicazioni geografiche (per 9% del valore), tra cui vini, prodotti agroalimentari e bevande spiritose. Inoltre, grazie a questo accordo, i consumatori europei potranno scoprire le vere specialità cinesi.
L’elenco UE delle indicazioni geografiche da proteggere in Cina comprende prodotti quali Cava, Champagne, Feta, Irish whiskey, Münchener Bier, Ouzo, Polska Wódka, Porto, Prosciutto di Parma e Queso Manchego. Tra le indicazioni geografiche cinesi nell’elenco figurano ad esempio Pixian Dou Ban (pasta di fagioli Pixian), Anji Bai Cha (tè bianco Anji), Panjin Da Mi (riso Panjin) e Anqiu Da Jiang (zenzero Anqiu).
Dopo la firma e l’approvazione del Parlamento europeo, l’accordo sarà adottato ufficialmente dal Consiglio e dovrebbe entrare in vigore entro la fine del 2021.
Entro quattro anni dall’entrata in vigore l’ambito di applicazione sarà ampliato in modo da includere altre 175 indicazioni geografiche di entrambe le parti. Per queste denominazioni si dovrà seguire la stessa procedura di approvazione seguita per le 100 già comprese nell’accordo (ossia valutazione e pubblicazione per osservazioni).

Contesto

Con oltre 3 300 denominazioni UE registrate come indicazioni geografiche, la politica di qualità dell’UE intende proteggere le denominazioni di prodotti specifici per promuoverne le caratteristiche uniche legate all’origine geografica e alle competenze tradizionali.
Nell’UE sono inoltre protette circa 1 250 indicazioni geografiche di paesi terzi, grazie ad accordi bilaterali, come quello concluso con la Cina. Questi accordi proteggono anche le indicazioni geografiche dell’UE nei paesi partner: circa 40 000 casi di protezione delle indicazioni geografiche dell’UE in tutto il mondo.
In termini di valore, il mercato delle indicazioni geografiche dell’UE è pari a circa 74,8 miliardi di €, ossia il 6,8% dei prodotti alimentari e delle bevande dell’UE, con esportazioni per 16,9 miliardi €, che rappresentano il 15,4% di tutte le esportazioni UE di prodotti alimentari e bevande.
La cooperazione UE-Cina in questo settore, avviata nel 2006, ha consentito nel 2012 di proteggere 10 indicazioni geografiche di entrambe le parti. Quell’accordo iniziale ha permesso di porre le basi della cooperazione odierna.

Oltre al rallentamento della crescita economica, tra le possibili conseguenze dell’epidemia Coronavirus c’è anche una ritardata applicazione del nuovo accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina”. Lo sottolinea il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti che precisa come non sia in discussione l’entrata in vigore a metà febbraio dell’intesa, ma che, per effetto della revisione al ribasso delle stime sull’andamento dell’economia, le autorità di Pechino stiano valutando se chiedere un margine di flessibilità nel rispetto degli impegni sottoscritti, con particolare riferimento all’aumento delle importazioni dagli Stati Uniti.
Il nuovo accordo bilaterale prevede, infatti, la possibilità di avviare consultazioni tra le parti, “nel caso di disastri naturali o altri eventi imprevedibili”.
Per quanto riguarda il settore agroalimentare, la Cina ha assunto l’impegno a far salire le importazioni dagli Stati Uniti fino a 80 miliardi di dollari entro il 2021. Nel 2017, prima dell’avvio del contenzioso commerciale, l’import cinese si attestava a 24 miliardi di dollari. L’aumento medio, quindi, sarebbe di circa 16 miliardi l’anno.
Alla luce di queste cifre – aggiunge Giansanti – è evidente che la flessibilità avrebbe un impatto sulle prospettive degli scambi commerciali su scala mondiale. Gli Stati Uniti dovrebbero continuare a guardare verso altri mercati di sbocco, tra cui quello europeo, in attesa del rilancio degli acquisti cinesi”.
Dalla seconda metà del 2018, gli Stati Uniti sono diventati il primo fornitore di soia degli Stati membri, prendendo il posto fino ad allora detenuto dal Brasile. Per farine e pannelli di soia, stando ai dati della Commissione europea, le importazioni dai Paesi terzi coprono circa il 95% del fabbisogno della UE.
Confagricoltura rileva, inoltre, che non c’è nessun legame tra l’epidemia Coronavirus e la riduzione – dal 10 al 5 per cento dal 14 febbraio – dei dazi applicati dalla Cina su una lista di prodotti importati dagli Usa per un controvalore di 75 miliardi di dollari.
Il Ministero delle Finanze cinese ha precisato in un comunicato ufficiale che la riduzione dei dazi deriva dalla volontà di promuovere “lo sviluppo sano e stabile delle relazioni economiche e commerciali” con gli Stati Uniti.
Oltre alla soia, nella lista dei prodotti sui quali saranno ridotte le tariffe sono incluse le carni suine, tenuto conto del crollo della produzione interna provocato dalla peste suina africana. L’accresciuto fabbisogno è stato finora coperto con le importazioni dalla UE, aumentate di oltre il 40% nei primi sette mesi dello scorso anni secondo i dati della Commissione Europea.

Confagricoltura è molto preoccupata per il sequestro in Veneto di carni suine importate dall’Olanda e provenienti dalla Cina, Paese con una grave situazione di espansione dell’epidemia di Peste Suina Africana, e che è stato deciso di distruggere in via precauzionale.
Le misure preventive prese dalle istituzioni che presidiano il sistema dei controlli sono state efficaci e tempestive – commenta Confagricolturama questo episodio deve indurci a non abbassare la guardia vista la continuità ormai dei mercati e l’intenso traffico di carni”.
L’eventuale diffusione della Peste Suina Africana in Italia significherebbe la fine di un comparto essenziale del nostro agroalimentare, che può contare su quasi 9 milioni di capi allevati e che vale oltre 11 miliardi di euro, tra produzione di carne suinicola e fatturato dell’industria di trasformazione, e oltre a 1,6 miliardi di export. Il settore inoltre incide per il 6% sul fatturato dell’industria agroalimentare ed impegna circa 25.000 allevamenti, 1500 macelli e 3500 imprese di trasformazione.
Dobbiamo intensificare i controlli e le ispezioni, prevedendo un coordinamento tra tutti i Paesi della UE”, aggiunge Confagricoltura, che già alla fine del 2018, nel corso di un convegno a Palazzo Della Valle, aveva coinvolto sia le associazioni dei trasportatori sia quelle della caccia, insistendo perché venisse previsto dal ministero della Salute un Piano nazionale di sorveglianza e prevenzione.
E’ essenziale inoltre – a parere di Confagricoltura – richiamare ai propri compiti di sorveglianza e monitoraggio i Paesi membri, nel caso di specie l’Olanda, ad intensificare i controlli della carne proveniente dall’estero nei propri Posti d’Ispezione Frontaliera per impedire l’accesso di prodotto non controllato. Analogamente andrebbero intensificati i controlli sui destinatari della carne proveniente dalla Cina e che alimentano la domanda di un prodotto potenzialmente devastante per la nostra filiera suinicola.
Il Piano nazionale, come ci è stato comunicato ieri, è stato praticamente approvato dalla Commissione europea. E’ necessario ora che venga applicato al più presto, soprattutto per il controllo alle frontiere e quello della fauna selvatica, visto anche l’avanzamento della malattia dai Paesi dell’Est Europa verso il nostro Paese.

Il Consolato generale cinese a Milano, in collaborazione con il Comune di Asti e con l’Ente camerale, con il supporto dell’Ente Turismo Langhe Monferrato e Roero, del Consorzio Vini d’Asti e del Monferrato, del Consorzio dell’Asti DOCG e dell’Unione Industriale di Asti organizza il Forum annuale finalizzato a favorire lo sviluppo di contatti e relazioni d’affari tra il sistema economico italiano e quello cinese.
Il rapido processo di modernizzazione che ha caratterizzato l’economia cinese nell’ultimo decennio, la crescita del reddito disponibile e l’interesse sempre più diffuso per i prodotti occidentali hanno determinato un costante aumento di fruitori ed estimatori del Made in Italy, con l’apertura di prospettive importanti anche per le nostre aziende.
L’iniziativa, prevista ad Asti per sabato 11 gennaio 2020, prevede diversi momenti finalizzati a far conoscere le opportunità che il mercato cinese offre alle imprese italiane. In particolare, la Camera di Commercio ospiterà, alle ore 15,30, presso la sede di Piazza Medici 8, il forum “Asti incontra la Cina”, incontro che vede la partecipazione del console commerciale cinese a Milano e di oltre 50 direttori e rappresentanti di società cinesi già operanti in Italia, i quali illustreranno le prospettive e le potenzialità del mercato cinese.
Alle ore 18, presso il Comune di Asti, sono previsti incontri individuali con le imprese cinesi. Seguirà buffet con specialità cinesi e, alle ore 20, al Teatro Alfieri, uno spettacolo musicale con artisti del grande Paese asiatico (è possibile scaricare qui sotto il programma completo).
Per ragioni organizzative le aziende interessate devono inviare l’adesione (scaricare il modulo in allegato) entro e non oltre il prossimo 8 gennaio all’indirizzo mail: studi@at.camcom.it

Programma Asti incontra la Cina

Modulo adesione