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Il Settore Produzioni Agrarie e Zootecniche della Regione Piemonte, a seguito della circolare diramata dalla Direzione Agricoltura – Autorità di gestione del PSR del 7 maggio scorso su cumulabilità tra PSR e credito di imposta, ha formulato una serie di chiarimenti sull’applicazione di tali norme relativamente all’operazione 4.1.3 – riduzione emissioni gas serra. Questa operazione rientra, per alcune fattispecie, tra quelle che prevedono aliquote aggiuntive inferiori ai massimali di cui all’allegato II del Reg. Ue 1305/2013. Come chiarisce la nota il beneficiario potrà cumulare il sostegno del PSR e il credito di imposta fino a concorrenza del limite UE.
Inoltre, la Regione Piemonte ricorda che, qualora la spesa complessiva ammissibile sia superiore a quella massima prevista dal bando, il beneficiario potrà anche accedere al credito di imposta per la parte di importo che va oltre il tetto ammissibile di spesa.
Infine, la nota contiene anche un modello di dichiarazione che il beneficiario dovrà sottoscrivere nel caso in cui intenda o meno usufruire del credito di imposta.

In allegato la circolare della Regione Piemonte

Cumulo_credito_imposta_Psr_Regione_Piemonte_210507

Il finanziamento ISI – INAIL Agricoltura è cumulabile, fino al limite massimo della spesa sostenuta, con ulteriori agevolazioni fiscali (se non aiuti di Stato) a condizione che queste ultime non prevedano una specifica non cumulabilità. Il finanziamento è dunque cumulabile con il Credito d’imposta 4.0 a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto.

Con una serie di provvedimenti e l’istituzione del codice tributo, sono state rese note le modalità di calcolo ed utilizzo del credito d’imposta a favore delle aziende per i pagamenti ricevuti in modalità elettronica.
Per quanto riguarda il settore agricolo, il credito può essere interessante per tutte quelle aziende che vendono prodotti al dettaglio (ossia a consumatori privati) sia in azienda che in punti vendita e mercati, nonché per le attività agrituristiche.
Riassumiamo brevemente cosa prevede la norma.

A chi spetta il credito d’imposta ed in che misura

Il credito d’imposta interessa tutti i soggetti che esercitano attività agricola, d’impresa, arte o professioni che, nell’anno d’imposta precedente, abbiano avuto un fatturato non superiore ad euro 400mila.
Il predetto credito d’imposta spetta alle aziende che ricevono pagamenti attraverso modalità elettronica ossia tramite bancomat, carta di credito, carta di debito, prepagate emesse da operatori finanziari ma anche attraverso altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili quali, a titolo esemplificativo, Paypal, Satispay, SumUp, Nexi ecc.
E’ pari al 30% delle commissione applicate all’azienda da parte degli operatori finanziari o da coloro che sono autorizzati al servizio di pagamento elettronico. Ricordiamo anche che, se per tutti i soggetti citati vale l’obbligo di accettare pagamenti elettronici, le sanzioni originariamente previste dal “Decreto Fiscale” sono state abrogate dalla legge di bilancio 2020, ragion per cui ad oggi questo resta un obbligo generalizzato, ma non sanzionato. Si è invece abbassata a 1.999,99 euro dal primo luglio la soglia per il divieto di pagamenti in contanti.
Nel caso di effettuazione od accettazione di somme in contanti superiore al predetto limite, le sanzioni esistono e sono piuttosto importanti (da 2.000 a 50.000 euro).

Adempimenti

Gli adempimenti spettano principalmente agli operatori finanziari o agli altri soggetti che mettono a disposizione delle aziende i sistemi che consentono il pagamento elettronico in quanto spetta a loro comunicare all’Agenzia delle entrate le informazioni necessarie a controllare la spettanza del credito d’imposta ossia il numero e l’elenco delle transazioni eseguite, la modalità e l’ammontare delle commissioni incassate.
Le medesime informazioni devono essere trasmesse alle imprese che usufruiscono del servizio di pagamento elettronico tramite pec o con la pubblicazione nell’online banking degli stessi, entro il ventesimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento.
Sulla base dei dati ricevuti l’azienda potrà provvedere al calcolo del credito d’imposta pari, come detto, al 30% delle commissioni pagate sulle transazioni effettuate in un determinato periodo.

Modalità di utilizzo: il codice tributo

Il credito cui l’azienda ha diritto potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione sul modello F24 utilizzando il codice tributo 6919; andranno anche valorizzati il mese e l’anno di maturazione del bonus che coincide con il momento di effettivo addebito della commissione da parte della banca o degli altri operatori che mettono a disposizione il servizio di pagamento con modalità elettronica.
L’importo del credito calcolato potrà essere utilizzato a partire dal mese successivo a quello di pagamento delle commissioni; allo stato attuale non sono previsti limiti temporali all’utilizzo.
Il credito maturato ed utilizzato dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi in una apposita sezione del quadro RU che è dedicata ai vari crediti d’imposta.