In Piemonte al 31.12.2018 (scrive Rodolfo Bosio, giornalista economico del Corriere della Sera sul suo blog http://www.enordovest.com/2019/07/imprese-agroalimentari-calo-del.html ) erano attive 65.849 imprese agroalimentari, il 7,8% in meno rispetto a fine 2013, quando erano 71.439 (il calo regionale negli ultimi cinque anni è più che doppio della media italiana, che è stata del 3,6%, dato le imprese attive al 31 dicembre 2018 in tutto il Paese erano 977.092 mentre erano 1.013.414 alla stessa data 2013. Per quanto riguarda le singole province piemontesi, ecco il numero delle imprese dell’agroalimentare attive a fine 2018 e, tra parentesi, a fine 2013: Alessandria 9.117 (10.492), Asti 6.993 (7.824), Biella 1.890 (2.040), Cuneo 22.228 (24.076), Novara 2.984 (3.144), Torino 18.726 (19.688), Verbania 1.110 (1.130), Vercelli 2.801 (3.045).In percentuale – rileva Bosio –  i cali maggiori sono stati registrati nelle province di Alessandria (-13,1%), Asti (-10,6%) e Vercelli (-8%); i minori in quelle di Verbania (-1,8%), Torino (-4,9%) e Novara (-5,1%). In mezzo le province di Cuneo (-7,7%) e Biella (-7,4%).La provincia di Cuneo si trova al quinto posto nella graduatoria nazionale per numero di imprese dell’agroalimentare, preceduta soltanto dalle province di Salerno (circa 25.000), Roma e Foggia (28.000 ciascuna) e Napoli, prima con poco più di 30.000. Torino è settima con quasi 19.000. In mezzo alle due piemontesi si trova Catania con 20.000. Nessun’altra provincia subalpina figura nell’elenco delle prime trenta.

 

(foto tratta da: agronotizie.imagelinenetwork.com)