Nelle campagne, in attesa di ‘Burian Bis’ (previsto dai meteorologi all’inizio della primavera) si contano i danni, dovuti al freddo intenso prima, alla neve poi e, a seguire, alle piogge, con temperature sotto lo zero. Si stanno rivelando più ingenti del previsto ed hanno riguardato molti areali agricoli”. Lo ha sottolineato la Giunta di Confagricoltura, che oggi ha fatto il punto sulla situazione maltempo sul territorio nazionale.
Si sono avute perdite consistenti delle produzioni ortofrutticole di stagione”, ha osservato Confagricoltura. Problemi anche agli impianti produttivi, soprattutto laddove le piante erano in risveglio vegetativo.
Burian ha messo a dura prova anche il patrimonio olivicolo, con fenomeni di congelamento delle foglie e dei rami più giovani, ma anche lacerazioni”, ha evidenziato Confagricoltura, “le situazioni però cambiano, a seconda delle altitudini e delle varietà”.
Le difficoltà delle imprese agricole, dovute al maltempo, sono aggravate”, ha ricordato la Giunta di Confagricoltura, “dai ritardi burocratici nell’erogazione delle risorse finanziarie del piano di salvaguardia delle produzioni; le Regioni, complessivamente, devono ancora destinare, entro fine anno, circa 480 milioni di euro di fondi comunitari. L’Italia non può permettersi di non spendere le risorse che Bruxelles ha messo a disposizione: oltre al danno, ci sarebbe la beffa”.
La Giunta dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli chiede che le istituzioni nazionali e locali si attivino per quantificare sul territorio i danni e mettere in moto i meccanismi burocratici necessari per addivenire in tempi celeri al ristoro dei danni.

La ONLUS “Senior – L’Età della Saggezza” – promossa dal Sindacato Nazionale Pensionati della Confagricoltura (ANPA Confagricoltura) è stata costituita nel 2007 con la finalità di svolgere attività nei campi dell’assistenza sociale, socio-sanitaria e della tutela dei diritti civili con particolare attenzione per le persone anziane in condizioni di disagio economico, sociale e di salute che operano nell’agricoltura e vivono nelle zone rurali.

In pochi anni Senior ha maturato una significativa esperienza filantropica. Grazie ai fondi provenienti dalle scelte del 5 per Mille Irpef e da alcune donazioni dirette, sono stati realizzati numerosi interventi umanitari tra i quali:

• l’acquisto di due ambulanze attrezzate e di una centralina di monitoraggio dei valori basali per pronto soccorso a beneficio di tre diversi Enti ospedalieri del nostro Paese;

• in collaborazione con la Comunità di S. Egidio, un progetto triennale per alleviare le condizioni di carestia in cui si trovavano le popolazioni del Kenya settentrionale colpite dalla siccità (aiuti alimentari, costruzione di pozzi per l’acqua potabile e l’irrigazione dei campi coltivati);

• in collaborazione con la Onlus promossa dal Policlinico Gemelli di Roma “Dona la Vita con il Cuore” un programma biennale per la raccolta di ogni risorsa necessaria a sostenere il progresso degli studi di carattere medico, sanitario e scientifico nel campo della cardiologia e cardiochirurgia e all’acquisto di un Camper attrezzato – il Camper del Cuore – con un ambulatorio per le visite cardiologiche ad anziani e indigenti;

• realizzazione di progetti socio-assistenziali-sanitari condivisi con le sedi territoriali (ad esempio acquisto defibrillatori);

• sponsorizzazione del Bando “Coltiviamo Agricoltura Sociale” per promuovere e valorizzare le iniziative delle aziende agricole e delle cooperative sociali che intendono realizzare progetti di Agricoltura Sociale;

• raccolta fondi per aiuti terremoto

Queste e altre importanti iniziative benefiche hanno contribuito ad accreditare la Confagricoltura come un’Organizzazione professionale sensibile alle necessità delle persone e delle comunità che si trovano in uno stato di bisogno operando concretamente nel campo della solidarietà umana.

Ricordati, in sede di dichiarazione redditi, di indicare la scelta del 5 per mille in favore de “L’età della saggezza” scrivendo il codice fiscale 97450610585. Grazie

 

Prova superata per l’ “Acqui D.O.C.G. Rosè” che ieri sera ha fatto ufficialmente il suo ingresso nell’alta società vitivinicola. Più di 200 le persone intervenute presso la sala consiliare del Palazzo Comunale di Acqui Terme per assistere a questa serata “storica”. Tra di essi numerosi giornalisti della carta stampata, del web, di radio e della televisione che hanno seguito l’evento. La cornice è stata quella del palazzo del Comune di Acqui Terme, capitale della zona del Brachetto che condivide con il Sud Astigiano.
Al banco dei relatori, oltre al sindaco acquese, Lorenzo Lucchini che ha fatto gli onori di casa, tanti altri illustri relatori: il presidente del Consorzio di Tutela del Brachetto Paolo Ricagno, quello di Piemonte Land of Perfection Filippo Mobrici (che è anche presidente del Consorzio del Barbera d’Asti e Vini del Monferrato); Massimo Fiorio, già parlamentare e vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera e prossimo presidente del comitato vitivinicolo nazionale; l’assessore regionale all’Agricoltura, Giorgio Ferrero; il presidente di Assortofrutta, Domenico Sacchetto; Andrea Pirola dell’agenzia White M&C – che sta curando il lancio sui social dell’Acqui DOCG Rosè – e una prima pattuglia di produttori che hanno già messo in listino il nuovo spumante brut. E poi ancora, Elio Pescarmona per la Cantina Tre Secoli di Mombaruzzo e Ricaldone; Roberto Morosinotto per la Bersano di Nizza Monferrato; Stefano Ricagno per la Cuvage di Acqui Terme e Silvano Marchetti per la Bastieri di Terzo d’Acqui. Moderatore dell’incontro è stato Filippo Larganà, giornalista professionista, responsabile dei contenuti del blog www.saporidelpiemonte.net.
Paolo Ricagno ha raccontato il progetto dell’Acqui Rosè sottolineando il supporto delle istituzioni e del mondo cooperativo. Ha fatto rimarcare le caratteristiche originali di uno spumante che si presenta come il primo naturalmente rosè e a denominazione d’origine controllata e garantita.
Sono questi”, ha detto Ricagno, “elementi distintivi che danno un valore aggiunto fortissimo”. “Ma l’Acqui docg Rosè sta già riscuotendo interesse e sono certo che già dalla prossima vendemmia le rese possano alzarsi a 50 quintali per ettaro”.
Piemonte Land è al fianco dei consorzi vitivinicoli piemontesi e mette a disposizioni le sue risorse per la promozione e la valorizzazione di prodotti che meritano successi crescenti in termini di volumi e valore”, gli ha fatto eco Mobrici.
Il fatto di aver denominato un prodotto come la sua zona di appartenenza è sicuramente un’ottima forma di comunicazione e una strategia commerciale vincente” ha affermato Massimo Fiorio, già parlamentare e vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera e prossimo presidente del comitato vitivinicolo nazionale, “sulla qualità dei nostri prodotti non c’è nulla da eccepire, ciò che manca è la valorizzazione commerciale”.
Abbiamo promosso in questa nuova programmazione il fatto che si possa parlare di prodotti di qualità della nostra regione che non sono solamente legati al mondo del vino. Abbiamo bisogno che il Piemonte presenti in modo compatto le proprie tipicità”, ha dichiarato l’assessore Ferrero.
Tutti i relatori presenti si sono dichiarati entusiasti del risultato ottenuto e sicuri che l’Acqui DOCG Rosè incontrerà in modo crescente i gusti del pubblico italiano e e di quello straniero.
Ad Acqui e nella zona in cui si coltiva il brachetto dobbiamo esigere un Acqui DOCG Rosè come aperitivo e a tutto pasto. È un imperativo per noi che dobbiamo essere i primi testimonial dei nostri prodotti. Solo così potremo essere certi che avranno successo in Italia e all’estero” è stato questo l’appello finale del presidente Ricagno.

 

Alcune immagini della serata di presentazione dell’Acqui Rosè D.O.C.G.

 

 

 

 

In merito ai criteri di computo dei lavoratori agricoli stagionali, in riferimento agli obblighi di assunzione dei disabili previsti dalla legge n.68/1999, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha chiarito che è sufficiente prendere in considerazione le giornate effettivamente lavorate dagli operai agricoli “fino al limite di 180 giornate di lavoro annue“.
Il chiarimento nasce da uno specifico quesito posto da Confagricoltura e formalizza un importante orientamento interpretativo. L’Ispettorato Nazionale in sostanza accoglie integralmente la tesi della Confederazione, escludendo dal computo i lavoratori agricoli stagionali che svolgono fino a 180 giornate di lavoro nell’anno (e non fino a 156, come sostenuto da qualche amministrazione). Tale esclusione lascia fuori dall’ambito di applicazione della legge n. 68/1999 (e dunque dall’obbligo di assumere disabili) gran parte delle imprese agricole.
Si tratta un importante risultato che risponde concretamente ad un’esigenza molto sentita dalle imprese agricole che hanno oggettive difficoltà ad assumere lavoratori disabili, sia per le caratteristiche del lavoro nei campi, difficilmente conciliabili con alcune disabilità psico-fisiche, sia per la difficoltà di dare piena attuazione alla normativa in oggetto in presenza di organici estremamente variabili in corso d’anno.
A questo proposito su “Il Sole 24 Ore” di oggi è uscito un articolo in cui viene trattato questo argomento.

08_03_18_sole24ore

Bandi di primo insediamento e finanziamenti agevolati : sono due le tipologie di intervento previste da ISMEA per il sostegno delle aziende agricole, a cui saranno destinate risorse per circa 180 milioni di euro.
Per quanto riguarda le forme di sostegno previste da ISMEA , l’Istituto potrà aiutare le imprese del settore agricolo fornendo agevolazioni per gli investimenti sostenuti per:
– attivi materiali e immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria;
– la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli;
– beni prodotti nell’ambito delle relative attività agricole di cui all’art. 32, comma 2, lettera c) del TUIR;
– la distribuzione e la logistica di prodotti agricoli.
I beni agevolati sono poi vincolati all’esercizio dell’attività finanziata per almeno cinque anni successivi alla data di completamento dell’intervento, fatta salva la possibilità di sostituire beni deperiti o obsoleti con altri di analoga e/o superiore qualità o quantità.
Il finanziamento agevolato ha una durata massima di 15 anni, di cui fino a 5 anni di preammortamento e deve essere assistito da una garanzia pari al
120% dell’importo concesso. Tale garanzia potrà essere fornita tramite ipoteca sui beni agevolati o altri beni, oppure per mezzo di una fideiussione bancaria.
L’agevolazione fornita da ISMEA consiste in una riduzione al 30% del tasso di interesse di riferimento, il quale non potrà comunque essere inferiore allo 0,50%. Se rispettano tutti i requisiti di ammissibilità (stabile organizzazione in Italia, iscrizione al Registro Imprese, assenza di procedure concorsuali , ecc.), beneficiari di tali aiuti possono essere solo alcune tipologie di imprese, ossia:

*società di capitali (anche in forma cooperativa) che operano nella produzione agricola primaria, nella trasformazione e nella
commercializzazione di prodotti agricoli;
*società di capitali (anche in forma cooperativa) che operano nella produzione di beni nelle attività agricole di cui all’art. 32 comma 2
lettera c) del TUIR;
*società di capitali partecipate almeno al 51% da imprenditori agricoli, oppure da cooperative agricole, consorzi o OP di produttori
i cui soci siano in maggioranza imprenditori agricoli , che operano nella distribuzione e nella logistica di prodotti agricoli.

Per le stesse tipologie di imprese, ISMEA potrà anche fornire aiuti entrando a far parte della società come socio di minoranza (solo nelle società di capitali), sottoscrivendo aumenti di capitale, prestiti obbligazionari o strumenti finanziari partecipativi.
Ciò potrà essere fatto con interventi di valore compreso tra i 2 milioni e i 20 milioni di euro, che ISMEA potrà versare insieme o successivamente agli altri investitori privati.
I rapporti tra ISMEA e la società partecipata dovranno poi essere regolati tramite specifici accordi che determineranno i reciproci impegni e obblighi tra le parti, nonché i termini e le condizioni del progetto.
Sempre tra le misure patrocinate da ISMEA,a giorni dovrebbe uscire il bando di primo insediamento per i giovani (ossia i soggetti di età compresa tra 18 e 40 anni) agricoltori. Esso sarà suddiviso in due lotti, uno per il Centro-Nord e l’altro per il Mezzogiorno e le isole e prevedrà l’obbligo di presentazione di un’apposita istanza da inviare tramite il portale online dell’Istituto.
Non sarà possibile presentare più istanze per lo stesso terreno, così come uno stesso soggetto non può inviare più di una domanda di agevolazione.
L’aiuto consisterà in un contributo in conto interessi nella misura massima di 70.000 euro che sarà erogabile per il 60% al termine del periodo di
preammortamento e per il 40% all’ultimazione dei lavori, che dovrà avvenire entro cinque anni dalla stipula dell’atto di concessione.
Su richiesta del richiedente sarà possibile ottenere il riconoscimento di un piano di ammortamento della durata di 15, 20 o 30 anni, a cui vanno
aggiunti i 2 anni di preammortamento.

(FONTE ISMEA – CONSULENZAAGRICOLA.IT)

(maggiori info: http://www.ismea.it/istituto-di-servizi-per-il-mercato-agricolo-alimentare)