Decreto legge: “Disposizioni urgenti per l’attuazione del PNRR e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose”. Gli articoli di maggiore interesse per il mondo agricolo e agrituristico

Art. 1 – Contributi e credito di imposta per le imprese turistiche

L’articolo in esame intende migliorare, attraverso l’utilizzo della leva fiscale, la qualità dell’offerta ricettiva, come previsto dalla Misura M1C3, investimento 4.2.1, del PNRR (con particolare riferimento all’ aumento della qualità dell’ospitalità turistica con investimenti finalizzati alla sostenibilità ambientale, alla riqualificazione e all’aumento degli standard qualitativi delle strutture ricettive italiane). Viene, infatti, stabilito che i soggetti operanti nel settore turistico (tra cui gli agriturismi), possono beneficiare di un credito d’imposta fino all’80%, ed, altresì, di un contributo a fondo perduto, non superiore al 50%, delle spese sostenute dal 07/11/2021 al 31/12/2024, relative alla riqualificazione / accessibilità delle strutture e alla digitalizzazione delle stesse.

Si evidenzia che il comma 3 della disposizione in commento, stabilisce la cumulabilità del credito d’imposta e del contributo a fondo perduto a condizione che la somma delle due misure non comporti il superamento del costo sostenuto per gli interventi (tenuto conto anche del risparmio fiscale derivante dalla non concorrenza del valore del credito e dell’ammontare del fondo perduto, alla determinazione del reddito imponibile e dell’IRAP). Viene inoltre stabilito, al comma 7, che per le spese ammissibili inerenti al medesimo progetto, non coperte dalle predette agevolazioni, è possibile fruire di un finanziamento a tasso agevolato a condizione che almeno il 50% di tali costi sia dedicato agli interventi di riqualificazione energetica.

 

SOGGETTI BENEFICIARI

In base all’art. 1, comma 4, sono destinatari delle misure agevolative i seguenti soggetti:

  • imprese alberghiere;
  • strutture che svolgono attività agrituristica, come definita dalla Legge n. 96/2006 e dalle pertinenti norme regionali;
  • strutture ricettive all’aria aperta;
  • imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, ivi compresi stabilimenti balneari, complessi termali, porti turistici, parchi tematici.

 

SPESE AGEVOLABILI

Il comma 5 dell’articolo in commento individua le spese che possono beneficiare del credito d’imposta / contributo a fondo perduto, includendo tra esse anche quelle di progettazione. In particolare, possono beneficiare delle agevolazioni, le spese sostenute per:

–  l’incremento dell’efficienza energetica delle strutture / riqualificazione antisismica;

–  l’eliminazione delle barriere architettoniche ai sensi della Legge n. 13/89 e del DPR n. 503/96;

–  gli interventi edilizi di cui all’art. 3, comma 1, lett. b), c) e d), DPR n. 380/2001 ossia, manutenzione    straordinaria, restauro / risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, funzionali alla realizzazione dei predetti interventi;

– la realizzazione di piscine termali e acquisizione di attrezzature/apparecchiature per lo svolgimento delle attività termali, relativi alle strutture di cui all’art. 3, Legge n. 323/2000;

–  la digitalizzazione previste dall’art. 9, comma 2, DL n. 83/2014, (ossia  impianti wi-fi, solo a condizione che l’esercizio ricettivo metta a disposizione dei propri clienti un servizio gratuito di velocità di connessione pari ad almeno 1 Megabit/s in download; siti web ottimizzati per il sistema mobile;  programmi e sistemi informatici per la vendita diretta di servizi e pernottamenti, purché  in grado di garantire gli standard di interoperabilità necessari all’integrazione con siti e portali di promozione pubblici e privati e di favorire l’integrazione fra servizi ricettivi ed extraricettivi; spazi e pubblicità per la promozione e commercializzazione di servizi e pernottamenti turistici sui siti e piattaforme informatiche specializzate, anche gestite da tour operator e agenzie di viaggio; servizi di consulenza per la comunicazione e il marketing digitale; strumenti per la promozione digitale di proposte e offerte innovative in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità; servizi relativi alla formazione del titolare o del personale dipendente).

Gli interventi agevolabili devono essere eseguiti nel rispetto “dei principi della «progettazione universale» di cui alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità” ex Legge n. 18/2009 ed essere conformi alla Comunicazione della Commissione UE 2021/C 58/01 e non arrecare un danno significativo agli obiettivi ambientali ai sensi dell’art. 17, Regolamento UE n.2020/852.

 

DETERMINAZIONE DEL CREDITO D’IMPOSTA

Il credito d’imposta è riconosciuto fino all’80% delle spese ammissibili sostenute per la realizzazione degli interventi agevolabili, evidenziando che si considerano “sostenute” quelle in base al principio di competenza ex art. 109 del TUIR.

Viene inoltre stabilito, al comma 13, che tra i fondi utilizzati per il finanziamento del credito in esame rientrano quelli destinati al credito d’imposta riqualificazione / miglioramento delle strutture ricettive turistico-alberghiere di cui all’art. 10, DL n. 83/2014 (credito d’imposta del 65%). Conseguentemente, per il 2022, quest’ultimo credito non è più “confermato”. Il comma 11 stabilisce, inoltre, che le disposizioni in merito al credito d’imposta, sono applicabili anche agli interventi avviati successivamente l’1.2.2020 e non ancora conclusi il 7.11.2021, a condizione che le relative spese siano sostenute a decorrere dal 7.11.2021. Per gli interventi conclusi prima del 7.11.2021 continuano ad applicarsi, le disposizioni di cui all’art.79, DL n. 104/2020, c.d. “Decreto Agosto”, in merito al predetto credito d’imposta riqualificazione /miglioramento delle strutture ricettive turistico-alberghiere.

 

MODALITA’ DI UTILIZZO

Il credito d’imposta può essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite il mod. F24 avvalendosi dei servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (Entratel / Fisconline) pena il rifiuto dell’operazione di versamento, a decorrere dall’anno successivo a quello in cui gli interventi sono stati realizzati.

Si ricorda che non operano i limiti di:

– € 700.000 annui per l’utilizzo in compensazione dei crediti, ex art. 34, Legge n. 388/2000

(aumentato a € 2.000.000, per il 2021, dall’art. 22, DL n. 73/2021, c.d. “Decreto Sostegni-bis”);

– € 250.000 annui previsto per i crediti da indicare nel quadro RU del mod. REDDITI, ex art. 1,

comma 53, Legge n. 244/2007;

Il Ministero del Turismo, preventivamente alla comunicazione alle imprese beneficiarie, trasmette all’Agenzia delle Entrate, l’elenco delle imprese ammesse a fruire dell’agevolazione e del relativo ammontare, unitamente a quello del contributo a fondo perduto.

Nel decreto viene, inoltre, stabilito, al comma 8, che il credito è cedibile, in tutto o in parte, a terzi, con possibilità di successiva cessione ad altri soggetti (comprese banche e altri intermediari finanziari). Per le modalità operative relative alla cessione e alla tracciabilità del credito d’imposta, da effettuare in via telematica, anche avvalendosi di un soggetto abilitato alla trasmissione telematica delle dichiarazioni, il decreto rinvia al Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate dell’8.8.2020, in merito all’esercizio delle opzioni previsto per le detrazioni spettanti per gli interventi di ristrutturazione edilizia. Il cessionario usufruirà del credito d’imposte con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal soggetto cedente.

 

DETERMINAZIONE DEL CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO

Il comma 2, definisce le modalità di determinazione del contributo a fondo perduto stabilendo che non può essere superiore al 50% delle spese sostenute, e comunque  è concesso per un ammontare massimo di € 40.000, aumentabile, anche cumulativamente:

  • fino ad ulteriori € 30.000, qualora l’intervento preveda una quota di spese per la digitalizzazione              e l’innovazione delle strutture in chiave tecnologica ed energetica di almeno il 15% dell’importo totale dell’intervento;
  • fino ad ulteriori € 20.000, qualora l’impresa/società abbia i requisiti previsti dall’art. 53, D.Lgs. n. 198/2006, per l’imprenditoria femminile, per le società cooperative e le società di persone, costituite in misura non inferiore al 60% da giovani, le società di capitali le cui quote di partecipazione sono possedute in misura non inferiore ai 2/3 da giovani e i cui organi di amministrazione sono costituiti per almeno i 2/3 da giovani, e le imprese individuali gestite da giovani, che operano nel settore del turismo. Per giovani si intendono le persone con età compresa tra i 18 anni e 35 anni non compiuti alla data di presentazione della domanda;
  • fino ad ulteriori € 10.000, per le imprese con sede operativa nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Si evidenzia che il limite massimo di contributo concedibile è pari a € 100.000; esso è erogato in un’unica soluzione a conclusione dell’intervento, fatta salva la facoltà di concedere, previa domanda, un’anticipazione non superiore al 30% del contributo a fronte della presentazione di:

–  garanzia fideiussoria rilasciata da banche / assicurazioni / intermediari finanziari;

–  cauzione costituita, a scelta del beneficiario, in contanti / con bonifico / in assegni circolari / in

titoli del debito pubblico garantiti dallo Stato al corso del giorno del deposito.

 

MODALITA’ DI RICHIESTA DELLE AGEVOLAZIONI

Le agevolazioni sono riconosciute previa presentazione telematica di un’apposita domanda, nella quale deve essere dichiarato il possesso dei requisiti necessari per la fruizione delle stesse.

In ordine alle modalità operative per l’erogazione delle agevolazioni in esame e l’individuazione delle relative spese agevolabili, è prevista l’emanazione di un apposito provvedimento del Ministero del Turismo, entro il 7.12.2021.

Gli incentivi in esame sono erogati, secondo l’ordine cronologico delle domande nel limite di:

  • € 100 milioni di per il 2022;
  • € 180 milioni per il 2023 e 2024;
  • € 40 milioni per il 2025;

con una riserva del 50% dedicata agli interventi finalizzati al supporto degli investimenti di riqualificazione energetica.

L’esaurimento delle risorse sarà comunicato dal Ministero del Turismo con un avviso pubblicato sul proprio sito Internet.

Gli incentivi in commento, non sono cumulabili con altri contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubbliche concesse per gli stessi interventi e sono riconosciuti nel rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dal Regolamento UE n. 1407/2013 in materia di aiuti “de minimis” e dalla Comunicazione 19.3.2020 C(2020) 1863 della Commissione UE contenente il “quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”.

Il Ministero del Turismo provvede agli adempimenti degli obblighi inerenti al Registro Nazionale Aiuti di Stato.

 

Articolo 45 – Compensazione per le imprese agricole

L’articolo 45 dispone alcune modificazioni alla vigente disciplina che autorizza gli organismi pagatori a compensare gli aiuti comunitari con i contributi previdenziali dovuti dall’impresa agricola beneficiaria, già scaduti alla data del pagamento degli aiuti medesimi, compresi gli interessi di legge a qualsiasi titolo maturati e le somme dovute a titolo di sanzione.
In particolare:
• si introduce l’espresso riferimento al rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato:
• si espunge la clausola che limitava ai soli contributi dovuti per le prestazioni lavorative effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2006 l’applicazione delle disposizioni che subordinano l’accesso ai benefici ed alle sovvenzioni comunitarie, anche per la realizzazione di investimenti, alla presentazione del documento unico di regolarità contributiva da parte delle imprese di tutti i settori;
• tra le disposizioni applicabili alle imprese agricole, si introduce l’espresso richiamo all’articolo 31 del D.L. n. 69/2013 (L. n. 98/2013), concernente la disciplina del documento unico di regolarità contributiva (DURC)57;
• la previsione relativa alla compensazione con i contributi previdenziali dovuti viene ora estesa anche agli aiuti nazionali.
A tal fine, si novella l’articolo 01, comma 16, del D.L. n. 2/2006 (L. n. 81/2006).
La disposizione qui novellata, e già più volte modificata, prevedeva, nel testo previgente, che per le imprese agricole le seguenti disposizioni si applicassero limitatamente ai contributi dovuti per le prestazioni lavorative effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2006.
Si tratta in primo luogo dell’articolo 10, comma 7, del D.L. n. 203/2005 (L. n. 248/2005), il quale subordina l’accesso ai benefici ed alle sovvenzioni comunitari da parte delle imprese di tutti i settori alla presentazione del documento unico di regolarità contributiva introdotto dall’articolo 2, comma 2, del D.L. n. 210/2002 (L. n. 266/2002).
In secondo luogo, si tratta dell’articolo 1, comma 553, della L. n. 266/2005 (legge finanziaria 2006), il quale prevede che, per accedere ai benefìci ed alle sovvenzioni comunitarie per la realizzazione di investimenti, le imprese di tutti i settori sono tenute a presentare il documento unico di regolarità contributiva introdotto dall’articolo 2, comma 2, del D.L. n. 210/2002 (L. n. 266/2002). Tali disposizioni continuano ad applicarsi alle imprese agricole, senza alcun riferimento temporale alla decorrenza dei contributi.

 

Articolo 19 – Gestione del fine vita degli impianti fotovoltaici

L’articolo 19, comma 1, modifica – in sede referente – quanto previsto dall’articolo 24-bis del D.lgs. 49/2014, introdotto dal D.lgs. 188/2020, per dare maggiore certezza agli operatori nella gestione del fine vita anche in vista degli investimenti sul fotovoltaico previsti nel PPRN.

Fermo restando che in generale il finanziamento della gestione dei rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche di fotovoltaico (RAEE) rimane a carico dei produttori indipendentemente dalla data di immissione sul mercato di dette apparecchiature e dall’origine domestica o professionale, fatti salvi gli strumenti di garanzia finanziaria attivati dai produttori per la gestione del fine vita dei pannelli incentivati, le modifiche riguardano:

  • le modalità di prestazione della garanzia finanziaria da parte dei soggetti responsabili degli impianti fotovoltaici per la gestione dei Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) derivanti da apparecchiature incentivate ed installate precedentemente all’entrata in vigore dell’articolo 24-bis del D.lgs. 49/2014, introdotto dal D.lgs. 188/2020 (lett. a) comma 1);
  • il termine entro il quale il Gestore dei servizi energetici (GSE) è tenuto a definire le modalità operative del finanziamento della gestione del fine vita degli impianti fotovoltaici (lett. b) comma1);
  • la regolamentazione del finanziamento della gestione del fine vita degli impianti fotovoltaici nelle ipotesi di ammodernamento tecnologico dei medesimi (lett. c) comma 1).

 

Inoltre, con il comma 1-bis – introdotto in sede referente – viene modificato l’articolo 40, comma 3, del decreto legislativo n. 49 del 2014 in materia di finanziamento della gestione dei rifiuti derivanti da pannelli fotovoltaici, allo scopo di garantire la completa realizzazione delle disposizioni per i RAEE da fotovoltaico.

 

In particolare con la modifica introdotta dalla lett. a) al secondo periodo del comma 1 dell’articolo 24-bis viene meglio coordinato e precisato che la prestazione della garanzia finanziaria da parte dei soggetti responsabili degli impianti fotovoltaici – sulla base delle previsioni del disciplinare tecnico stabilito dal Gestore dei servizi energetici – GSE S.p.a. – debba riferirsi alla gestione dei RAEE derivanti da AEE di fotovoltaico incentivato precedentemente al 27 settembre 2020 (non ci si riferisce più all’entrata in vigore del Dlgs 49/2014 ma all’entrata in vigore dell’articolo 24-bis introdotto dal D.lgs. 118/2020) relativamente ai decreti ministeriali riferiti al c.d. “Conto Energia” che si sono succeduti in questi anni (DM 28 luglio 2005, DM 19 febbraio 2007, DM 6 agosto 2010, DM 5 maggio 2011, DM 5 luglio 2012).

 

Viene in aggiunta stabilito che:

  • in alternativa al trattenimento delle quote a garanzia, i soggetti responsabili degli impianti fotovoltaici possono prestare la garanzia finanziaria nel trust di uno dei sistemi collettivi riconosciuti in base agli importi determinati dallo stesso GSE secondo criteri di mercato e sentiti, ove necessario, i citati sistemi collettivi;
  • i soggetti responsabili degli impianti incentivati ai sensi del IV e V Conto Energia (DM 5 maggio 2011 e DM 5 luglio 2012) adeguano la garanzia finanziaria per la completa gestione a fine vita dei moduli fotovoltaici all’importo della trattenuta stabilita dal GSE dai meccanismi incentivanti negli ultimi dieci anni di diritto all’incentivo, allo scopo di garantire la copertura dei costi di gestione ai sensi dell’art. 40, comma 3, d. lgs. n. 49 del 2014.

 

Con la lettera b) del comma 1 viene introdotto un termine di scadenza entro il quale le modalità operative per il finanziamento della gestione di fine vita degli impianti fotovoltaici debbano essere definite dal GSE. Si prevede al riguardo che il GSE definisca le predette modalità operative entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. Si prevede anche che il GSE provveda alle eventuali variazioni che si rendessero necessarie dall’adeguamento delle presenti disposizioni per le AEE di fotovoltaico incentivate con proprie istruzioni operative (anziché con proprie deliberazioni e disciplinari tecnici, come invece previsto nel testo originario del decreto legge).

 

La lettera c) del comma 1 – nell’aggiungere due nuovi periodi all’art. 24, comma 1, del D.Lgs. n. 49 del 2014 – prevede che nei casi di ammodernamento tecnologico (“revamping“) degli impianti fotovoltaici incentivati esistenti, si debba provvedere ad opera del GSE al trattenimento della garanzia finanziaria dei moduli fotovoltaici sostituiti o dismessi, ad eccezione delle ipotesi in cui i soggetti responsabili degli impianti abbiano già prestato la predetta garanzia nel trust di uno dei sistemi collettivi riconosciuti. Si prevede altresì che gli importi trattenuti siano restituiti ai soggetti responsabili solo dopo una puntuale verifica della documentazione che attesti la avvenuta e corretta gestione del fine vita dei pannelli fotovoltaici sostituiti o dismessi.

 

Viene introdotta, in sede di conversione (comma 1-bis), una ulteriore modifica al D.lgs. 49/2014 ed in particolare all’articolo 40 (Disposizioni transitorie e finali); ciò al fine di garantire la completa razionalizzazione delle disposizioni concernenti i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche da fotovoltaico. In particolare, si prevede che le modalità di finanziamento stabilite al primo periodo del comma 3 dell’articolo 40 si riferiscono alla gestione dei rifiuti immessi sul mercato prima dell’entrata in vigore del D. Lgs. n. 49 del 2014, derivanti da pannelli fotovoltaici, domestici e professionali non incentivati. Si generalizza altresì l’applicazione delle modalità di finanziamento stabilite al primo periodo del comma 3 dell’articolo 40 (ovverosia che tale finanziamento sia a carico dei produttori presenti sul mercato nello stesso anno in cui si verificano i rispettivi costi, in proporzione alla rispettiva quota di mercato, ai sensi dell’articolo 23, comma 1, nonché sia a carico del produttore nel caso di fornitura di una nuova apparecchiatura elettrica ed elettronica in sostituzione di un prodotto di tipo equivalente ovvero sia a carico del detentore negli altri casi, secondo quanto previsto dall’articolo 24, comma 1) attraverso la soppressione del riferimento alla ripartizione degli oneri eventualmente già definita in conformità alle disposizioni precedenti. Inoltre, si prevede che la somma trattenuta a garanzia della copertura dei costi di gestione dei rifiuti prodotti dai pannelli fotovoltaici che beneficiano dei meccanismi incentivanti di cui al d. lgs. n. 387 del 2003, venga determinata sulla base dei costi medi di adesione ai consorzi ovvero con riferimento ai costi determinati dai sistemi collettivi RAEE riconosciuti e del medesimo importo per tutti i meccanismi incentivanti individuati dai Conti Energia. Infine, si stabilisce che la definizione da parte del GSE, del metodo di calcolo della quota da trattenere e delle relative modalità operative a garanzia della totale gestione dei rifiuti da pannelli fotovoltaici avvenga previa approvazione del MITE.

 

Articolo 19-bis – Misure urgenti a sostegno della produzione di energia da fonti rinnovabili

L’articolo 19-bis – introdotto in sede referente – interviene sull’articolo 56 del D.L. n. 76/2020, eliminando le limitazioni previste dal comma 4 per la riammissione al sistema di incentivi per i produttori di energia elettrica da FER che non avevano optato per la rimodulazione degli incentivi (Spalma-incentivi volontario – D.L. n. 145 del 2013).

Si ricorda a questo proposito che il comma 3 del suddetto D.L. ha stabilito che i suddetti produttori di energia possono partecipare, con progetti di intervento sullo stesso sito dei predetti impianti, ai bandi pubblicati dal GSE successivamente alla data di entrata in vigore del decreto, nonché ad eventuali ulteriori strumenti incentivanti a carico dei prezzi o delle tariffe dell’energia elettrica successivamente approvati, anche in esecuzione del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima.

Il successivo comma 4 aveva stabilito che gli impianti di cui sopra inseriti in posizione utile nelle graduatorie, sono ammessi agli incentivi nel limite della potenza che, in ciascuna procedura e per ciascun gruppo di impianti, non dovesse essere assegnata agli impianti diversi da quelli di cui allo stesso comma 3, e con l’applicazione di una decurtazione percentuale della tariffa di riferimento, pari ad un’ulteriore riduzione di 5 punti percentuali rispetto a quella offerta dal produttore. Per gli impianti a registri, la tariffa di riferimento è ridotta di 3 punti percentuali.

Come già accennato quest’ultima previsione viene soppressa.

 

Articolo 8-bis – Disposizioni in materia di distretti turistici

Il decreto legge n. 70 del 2011 (art. 4 comma 3) ha da tempo previsto la possibilità – con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, previa intesa con le Regioni interessate e su richiesta delle imprese del settore che operano nei territori interessati – di istituire i Distretti turistici con il fine di riqualificare e rilanciare l’offerta turistica a livello nazionale e internazionale, di accrescere lo sviluppo delle aree e dei settori del Distretto, di migliorare l’efficienza nell’organizzazione e nella produzione dei servizi, di assicurare garanzie e certezze giuridiche alle imprese che vi operano, con particolare riferimento alle opportunità di investimento, di accesso al credito, di semplificazione e celerità nei rapporti con le PP.AA.

Con l’articolo 8-bis in commento si provvede:

– Ad aggiornare i riferimenti del decreto legge n. 70/2011 al Ministero del Turismo che ha sostituito il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact);
– A prorogare dal 31 dicembre 2021 al 31 dicembre 2023 il termine ultimo per procedere alla delimitazione dei distretti turistici come previsto dall’art. 5 comma 3 del decreto legge n. 70/2011 più volte citato.