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La legge 18 dicembre 2020 n. 176 (pubblicata sulla G.U. n.319 del 24/12/2020) – che ha convertito il decreto-legge n.137/2020 (cd. Ristori) e nella quale sono confluiti anche i contenuti dei decreti legge n. 149/2020, n. 154 e n. 157/2020 (Ristori bis, ter e quater) – ha confermato l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali relativi ai mesi di novembre e dicembre 2020 dovuti dai datori di lavoro e dai lavoratori autonomi agricoli. Con riferimento ai lavoratori autonomi agricoli l’INPS ha fornito istruzioni operative con messaggio n. 4272 del 13/11/2020, solo con riguardo al mese di novembre indicando in un’apposita tabella l’importo da portare in detrazione dalla rata in scadenza al 16 novembre 2020.
In assenza di indicazioni INPS – che continuamente stiamo sollecitando – si ritiene che il medesimo importo possa essere portato in detrazione con riferimento al mese di dicembre 2020 sulla IV rata in scadenza il prossimo 16 gennaio 2021. Naturalmente coloro che non avessero effettuato la detrazione relativa al mese di novembre 2020 sulla III rata (16 novembre 2020), possono portare in detrazione entrambi gli esoneri (novembre e dicembre 2020) nella rata in scadenza il 16 gennaio 2021.
L’importo della detrazione indicato dall’INPS deve essere moltiplicato per il numero di componenti del nucleo familiare coltivatore diretto attivi nel mese di novembre 2020 (per lo sgravio di novembre) e nel mese di dicembre 2020 (per lo sgravio di dicembre).

Con circolare n. 139 del 7 dicembre scorso, l’INPS illustra le modifiche apportate dal decreto-legge cd. “ristori” (DL n. 137/2020) – come integrato dai successivi DL n. 149/2020 (cd. “ristori bis”) e n. 157/2020 (c.d. “ristori quater”) – all’impianto normativo in materia di misure di sostegno al reddito previste per le ipotesi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa a causa di eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Importanti precisazioni vengono fornite anche con riferimento alla possibilità, per i datori di lavoro agricolo, che sospendono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica in atto, di accedere comunque al trattamento ordinario di CISOA ordinaria (90 giornate) una volta esauriti i periodi richiesti per effetto della normativa emergenziale, utilizzando la causale denominata “COVID-19 CISOA”.

In allegato la circolare dell’INPS

Circolare-INPS_Cassa-integrazione_Ristori

Con l’approssimarsi della scadenza della rata a saldo del versamento dell’IMU per il 2020, si riepilogano, di seguito, le norme che riguardano l’esenzione dal versamento della seconda rata IMU 2020, per i gestori delle attività sospese per l’emergenza Covid-19, e le ulteriori disposizioni con le quali è stata ampliata la categoria dei soggetti che svolgono attività agricola, che godono dell’esenzione dal tributo.
In particolare, partendo dall’art. 8 del Decreto “Ristori quater”, in cui viene stabilito che le esenzioni previste dai decreti sull’emergenza Covid-19 spettano non solo ai proprietari che conducono direttamente le attività, ma a tutti i soggetti passivi di imposta che le gestiscono ( titolari di diritti reali quali uso, usufrutto, abitazione, enfiteusi ,superficie – vedi art.1 comma 743 della legge 160/2019), si evidenzia che le disposizioni di legge da cui traggono origine le agevolazioni in esame sono da ricondursi all’art. 78 del “Decreto “Agosto”, all’articolo 9 del Decreto “Ristori”, e all’articolo 5 del “Decreto Ristori bis”.
Ed è l’articolo 78 del Decreto “Agosto”, a stabilire, per la prima volta, l’esenzione dal versamento della seconda rata IMU 2020 ancorando l’agevolazione, in primis, alla classificazione catastale dell’immobile oggetto di tassazione.
La norma stabilisce, altresì, che tra gli immobili destinatari del beneficio rientrano anche gli immobili degli agriturismi, oltre che gli immobili degli stabilimenti balneari, dei rifugi di montagna, ecc…. e quelli in genere classificati nella categoria catastale D.
Con l’art. 9 del Decreto “Ristori”, l’ esenzione dal versamento della seconda rata IMU per l’anno 2020, viene estesa agli immobili e le relative pertinenze, in cui vengono esercitate le attività sospese o limitate a causa dell’emergenza epidemiologica Covid–19, così come individuate dai Codici ATECO elencati nell’Allegato 1 del decreto citato, ed in cui vengono ancora una volta confermati i codici ATECO relativi allo svolgimento delle attività agrituristiche di alloggio e ristorazione ( rispettivamente codice 55.20.52 e 56.10.12).
Con l’art. 5 del Decreto “Ristori bis”), l’esenzione dal versamento della seconda rata viene ulteriormente estesa agli immobili ubicati nei comuni delle zone rosse, cioè le aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità ed un livello di rischio alto a causa del Covid-19, individuate con le ordinanze del Ministro della Salute, in cui si esercitano le attività riferite ai codici ATECO riportati nell’allegato 2 del decreto richiamato. Sul punto, va segnalata la precisazione contenuta nella FAQ n. 2 del 4 dicembre u.s. del Dipartimento delle finanze (www.finanze.gov.it), secondo cui per l’esonero della seconda rata dell’IMU in scadenza il 16 dicembre 2020 è sufficiente che l’immobile sia ubicato nella fascia “rossa” nel periodo compreso tra l’emanazione del DPCM 3 novembre 2020 e la data di scadenza del versamento della seconda rata, indipendentemente dalla circostanza che durante tale periodo il territorio della Regione interessato passi in una fascia diversa.
Per quanto riguarda più in generale il versamento dell’IMU per il 2020, si segnala che per effetto dell’art. 1, commi 4 quinquies e sexies, del D.L n.125 /2020, conv. in L. 159/2020 (decreto di proroga dello stato di emergenza epidemiologica), ai Comuni è data facoltà, per il solo anno 2020, di prorogare al 31 gennaio 2021 la pubblicazione delle aliquote e dei regolamenti relativi all’IMU 2020, con la conseguenza che potrebbe essere dovuta una parte dell’imposta “a conguaglio” per lo stesso anno. In tal caso, se la differenza d’imposta è positiva, si potrà procedere al versamento del conguaglio entro il 28 febbraio 2021, senza sanzioni ed interessi; in caso di differenza negativa il rimborso potrà essere chiesto entro il termine di 5 anni dal giorno del versamento ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione (art.1 comma 776 della L. 160/2019).
Si ricorda, inoltre, che con l’art. 8 bis del Decreto “Agosto”, convertito nella legge n. 126/2020, recante norme di interpretazione autentica in materia di agevolazioni IMU, è stata prevista, con effetti retroattivi l’estensione delle esenzioni IMU nei confronti:

a) dei soci di società di persone in possesso delle qualifiche di IAP e CD, di cui all’art.9 del D. Lgs.n.228/2001;
b) dei familiari coadiuvanti del coltivatore diretto, appartenenti al medesimo nucleo familiare, (già riconosciuta a partire dall’anno 2019 ex art.1, c.705 della L.n.145/2018);
c) dei pensionati che, continuando a svolgere attività in agricoltura, mantengono l’iscrizione nella relativa gestione previdenziale e assistenziale agricola.

Infine, va ricordato quanto disposto dalla legge n. 160/2019, che nell’ambito della revisione della disciplina IMU-TASI, ha previsto l’assoggettamento all’IMU dei fabbricati rurali strumentali, con l’aliquota dello 0,1 per cento (1 per mille), che i comuni possono ridurre fino all’azzeramento. Contestualmente è stata disposta l’abrogazione della TASI.

 

 

 

Il Consiglio dei Ministri, il 30 novembre scorso ha approvato il decreto-legge “Ristori-quater” che stanzia ulteriori 8 miliardi, conseguenti al nuovo scostamento di bilancio.
Tra le disposizioni previste dal decreto il rinvio al 1° marzo 2021 del termine di pagamento delle rate in scadenza nel 2020 della “rottamazione-ter” e del “saldo e stralcio”, già fissato al 10 dicembre 2020 dal decreto “Rilancio” (D.L. 34/2020). Quindi, per i contribuenti in regola con il pagamento delle rate 2019, il mancato, insufficiente o tardivo versamento di quelle in scadenza per l’anno 2020 non determina la perdita dei benefici delle predette definizioni agevolate, se le stesse verranno integralmente corrisposte entro il 1° marzo 2021. Per tale termine non sono previsti i cinque giorni di tolleranza di cui all’articolo 3, comma 14-bis, del D.L n.119/2018.

Il decreto-legge conferma e prolunga ulteriormente, fino al 31 gennaio 2021, i trattamenti di integrazione salariale (ulteriori 6 settimane per CIG, FIS e CIGD) ad esclusione della CISOA, mantenendo contestualmente in vigore, con alcune modifiche rispetto alla disciplina precedente, il divieto di licenziamento fino al 31 gennaio 2020. Viene inoltre introdotto un esonero contributivo temporaneo in favore dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi del settore agricolo, relativamente al mese di novembre 2020.

L’Area Fiscale di Confagricoltura Asti ha predisposto una nota informativa con un primo commento in merito alle misure previste.

Contributo a fondo perduto da destinare agli operatori IVA dei settori economici interessati dalle nuove misure restrittive

Al fine di sostenere gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive, introdotte con il DPCM del 24 ottobre 2020, è riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore di coloro che, alla data del 25 ottobre, dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’allegato 1 al decreto-legge.
Il contributo non spetta ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 25 ottobre 2020.
Tra codici ATECO riportati nel suddetto allegato sono compresi i codici dell’attività di agriturismo:
– 552052 – Attività di alloggio connesse alle aziende agricole
– 561012 – Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole
Come è noto, le attività di agriturismo sono per legge attività agricole connesse e, quindi, non possono essere considerate attività prevalenti rispetto alle attività agricole principali, con la conseguenza che, ai fini della presente disposizione, esse potrebbero essere escluse dal beneficio per mancanza del requisito della prevalenza.
Tuttavia, tale restrittiva interpretazione sarebbe in aperta contraddizione con la predetta finalità della disposizione che è quella di agevolare gli operatori dei settori economici maggiormente interessati dalle misure restrittive introdotte con il predetto DPCM tra i quali rientrano certamente gli agriturismi.
Si ritiene, pertanto, che gli agriturismi siano inclusi tra i soggetti che hanno diritto di beneficiare del contributo in esame, sia che abbiano già percepito il contributo previsto dal DL Rilancio sia che presentino una nuova istanza.
Confagricoltura ha immediatamente segnalato l’incongruenza all’Agenzia Entrate dalla quale si attende un correttivo che ponga rimedio ad una “svista” sicuramente non voluta dal legislatore.
Per quanto riguarda i requisiti di accesso alla misura, il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 (ricalcando quanto già previsto per l’erogazione del contributo previsto dal DL Rilancio).
Il contributo è pari, per i soggetti che hanno già beneficiato del contributo di cui al predetto DL, all’importo già erogato maggiorato delle percentuali previste in relazione al tipo di attività esercitata (dal 100% al 400%).
Il contributo spetta anche in assenza dei requisiti di calo del fatturato ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, attraverso l’applicazioni delle percentuali stabilite agli importi minimi di 1.000 euro se si tratta di persone fisiche, ovvero 2.000 euro se si tratta di persone giuridiche.
Il contributo è corrisposto, per chi ha già beneficiato del precedente ristoro dall’Agenzia Entrate in via automatica mediante accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente importo.
Per i soggetti che vi accedono per la prima volta, invece, il contributo è riconosciuto previa presentazione di apposita istanza esclusivamente mediante la procedura web.
Con apposito provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, saranno definiti termini e modalità per la trasmissione delle istanze.

Cancellazione della seconda rata IMU

limitatamente all’anno 2020, non è dovuto il versamento della seconda rata dell’imposta municipale propria (IMU) in riferimento a quegli immobili e relative pertinenze in cui si esercitano le attività oggetto di sospensione a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

Proroga del termine per la presentazione del modello 770

Viene stabilita la proroga al 10 dicembre 2020 del termine di presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta relativa all’anno d’imposta 2019 (MOD. 770) e del relativo invio delle C.U. che si riferiscono ad emolumenti o compensi che non si dichiarano attraverso la presentazione del Mod. 730.

Nuovi trattamenti di cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga

Il nuovo decreto prolunga ulteriormente la possibilità di accedere ai trattamenti di integrazione salariale per fronteggiare le situazioni di difficoltà che ancora permangono a seguito dell’emergenza COVID, riconoscendo complessivamente 6 settimane di integrazione salariale per il periodo 16 novembre 2020-31 gennaio 2021.
La legge, nel disporre la proroga, cita espressamente solo la cassa integrazione ordinaria, l’assegno ordinario FIS e la cassa integrazione in deroga, senza mai nominare espressamente la CISOA.
Sembra quindi – anche alla luce di alcune interlocuzioni informali con il Ministero del Lavoro e con l’INPS – che la proroga in questione non riguardi la CISOA.
Sull’argomento, comunque, Confagricoltura sta ponendo in campo tutte le iniziative affinché in via interpretativa o attraverso modifica legislativa in sede in conversione la proroga possa essere applicata anche alla CISOA.

Proroga fino al 31 gennaio 2021 del divieto di licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo

Viene ulteriormente prorogato, fino al 31 gennaio 2021, il divieto di licenziamento dei dipendenti per giustificato motivo oggettivo e di avvio delle procedure per i licenziamenti collettivi.

Esonero contributivo relativo al mese di novembre 2020 per le imprese della filiera agricola

La norma riconosce alle imprese appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura l’esonero straordinario dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali relativi al mese di novembre 2020. L’esonero spetta sia sulla contribuzione dovuta dai datori di lavoro agricolo per i propri dipendenti e sia su quella dovuta dai lavoratori autonomi agricoli iscritti all’INPS. L’ambito di applicazione dell’agevolazione è particolarmente ampio, dato che fa riferimento alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura. Occorre però evidenziare che la norma attribuisce all’INPS l’onere di verificare lo svolgimento da parte dei contribuenti delle attività interessate dall’esonero, identificate dai codici ATECO, nell’ambito delle già menzionate filiere.

Esonero per i lavoratori autonomi agricoli

Come detto, l’esonero per il mese di novembre 2020 si applica anche alla contribuzione previdenziale dovuta dai lavoratori autonomi agricoli iscritti all’INPS: imprenditori agricoli professionali (IAP), coltivatori diretti (CD), ai mezzadri e ai coloni.
L’esonero è riconosciuto sul versamento della rata in scadenza il 16 novembre 2020 (III rata della contribuzione per l’anno 2020) nella misura pari ad 1/12 della contribuzione annuale, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL. Sul punto, considerate le particolari modalità di determinazione dello sgravio, ci riserviamo di ritornare non appena l’INPS avrà fornito le necessarie indicazioni operative che abbiamo già provveduto a richiedere con urgenza.

Misure di sostegno alle imprese appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura

L’articolo costituisce una delle principali misure del decreto-legge, dirette esplicitamente al settore agricolo. In particolare, si interviene per sostenere le filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura colpite indirettamente dalle misure restrittive che hanno limitato l’attività di ristorazione, previste dal DPCM del 24 ottobre 2020.
L’articolo:
– Stanzia 100 milioni per l’anno 2020;
– Indica che l’utilizzo di tali risorse prevede la concessione di contributi a fondo perduto a favore delle imprese nelle filiere indicate;
– Affida ad un decreto del Mipaaf la definizione della platea di beneficiari ed i criteri per usufruire dei benefici. L’attuazione della misura compete in ogni caso all’Agenzia delle Entrate secondo le modalità previste dal decreto di cui sopra.
E’ verosimile che i meccanismi che verranno previsti dal decreto attuativo individueranno alcune filiere produttive ammissibili e poi faranno riferimento, per la determinazione del contributo a fondo perduto, alla perdita di fatturato conseguente all’interruzione dell’attività. Da valutare su quale base temporale si dovrà calcolare tale contrazione di fatturato.

Sospensione delle procedure esecutive immobiliari nella prima casa

Viene esteso di sei mesi il periodo di sospensione delle procedure esecutive relative all’abitazione principale del debitore, portandola al 31 dicembre 2020 in luogo del 30 giugno precedentemente previsto