Il decreto-legge conferma e prolunga ulteriormente, fino al 31 gennaio 2021, i trattamenti di integrazione salariale (ulteriori 6 settimane per CIG, FIS e CIGD) ad esclusione della CISOA, mantenendo contestualmente in vigore, con alcune modifiche rispetto alla disciplina precedente, il divieto di licenziamento fino al 31 gennaio 2020. Viene inoltre introdotto un esonero contributivo temporaneo in favore dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi del settore agricolo, relativamente al mese di novembre 2020.

L’Area Fiscale di Confagricoltura Asti ha predisposto una nota informativa con un primo commento in merito alle misure previste.

Contributo a fondo perduto da destinare agli operatori IVA dei settori economici interessati dalle nuove misure restrittive

Al fine di sostenere gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive, introdotte con il DPCM del 24 ottobre 2020, è riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore di coloro che, alla data del 25 ottobre, dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’allegato 1 al decreto-legge.
Il contributo non spetta ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 25 ottobre 2020.
Tra codici ATECO riportati nel suddetto allegato sono compresi i codici dell’attività di agriturismo:
– 552052 – Attività di alloggio connesse alle aziende agricole
– 561012 – Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole
Come è noto, le attività di agriturismo sono per legge attività agricole connesse e, quindi, non possono essere considerate attività prevalenti rispetto alle attività agricole principali, con la conseguenza che, ai fini della presente disposizione, esse potrebbero essere escluse dal beneficio per mancanza del requisito della prevalenza.
Tuttavia, tale restrittiva interpretazione sarebbe in aperta contraddizione con la predetta finalità della disposizione che è quella di agevolare gli operatori dei settori economici maggiormente interessati dalle misure restrittive introdotte con il predetto DPCM tra i quali rientrano certamente gli agriturismi.
Si ritiene, pertanto, che gli agriturismi siano inclusi tra i soggetti che hanno diritto di beneficiare del contributo in esame, sia che abbiano già percepito il contributo previsto dal DL Rilancio sia che presentino una nuova istanza.
Confagricoltura ha immediatamente segnalato l’incongruenza all’Agenzia Entrate dalla quale si attende un correttivo che ponga rimedio ad una “svista” sicuramente non voluta dal legislatore.
Per quanto riguarda i requisiti di accesso alla misura, il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 (ricalcando quanto già previsto per l’erogazione del contributo previsto dal DL Rilancio).
Il contributo è pari, per i soggetti che hanno già beneficiato del contributo di cui al predetto DL, all’importo già erogato maggiorato delle percentuali previste in relazione al tipo di attività esercitata (dal 100% al 400%).
Il contributo spetta anche in assenza dei requisiti di calo del fatturato ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, attraverso l’applicazioni delle percentuali stabilite agli importi minimi di 1.000 euro se si tratta di persone fisiche, ovvero 2.000 euro se si tratta di persone giuridiche.
Il contributo è corrisposto, per chi ha già beneficiato del precedente ristoro dall’Agenzia Entrate in via automatica mediante accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente importo.
Per i soggetti che vi accedono per la prima volta, invece, il contributo è riconosciuto previa presentazione di apposita istanza esclusivamente mediante la procedura web.
Con apposito provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, saranno definiti termini e modalità per la trasmissione delle istanze.

Cancellazione della seconda rata IMU

limitatamente all’anno 2020, non è dovuto il versamento della seconda rata dell’imposta municipale propria (IMU) in riferimento a quegli immobili e relative pertinenze in cui si esercitano le attività oggetto di sospensione a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

Proroga del termine per la presentazione del modello 770

Viene stabilita la proroga al 10 dicembre 2020 del termine di presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta relativa all’anno d’imposta 2019 (MOD. 770) e del relativo invio delle C.U. che si riferiscono ad emolumenti o compensi che non si dichiarano attraverso la presentazione del Mod. 730.

Nuovi trattamenti di cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga

Il nuovo decreto prolunga ulteriormente la possibilità di accedere ai trattamenti di integrazione salariale per fronteggiare le situazioni di difficoltà che ancora permangono a seguito dell’emergenza COVID, riconoscendo complessivamente 6 settimane di integrazione salariale per il periodo 16 novembre 2020-31 gennaio 2021.
La legge, nel disporre la proroga, cita espressamente solo la cassa integrazione ordinaria, l’assegno ordinario FIS e la cassa integrazione in deroga, senza mai nominare espressamente la CISOA.
Sembra quindi – anche alla luce di alcune interlocuzioni informali con il Ministero del Lavoro e con l’INPS – che la proroga in questione non riguardi la CISOA.
Sull’argomento, comunque, Confagricoltura sta ponendo in campo tutte le iniziative affinché in via interpretativa o attraverso modifica legislativa in sede in conversione la proroga possa essere applicata anche alla CISOA.

Proroga fino al 31 gennaio 2021 del divieto di licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo

Viene ulteriormente prorogato, fino al 31 gennaio 2021, il divieto di licenziamento dei dipendenti per giustificato motivo oggettivo e di avvio delle procedure per i licenziamenti collettivi.

Esonero contributivo relativo al mese di novembre 2020 per le imprese della filiera agricola

La norma riconosce alle imprese appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura l’esonero straordinario dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali relativi al mese di novembre 2020. L’esonero spetta sia sulla contribuzione dovuta dai datori di lavoro agricolo per i propri dipendenti e sia su quella dovuta dai lavoratori autonomi agricoli iscritti all’INPS. L’ambito di applicazione dell’agevolazione è particolarmente ampio, dato che fa riferimento alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura. Occorre però evidenziare che la norma attribuisce all’INPS l’onere di verificare lo svolgimento da parte dei contribuenti delle attività interessate dall’esonero, identificate dai codici ATECO, nell’ambito delle già menzionate filiere.

Esonero per i lavoratori autonomi agricoli

Come detto, l’esonero per il mese di novembre 2020 si applica anche alla contribuzione previdenziale dovuta dai lavoratori autonomi agricoli iscritti all’INPS: imprenditori agricoli professionali (IAP), coltivatori diretti (CD), ai mezzadri e ai coloni.
L’esonero è riconosciuto sul versamento della rata in scadenza il 16 novembre 2020 (III rata della contribuzione per l’anno 2020) nella misura pari ad 1/12 della contribuzione annuale, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL. Sul punto, considerate le particolari modalità di determinazione dello sgravio, ci riserviamo di ritornare non appena l’INPS avrà fornito le necessarie indicazioni operative che abbiamo già provveduto a richiedere con urgenza.

Misure di sostegno alle imprese appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura

L’articolo costituisce una delle principali misure del decreto-legge, dirette esplicitamente al settore agricolo. In particolare, si interviene per sostenere le filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura colpite indirettamente dalle misure restrittive che hanno limitato l’attività di ristorazione, previste dal DPCM del 24 ottobre 2020.
L’articolo:
– Stanzia 100 milioni per l’anno 2020;
– Indica che l’utilizzo di tali risorse prevede la concessione di contributi a fondo perduto a favore delle imprese nelle filiere indicate;
– Affida ad un decreto del Mipaaf la definizione della platea di beneficiari ed i criteri per usufruire dei benefici. L’attuazione della misura compete in ogni caso all’Agenzia delle Entrate secondo le modalità previste dal decreto di cui sopra.
E’ verosimile che i meccanismi che verranno previsti dal decreto attuativo individueranno alcune filiere produttive ammissibili e poi faranno riferimento, per la determinazione del contributo a fondo perduto, alla perdita di fatturato conseguente all’interruzione dell’attività. Da valutare su quale base temporale si dovrà calcolare tale contrazione di fatturato.

Sospensione delle procedure esecutive immobiliari nella prima casa

Viene esteso di sei mesi il periodo di sospensione delle procedure esecutive relative all’abitazione principale del debitore, portandola al 31 dicembre 2020 in luogo del 30 giugno precedentemente previsto