La legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio per il 2020), all’articolo 1, commi da 185 a 197, ha introdotto un credito d’imposta per gli investimenti in nuovi beni strumentali. Tale credito di imposta è riconosciuto a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito, ad eccezione delle imprese sottoposte a procedure concorsuali. Il credito di imposta in questione, in considerazione del fatto che è riconosciuto a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato (incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti) non costituisce un aiuto di Stato. Per tale ragione, non trovano applicazioni le specifiche disposizioni, in materia di cumulo, previste dalla normativa di riferimento della misura Nuova Sabatini, fermo restando quanto previsto, in materia di cumulo, dalla normativa specifica del predetto credito di imposta e, in particolare, dal comma 192 di cui alla legge sopra citata, laddove è stabilito che “Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive di cui al periodo precedente, non porti al superamento del costo sostenuto”. Il Ministero precisa, ancora, che poiché per la “Nuova Sabatini” le percentuali agevolative sono “basse” rispetto al costo sostenuto per l’acquisto del bene strumentale, nell’applicazione del cumulo in questione non si supererebbe il costo sostenuto per l’acquisto del bene.

Credito: cumulabilità delle agevolazioni “Nuova Sabatini” con altre agevolazioni pubbliche

Confagricoltura si è attivata col Ministero dello Sviluppo Economico per ottenere chiarimenti in merito alla cumulabilità delle agevolazioni previste dalla “Nuova Sabatini” con altre agevolazioni pubbliche. Il Ministero ha chiarito che le agevolazioni concesse alle imprese agricole non possono essere cumulate con aiuti de minimis ai sensi del regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione, mentre possono essere cumulate con altri aiuti di Stato ai sensi degli articoli 107 e 108 del trattato, con i contributi finanziari forniti dagli Stati membri, inclusi quelli di cui al regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio e con i contributi finanziari comunitari in relazione agli stessi costi ammissibili, a condizione che tale cumulo non comporti il superamento delle intensità massime fissate dal regolamento (UE) n. 702/2014 della Commissione.
Le agevolazioni concesse alle PMI che operano nel settore della pesca e acquacoltura possono essere cumulate con altri aiuti esentati in virtù del regolamento (UE) n. 1388/2014 della Commissione o con gli aiuti de minimis che soddisfino le condizioni di cui al regolamento (UE) n. 717/2014 della Commissione, ovvero con altri finanziamenti comunitari relativi agli stessi costi ammissibili, a condizione che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità di aiuto o dell’importo di aiuto più elevati applicabili in base al predetto regolamento (UE) n. 1388/2014 della Commissione. In ogni caso resta inteso che, qualora l’agevolazione “Nuova Sabatini” concedibile, sommata agli eventuali altri aiuti concessi sui medesimi investimenti, superi l’intensità massima prevista dai regolamenti applicabili per settore, il Ministero provvede a ricalcolare il contributo nei limiti delle intensità massime previste dagli stessi regolamenti di riferimento. Inoltre, si precisa che le agevolazioni “Nuova Sabatini” possono coesistere, sulle medesime spese ammissibili, con le norme che prevedono benefici di carattere fiscale (per esempio Super e Iper-Ammortamento) applicabili alla generalità delle imprese. Tali benefici, non essendo inquadrabili come aiuti di Stato, non concorrono a formare cumulo.